Beretta porta alla maratona di New York la sua tecnologia smart

Il progetto del produttore di armi italiano si chiama i-Protect Personal ed è un sistema per tracciare i parametri vitali del corridore e comunicare in modo immediato col personale medico

La tecnologia italiana sviluppata da Beretta arriva alla maratona di New York. Il produttore di armi ha infatti sviluppato all’interno del suo laboratorio (il Beretta Research and Innovation Center) un sistema in grado di tracciare l'attività fisica dei corridori e allo stesso tempo di garantire la massima sicurezza. La squadra di Beretta - composta da cinque corridori italiani dipendenti del gruppo, a cui si sono uniti altri cinque atleti americani appartenenti alla non profit Project ALS - ha raccontato la sua esperienza con il nuovo sistema alla Beretta Gallery di Manhattan.

Si tratta del sistema i-Protect Personal e proprio grazie a una serie di indumenti intelligenti manterrà il controllo sui parametri vitali nel corso della gara della metropoli americana. “Siamo partiti lavorando sulla sicurezza della polizia per poi passare a quella dei cittadini. Adesso stiamo cercando di implementare le funzioni anche dal punto di vista sportivo”, racconta Eugenio Righi, l’ingegnere a capo del progetto.

In pratica il sistema oltre che a controllare l’attività fisica, attraverso un indumenti speciale e uno smartwatch è capace di riconoscere se un atleta ha un problema nel corso del suo allenamento: in modo autonomo invia un allarme al personale medico che può raggiungere la persona.

“Abbiamo iniziato di recente un progetto pilota con la Croce bianca di Brescia - dice Righi - con dieci persone. Ma l’idea è quella di sviluppare un servizio a cui è possibile abbonarsi e avere un controllo automatizzato delle proprie funzioni vitali”, continua Righi ricordando come le applicazioni di health care stia diventando un importante alleato della medicina.

“Il sistema funziona in tutto il mondo e stiamo cercando di continuare a testarlo per comprende al meglio come migliorare la sua applicazione nello sport”, aggiunge Marco Basso, ingegnere di Beretta ma anche corridore della squadra del gruppo. Righi spiega come il sistema si sia evoluto dall’utilizzo con le forze dell’ordine: il programma è stato testato da carabinieri. In alcune situazioni difficili può essere impiegato per controllare dalla centrale operativa le azioni di un agente e in questo modo di guidarlo o comunicare con lui in tempo reale.