Bannon attacca: "Incontri sovversivi alla Trump Tower". Il presidente risponde: "Oltre al lavoro, ha perso la testa"

L'ex stratega duro con la famiglia del presidente, che risponde: "Lui ha avuto poco a che fare con la nostra vittoria, ma la sconfitta in Alabama è tutta sua. Non rappresenta la mia base. Finge di essere in guerra con i media"
AP

"Non solo ha perso il suo lavoro, ha perso anche la testa". Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha risposto al suo ex stratega alla Casa Bianca, Steve Bannon, di cui sono uscite alcune dichiarazioni, contenute in un libro tra pochi giorni in vendita, 'Fire and Fury': Inside the Trump White House'.

Il presidente, ricordando che Bannon è stato licenziato, ha detto che lui "non ha niente a che fare con me o con la mia presidenza". Inoltre, Bannon "non rappresenta la mia base". Qualche ora fa, sono uscite delle anticipazioni sul libro, comprese alcune dichiarazioni di Bannon, rilasciate all'autore Michael Wolff. Secondo l'ex stratega di Trump, l'incontro alla Trump Tower - di cui tanto si parla da mesi, nell'ambito delle indagini sulle interferenze russe nelle elezioni - tra lo staff dell'allora candidato repubblicano alla presidenza e i russi è stato "sovversivo" e "antipatriottico".

Secondo Bannon, inoltre, le indagini sulle possibili collusioni tra il Cremlino e lo staff di Trump si concentreranno sul riciclaggio di denaro sporco; poi, ha predetto: "Schiacceranno Don Junior (Donald Trump Jr.) come un uovo sulle tv nazionali".

"Steve era un membro dello staff e ha lavorato per me dopo che avevo già conquistato la nomination sconfiggendo 17 candidati, spesso descritti come il gruppo più talentuoso messo insieme dal partito repubblicano" ha scritto Trump, in una nota. "Steve ha avuto poco a che fare con la nostra storica vittoria, ottenuta grazie alle donne e agli uomini dimenticati di questo Paese". Poi, ha scaricato su Bannon il peso della sconfitta alle elezioni speciali in Alabama per un seggio in Senato, dove il conservatore Roy Moore, appoggiato da Bannon e dalla destra anti-establishment, ha perso contro il democratico Doug Jones, dopo aver battuto alle primarie il candidato repubblicano appoggiato da Trump, Luther Strange. "Steve, invece, ha a che fare totalmente con la perdita di un seggio dell'Alabama in Senato detenuto per oltre 30 anni dai repubblicani".

"Steve finge di essere in guerra con i media, che chiama il partito di opposizione, ma ha trascorso il suo tempo alla Casa Bianca facendo uscire false informazioni per far sembrare di essere più importante di quanto fosse. Questa è l'unica cosa che fa bene". "Abbiamo tanti grandi repubblicani tra i membri del Congresso e i candidati, che sostengono molto l'agenda del 'Make America Great Again'. Come me, amano gli Stati Uniti d'America e sono d'aiuto per costruire, invece di cercare di ridurre tutto in cenere" ha commentato Trump.

Bannon è tornato a lavorare per Breitbart, l'organo d'informazione preferito dalla destra anti-establishment, lasciato per guidare la campagna elettorale di Trump, di cui poi è stato 'stratega capo' alla Casa Bianca. L'incontro di cui Bannon ha parlato con l'autore del libro in uscita è avvenuto il 9 giugno 2016, tra Donald Trump Jr. e l'avvocata russa Natalia Veselnitskaya; il figlio dell'attuale presidente pensava di ricevere notizie compromettenti sulla rivale democratica, Hillary Clinton. All'incontro erano presenti anche l'allora manager della campagna elettorale, Paul Manafort, e Jared Kushner, genero e consigliere dell'attuale presidente.

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