Bannon: sfideremo ogni repubblicano in carica, tranne Cruz

L'ex stratega di Trump contro l'establishment repubblicano prepara la battaglia per le elezioni di metà mandato del prossimo anno
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Stephen Bannon ha ufficialmente lanciato l'attacco contro l'establishment in vista delle elezioni statunitensi di metà mandato, in programma il prossimo anno. L'ex superconsigliere del presidente statunitense, Donald Trump, tornato a guidare il sito ultraconservatore Breitbart News, è stato intervistato da Sean Hannity su Fox News: "C'è una coalizione che si sta formando che sfiderà ogni repubblicano in carica, fatta eccezione per Ted Cruz".

L'ex stratega di Trump, capace di assicurare all'allora candidato il sostegno di ultraconservatori e anti-establishment, ha detto che "nessuno è al sicuro" e che ha intenzione di reclutare candidati che corrano contro i parlamentari che non hanno combattuto fedelmente per attuare l'agenda di Trump. "C'è un'agenda di base con cui Trump ha corso e vinto. Ha conquistato Stati che i repubblicani non vincevano da una vita, come Michigan, Wisconsin e Pennsylvania. Questa agenda funziona. Gli americani l'hanno votata". Per Bannon, poi, molti parlamentari non sarebbero l" se non fosse per Trump "e dovrebbero sostenere i piani del presidente, ma non lo fanno".

Due settimane fa, Bannon ha ottenuto la sua prima vittoria contro l'establishment repubblicano, con il successo del suo candidato, Roy Moore, contro il senatore in carica Luther Strange nelle primarie del partito per il posto in Senato lasciato libero da Jeff Sessions, divenuto segretario alla Giustizia. A sostegno di Strange si erano dichiarati Trump e il leader della maggioranza repubblicana in Senato, Mitch McConnell.

Bannon ha detto che la sua squadra "sta spendendo una marea di tempo per fare in modo che i candidati siano attentamente controllati", aggiungendo che ci saranno anche candidati con esperienza, al contrario di quanto successo nel 2010, quando il Tea Party, frangia ultraconservatrice del partito, ottenne un grande successo. "Prima sfideremo i parlamentari repubblicani in carica in ogni Stato, poi i democratici". "La cricca globalista a Capitol Hill deve andarsene", ha dichiarato, affermando che potrebbero volerci 15 o 20 anni.

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