Bezos dona 33 milioni di dollari per studenti Dreamers: mio padre (adottivo) arrivò in Usa da minore e solo

Il Ceo di Amazon ricorda il caso personale: il secondo marito della madre atterrò in America da Cuba come parte del più grande esodo di minori non accompagnati dell'emisfero occidentale

L'amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, ha deciso di donare 33 milioni di dollari in mille borse di studio destinate ai cosiddetti Dreamers, le persone entrate quando erano bambine negli Stati Uniti e che tutt'ora sono prive di un permesso di soggiorno.

Forse l'esperienza personale dell'uomo più ricco del mondo ha una valenza nella sua scelta: Bezos ha spiegato in un comunicato che suo padre (non quello biologico ma l'uomo con cui la madre si risposò) arrivò in Usa da solo all'età di 16 anni e senza essere in grado di parlare inglese; fu parte di "Operation Pedro Pan", un programma - il più grande esodo di minori non accompagnati nell'emisfero occidentale - che tra il 1960 e il 1962 portò in Usa oltre 14.000 bambini dall'Avana.

In una nota diffusa da TheDream - US, no-profit cofondata nel 2014 dall'ex proprietario del Washington Post Don Graham, che ha venduto il quotidiano a Bezos nel 2013 -  il Ceo di Amazon ha fatto riferimento al padre adottivo dicendo: "Con molto coraggio e determinazione, e l'aiuto di organizzazioni fenomenali in Delaware, mio padre divenne un cittadino straordinario e continua a rendere il favore al Paese che lo ha benedetto in modi diversi".

A godere delle borse di studio saranno studenti delle scuole superiori. La donazione, firmata da Bezos e dalla moglie MacKenzie, verrà spalmata in quattro anni ed è stata fatta mentre al Congresso i legislatori stanno trattando per trovare una soluzione sullo status dei Dreamers. Nel peggiore dei casi, rischiano l'espulsione. Oltre 100 Ceo hanno scritto una lettera facendo pressing su Capitol Hill affinché si legiferi in fretta e in loro favore.

Nel comunicato diffuso da TheDream.US, la no-profit che ha annunciato la donazione di Bezos e la cui missione è garantire un'istruzione universitaria ai Dreamers, il Ceo di Amazon ha detto: "Mio padre giunse in Usa quando aveva 16 anni come parte dell'Operation Pedro Pan". Si tratta di un programma che tra il 1960 e il 1962 portò in Usa oltre 14.000 bambini dall'Avana (Cuba); quello fu il più grande esodo di minori non accompagnati nell'emisfero occidentale. "Con molto coraggio e determinazione - e l'aiuto di organizzazioni fenomenali in Delaware - mio padre divenne un cittadino straordinario e continua a rendere il favore al Paese che lo ha benedetto in modi diversi", ha aggiunto Bezos.

Colui che nel 1994 in un garage fondò Amazon - originariamente un rivenditore online di libri diventato un colosso del commercio elettronico che sta aumentando la sua presenza nel settore retail tradizionale e magari anche in quello farmaceutico - non ha spiegato i dettagli relativi al padre. Fu Brad Stone, di Bloomberg Businessweek, a gettare luce in un libro su Amazon e sulla storia famigliare di Bezos. Il padre biologico, Ted Jorgensen, aveva 18 anni quando mise incinta Jacklyn Gise, 17enne. I due si sposarono prima della nascita del figlio ma il matrimonio durò solo 17 mesi. Tre anni dopo il divorzio, Gise sposò un altro uomo, Miguel Bezos, il cubano che imparò da solo l'inglese e che finì per laurearsi ed essere assunto dal colosso petrolifero Exxon Mobil. Miguel adottò Jeff, dandogli il suo cognome.

In una intervita alla rivista Wired nel 1999, Bezos disse di "non avere mai visto" Jorgensen anche se l'inizio della sua vita fu con lui. "Per quel che mi riguarda", disse, "mio padre [Bezos] è il mio papà naturale. L'unica occasione in cui ci devo pensare è quando devo compilare un modulo dal dottore". Non sorprende dunque che nel comunicato il Ceo di Amazon abbia fatto riferimento a un solo padre senza troppe spiegazioni. D'altra parte quello biologico non sapeva nemmeno che il figlio fosse diventato un imprenditore di successo quando Stone lo trovò a Glendale, Arizona, come proprietario di un negozio di biciclette. "Non fui un bravo padre né un bravo marito", disse al giornalista.

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