Bill Ford: Trump comprende il nostro business, è "ben informato"

Parla il vicepresidente del gruppo auto fondato dal bisnonno Henry Ford

Bill Ford, il vicepresidente esecutivo di Ford, parla "spesso" con il presidente eletto Donald Trump, che secondo lui è un "buon ascoltatore", che "fa domande buone" e che è molto "reattivo": "Se chiami, risponde. Ma chiama anche quando gli pare".

Parlando nella serata americana del 10 gennaio, a un evento organizzato da Automotive News a margine del salone dell'auto di Detroit il pronipote di Henry Ford - il fondatore del gruppo auto a cui ha dato il nome - ha spiegato che il miliardario di New York lo aveva chiamato dopo la sua vittoria alle elezioni presidenziali Usa dello scorso otto novembre per continuare parlare di temi che sono spaziati "dalle tasse alla manipolazione di valute fino alle questioni commerciali".

Durante la campagna elettorale Trump aveva ripetutamente preso di mira Ford per produrre vetture in Messico. E il 3 gennaio scorso l'azienda guidata da Mark Fields ha annunciato di non volere più investire 1,6 miliardi di dollari in una nuova fabbrica in Messico optando invece per un investimento da 700 milioni di dollari in Usa. Come l'amministratore delegato Fields, anche il vicepresidente esecutivo del gruppo ieri ha spiegato che non si può semplificare la questione dicendo che Ford si è piegata a Trump. "Non è così semplice. Era una decisione giusta per noi" quella di puntare sugli Usa e di decidere di produrre l'auto Focus - che comunque verrà trasferita in Messico - in un impianto esistente della nazione dell'America centrale.

Secondo Bill Ford, Trump è un "businessman" che comprende le logiche di un'azienda e "la complessità di questo business ma le tecnicalità condizionano poi la vita delle famiglie lavoratrici". Certo, ha aggiunto, il presidente eletto "è stato contento" dell'investimento in Usa, "ma lo sono stato anche io".

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