Bannon difende Salvini e Orbán: si stanno riprendendo la sovranità dei loro Paesi

L'ex stratega di ultra destra di Donald Trump: cercano di rendere migliori le loro nazioni

Stanno cercando di "riprendersi la sovranità dei loro Paesi". Per questo vanno lodati. Steve Bannon, l'ex stratega di ultra destra del presidente americano, Donald Trump, difende Matteo Salvini e Viktor Orbán, due uomini accumunati da una politica durissima in tema di migrazione. 

Parlando al festival Open Future organizzato a Londra dall'Economist per celebrare il suo 175esimo anniversario, Bannon, in collegamento video, ha difeso il ministro italiano degli Interni e il premier ungherese dicendo: Queste persone stanno cercando di rendere migliori i loro Paesi. Di sicuro non condanno Viktor Orbán e Matteo Salvini". Il primo ha descritto i rifugiati come "invasori musulmani" e il secondo ha chiuso le porte agli immigrati, a prescindere dalle condizioni estreme in cui si trovavano.

Per colui che nell'agosto del 2016 divenne direttore della campagna di Trump al posto di Paul Manafort - da giugno in carcere, dichiarato colpevole di frodi bancarie e fiscali il mese scorso e ora pronto a collaborare con gli inquirenti - Salvini e il leader ungherese "sono individui espressione di movimenti nazionali populisti in Europa, che stanno cercando di riprendersi la sovranità dei loro stati".

La presenza di Bannon al festival è stata controversa. Alcuni partecipanti hanno deciso di non presentarsi. Fuori dagli uffici dell'Economisti a New York, ha riferito il Guardian, qualcuno ha protestato con cartelli che dicevano: "Non normalizzate Bannon" o "Vergogna". L'idea è che il suprematismo bianco di cui lui è espressione non sia intrattenimento.

Il 4 settembre scorso il direttore dell'Economist aveva difeso la scelta di invitarlo dicendo: "Bannon ha una visione del mondo che è antitetica ai valori liberal che l'Economist ha sempre sposato. Gli abbiamo chiesto di partecipare perché il nazionalismo populista al giorno d'oggi ha gravi conseguenze politiche".

Il giorno precedente la comparsa di Bannon a un festival del settimanale New Yorker fu cancellata dopo lo scoppio delle polemiche. Il direttore del magazine aveva annunciato che avrebbe intervistato Bannon con "l'intenzione di chiedergli domande difficili". Poi però personalità del calibro di Jim Carrey preannunciarono sui social media che non avrebbero preso parte all'evento se anche Bannon si fosse presentato. E il magazine ha cambiato i suoi piani. L'Economist non lo ha fatto.

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