Bill O'Reilly pagò 32 milioni per fermare denuncia molestie. E Fox gli rinnovò il contratto

Un nuovo caso che coinvolge il super presentatore del network conservatore, il sesto dopo i cinque già noti. I vertici del gruppo sapevano

A gennaio del 2017 il presentatore di Fox, Bill O'Reilly, pagò 32 milioni di dollari per patteggiare una causa di violenza sessuale su una analista del network. Poco dopo il canale conservatore gli rinnovò il contratto per 3 anni pagandolo 25 milioni all'anno, pur sapendo che aveva appena pagato la somma per fermare il processo.

Lo scrive il New York Times citando fonti anonime a conoscenza dei fatti. Il quotidiano ha aggiunto che Rupert Murdoch e i suoi due figli, Lachlan e James, erano al corrente di quanto accaduto all'interno dell'azienda e poco dopo il presentatore aveva ricevuto l'ok all'estensione del contratto.

Il caso O'Reilly è diventato pubblico ad aprile e ha portarto al licenziamento del presentatore: il suo programma, The O’Reilly Factor, era uno degli show più seguiti di Fox News e solo nel 2016 raccolse 147,13 milioni in pubblicità, secondo i dati di Kantar Media.

Il New York Times sostiene che prima della rivelazione del sesto caso di pagamento, O'Reilly aveva pagato 13 milioni per chiudere cinque casi di violenze, tutti successi all'interno del posto di lavoro: le donne erano o collaboratrici o ospiti del programma.

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L'amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha detto che la cosa che lo ha più sorpreso nel corso del suo tour negli Stati Uniti è la grandezza della crisi degli oppiacei, che da tempo sta distruggendo piccole comunità rurali degli Stati Uniti. Tuttavia sul social network esiste un mercato parallelo per la sponsorizzazione di questi prodotti, e spesso sono venditori internazionali che fanno pubblicità, visto che alcune medicinali sono vietati negli Usa.

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E' rimasto deluso chi si aspettava che dall'assemblea annuale degli azionisti di 21st Century Fox emergessero conferme di presunti negaziati avuti con Walt Disney per la cessione di asset dell'impero di Rupert Murdoch.

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Altre quattro donne hanno accusato di molestie sessuali Roy Moore, il candidato repubblicano all'elezione speciale in Alabama, negli Stati Uniti, per un seggio al Senato federale. La situazione sta diventando insostenibile per il partito, che nella notte ha discusso del futuro di Moore; nessuna decisione è stata annunciata, ma i leader del partito potrebbero prendere in considerazione un piano drastico, per salvare un seggio che detengono da 20 anni: chiedere all'attuale senatore, Luther Strange, di dimettersi, in modo da indire una nuova elezione speciale, al posto di quella del 12 dicembre.

Riforma fiscale: maggioranza degli americani contrari agli sforzi dei repubblicani

Oggi si vota la bozza del Gop alla Camera. Un primo senatore conservatore contro la proposta del Senato

Gli sforzi del partito repubblicano per approvare entro fine anno una riforma fiscale stanno incontrando ostacoli non solo al Congresso ma anche nell'opinione pubblica.

Dopo l'Expo, 'Orgoglio Brescia' va a Chicago con l'opera Leosphere

Il consorzio confindustriale che ha piantato l'Albero della vita all'esposizione universale a Rho festeggia il 45esimo anniversario del gemellaggio tra Milano e la Windy City con la creazione di Florian Boje

Dopo avere piantato l’Albero della Vita all'Expo 2015 di Milano, il consorzio confindustriale “Orgoglio Brescia” dimostra le sue ambizioni internazionali con una nuova opera: Leosphere.  Si tratta di una sfera in legno alta 45 metri ispirata agli studi di Leonardo da Vinci, che la cordata composta da 18 aziende bresciane ad alta specializzazione porterà al centro di Chicago nel 2018 per celebrare il 45esimo anniversario del gemellaggio tra la città dell'Illinois e Milano. L'opera, creata da Florian Boje, è pensata per rappresentare l'incontro, la contaminazione, il dialogo tra l'ingegno italiano e tecnologia americana.

Walt Disney: i conti deludono, annuncia nuova trilogia di Guerre Stellari

Ricavi sotto le stime. Pesa un forte calo della divisione cinematografica; si salva quella dei parchi e dei resort nonostante l'effetto negativo sulle attività in Florida dato dall'uragano Irma. No comment su trattative con 21st Century Fox
AP

Oltre a pubblicare una trimestrale con utili e ricavi deludenti, a mercati Usa ormai chiusi Walt Disney ha dovuto fare i conti con indiscrezioni secondo cui il suo canale sportivo Espn si prepara a un altro round di licenziamenti; stando a Sports Illustrated l'ultima tornata prevedrebbe l'uscita di oltre 100 persone entro il Giorno del Ringraziamento che quest'anno sarà il 23 novembre. Come fatto 24 ore prima da 21st Century Fox, anche Walt Disney non ha voluto commentare voci secondo cui il gruppo avrebbe negoziato l'acquisto di asset del colosso di Rupert Murdoch: "Ho una cattiva notizia: non accettiamo domande su questo argomento", ha detto il Ceo Robert A. Iger durante la call con gli analisti. Il top manager ha però annunciato una nuova trilogia di "Guerre Stellari"; per scriverla e dirigerla ha reclutato Rian Johnson, il regista di "Guerra Stellari: gli ultimi Jedi" in uscita a dicembre. Il gruppo ha detto che verranno introdotti nuovi personaggi "da angoli della galassia che la tradizione di Guerre Stellari non ha mai esplorato".

Vetro di Murano e cinture nere: Peter Marino per Venini

Presentata la collezione esclusiva dello storico marchio di vetreria

 Esistono due elementi che possano sembrare più lontani tra loro del vetro di Murano e delle cinture di pelle? Forse no, eppure da questo momento coesistono idealmente, in armonia, in una collezione di vasi creata dall'architetto newyorkese Peter Marino per Venini, storica azienda leader nel settore della vetreria. Presentata al Museum of Arts and Design di Columbus Circle, "Black Belt" è una collezione in edizione limitata che comprende 349 pezzi unici, nati dall'unione tra la sapienza dei vetrai veneziani e la creatività di questo architetto celebre - oltreché per il suo look fatto di pelle nera, cinture e cappello da poliziotto - per aver collaborato con i più grandi brand di moda, disegnando le boutique di stilisti come Calvin Klein, Giorgio Armani, Fendi, Dior, Chanel e Louis Vuitton.

Il Mondiale delle escluse, l'idea che arriva dagli Usa

Molte nazionali di rilievo non andranno in Russia. Perché, allora, non organizzare un torneo tra loro, sull'esempio del basket universitario statunitense?
Ap

L'idea nasce negli Stati Uniti, dove il precedente - nel basket - esiste già: perché non organizzare un Mondiale di calcio con le nazionali escluse? A proporlo è il giornalista statunitense Andrew Joseph su Usa Today, ma l'idea era già da ore in circolo sui social network. Italia, Stati Uniti, Paesi Bassi e Cile sono solo alcune delle grandi escluse dal Mondiale del prossimo anno in Russia, che hanno fatto sprofondare nella tristezza i fan e provocato danni enormi anche a chi aveva investito sulla loro qualificazione, come le televisioni. Perché, allora, non organizzare un Mondiale a inviti, come succede per il basket universitario negli Stati Uniti con il Nit? Nit sta per National Invitational Tournament, sarcasticamente ribattezzato 'Not in Tournament', corrispondente peraltro alla verità: nata prima del campionato Ncaa, è poi diventata la competizione di consolazione per le squadre escluse dal grande torneo.

Russiagate: Sessions non ricorda il colloquio con Papadopoulos, ma "ho bocciato l'incontro con Putin"

Il segretario alla Giustizia Usa, davanti a una commissione della Camera, ha parlato anche di Hillary Clinton e Roy Moore
Ap

Il segretario alla Giustizia statunitense, Jeff Sessions, ha detto che il "caos" della campagna elettorale di Donald Trump gli aveva fatto dimenticare il colloquio con il consigliere che gli aveva parlato di aprire un canale di comunicazione con i russi, ma che sicuramente ha "bocciato un incontro con Putin". Nel discorso preparato, letto davanti alla commissione Giustizia della Camera, che indaga sui possibili rapporti tra il Cremlino e lo staff di Trump, Sessions ha detto che era molto difficile, per lui, ricordare tutti i dettagli su chi, tra i membri della campagna elettorale, aveva cercato di parlare con il governo russo di informazioni che avrebbero potuto danneggiare la candidatura della rivale democratica, Hillary Clinton. "È stata una campagna brillante, credo, da molti punti di vista, ma c'era una forma di caos, ogni giorno, dal primo giorno" ha detto Sessions. "Certe volte andavamo in molti posti in un giorno. Si dormiva poco ed ero ancora un senatore a tempo pieno, con un'agenda molto piena".