Black Lives Matter compie 4 anni e cambia volto con Trump

Dall'hashtag alle proteste di strada. Il movimento denuncia le violenze verso gli afroamericani
Ap

Quattro anni fa nasceva Black Lives Matter, movimento di protesta con lo scopo di accrescere la consapevolezza sulle discriminazioni razziali nei confronti della minoranza afroamericana negli Stati Uniti. “Il movimento iniziò come un desiderio politico degli afroamericani” si legge sul sito dell’organizzazione. “Negli anni a venire siamo riusciti a combattere insieme, e immaginare e creare un mondo libero dalle discriminazioni razziali, dove ogni afroamericano ha il potere economico, sociale e politico di crescere in salute”.

L'organizzazione è stata fondata a luglio di quattro anni fa dalle attiviste Alicia Garza, Patrisse Cullors e Opal Tometi, in seguito all'assoluzione di George Zimmerman, il metronotte che nel 2012 in Florida aveva ucciso a colpi di pistola Trayvon Martin, un ragazzo afroamericano disarmato di diciassette anni. Da quel momento l'attenzione sul problema è aumentata e ci sono state centinaia di manifestazioni contro la violenza della polizia nei confronti della minoranza afroamericana.

La protesta è diventata globale nel corso delle rivolte per la morte di Micheal Brown, 18enne afroamericano disarmato, ucciso dall'agente Darren Wilson a Ferguson, Missouri. In quelle manifestazioni l'hashtag #BlackLivesMatter su Twitter è diventato il simbolo di un movimento di globale di denuncia non solo degli abusi della polizia sugli afroamericani, ma anche di temi come la discriminazione contro le persone Lgbt e l’islamofobia.

Nel corso della sua campagna elettorale, e dopo la sua elezione, il presidente americano Donald Trump ha più volte attaccato il movimento. Sul sito della Casa Bianca, a pochi giorni dall’insediamento, comparve una nota in cui il presidente dichiarava che avrebbe messo fine "all'atmosfera anti-polizia", aggiungendo che "il nostro lavoro non è di rendere la vita più tranquilla per i manifestanti e i violenti". Un articolo di Slate sosteneva che Trump avesse "mandato un avviso" molto chiaro al movimento. Nel luglio del 2016, poco dopo la sua nomination a candidato del partito repubblicano, Trump aveva detto che movimenti come Black Lives Matter avessero istigato l'uccisione di alcuni poliziotti, suggerendo che il futuro segretario alla Giustizia avrebbe potuto aprire una inchiesta sui movimenti per i diritti civili.

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Pirelli riparte da Alice nel Paese delle Meraviglie per tornare a farci sognare

Ventotto immagini di Tim Walker per raccontare la storia di Lewis Carroll solo con modelli, attori e artisti neri. Tronchetti Provera: “Vogliamo parlare di libertà di espressione e di libertà in ogni senso, portare questo messaggi"

In un momento difficile come quello presente, fatto di populismi, chiusura e discriminazioni, il Calendario Pirelli 2018 dà un messaggio fondamentale: ritornare a sognare, attraverso il viaggio in un mondo parallelo e distorto, quello de Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll - una delle storie più surreali di sempre - in cui tutti i personaggi sono interpretati da modelli, attori e artisti neri.

Trump: Putin è sincero, nessuna interferenza nelle elezioni americane

Sull'Air Force One, il presidente Usa ha parlato con i reporter in viaggio con lui in Asia. La Cia non cambia posizione: Putin è colpevole. E poi tra i due spunta un accordo per la pace in Siria.
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di credere che Vladimir Putin sia sincero nel suo ripetuto negare di aver cercato di interferire nelle elezioni presidenziali americane del 2016. Trump ha definito l'indagine indipendete guidata da Robert Mueller come politicamente motivata.

Russiagate, spunta un presunto piano per consegnare Gulen a Erdogan

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Le attenzioni del procuratore speciale Robert Mueller, che sta indagando negli Sati Uniti sulle possibili collusioni tra lo staff di Donald Trump e il Cremlino durante la scorsa campagna elettorale presidenziale, si sarebbero concentrate anche sul presunto piano di prelevare e consegnare alle autorità turche Fethullah Gulen, influente predicatore accusato dal presidente Recep Tayyip Erdogan di aver organizzato il tentato colpo di Stato dell'estate 2016, che avrebbe coinvolto l'ex consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Michael Flynn.

Russiagate, Papadopoulos avrebbe mentito per proteggere Trump

Lo rivela una fonte di Abc News. Intanto, ha un nome la "nipote di Putin" (che non lo è) citata dall'ex consigliere in alcune e-email

George Papadopoulos, l'ex consigliere di Donald Trump che si è dichiarato colpevole di aver mentito all'Fbi, avrebbe detto di non aver raccontato la verità sui suoi contatti russi per proteggere l'attuale presidente degli Stati Uniti. A sostenerlo è una fonte di Abc News, che ha dichiarato che Papadopoulos non voleva contraddire la Casa Bianca sui presunti rapporti tra lo staff di Trump ed esponenti del governo russo.

Pace in Medio Oriente, israeliani e palestinesi attendono il piano di Trump

Non si conosce nulla del progetto di Washington, a cui lavora un team di cinque persone. Netanyahu e Abu Mazen si aspettano di ricevere il piano degli Stati Uniti all'inizio del prossimo anno
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Israeliani e palestinesi attendono il piano di pace che il presidente statunitense, Donald Trump, dovrebbe presentare all'inizio del prossimo anno. Un piano di cui ancora non si sa nulla, nemmeno se si baserà sulla creazione di uno Stato palestinese, concetto su cui si fonda la politica di Washington in Medio Oriente da 20 anni.

Una seconda ginnasta olimpionica denuncia gli abusi sessuali subiti

Aly Raisman, dopo McKayla Maroney, accusa l'ex medico della nazionale statunitense, Larry Nassar

Una seconda campionessa olimpica statunitense di ginnastica artistica, Aly Raisman, ha affermato di aver subito gli abusi sessuali commessi dal dottore della nazionale, Larry Nassar, già accusato da McKayla Maroney e da decine di altre donne. Maroney e Raisman erano due delle 'Fierce Five', la squadra che ha vinto l'oro ai Giochi di Londra, nel 2012.

Walt Disney: i conti deludono, annuncia nuova trilogia di Guerre Stellari

Ricavi sotto le stime. Pesa un forte calo della divisione cinematografica; si salva quella dei parchi e dei resort nonostante l'effetto negativo sulle attività in Florida dato dall'uragano Irma. No comment su trattative con 21st Century Fox
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Oltre a pubblicare una trimestrale con utili e ricavi deludenti, a mercati Usa ormai chiusi Walt Disney ha dovuto fare i conti con indiscrezioni secondo cui il suo canale sportivo Espn si prepara a un altro round di licenziamenti; stando a Sports Illustrated l'ultima tornata prevedrebbe l'uscita di oltre 100 persone entro il Giorno del Ringraziamento che quest'anno sarà il 23 novembre. Come fatto 24 ore prima da 21st Century Fox, anche Walt Disney non ha voluto commentare voci secondo cui il gruppo avrebbe negoziato l'acquisto di asset del colosso di Rupert Murdoch: "Ho una cattiva notizia: non accettiamo domande su questo argomento", ha detto il Ceo Robert A. Iger durante la call con gli analisti. Il top manager ha però annunciato una nuova trilogia di "Guerre Stellari"; per scriverla e dirigerla ha reclutato Rian Johnson, il regista di "Guerra Stellari: gli ultimi Jedi" in uscita a dicembre. Il gruppo ha detto che verranno introdotti nuovi personaggi "da angoli della galassia che la tradizione di Guerre Stellari non ha mai esplorato".

Ceo di AT&T: regolatori Usa non hanno mai chiesto vendita Cnn

Fonte del governo conferma: mai forzata una tale cessione. Washington preferirebbe che il deal saltasse
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Il Ceo di AT&T, colosso americano delle telecomunicazioni che punta ad acquisire Time Warner, ha spiegato che nessun regolatore Usa gli ha mai chiesto di vendere Cnn come condizione per ottenere il via libera al merger da 85,4 miliardi di dollari. Sembra dargli ragione un funzionario del dipartimento di Giustizia, che alla Cnbc ha spiegato che il governo non sta cercando di ottenere la cessione dell'emittente; ciò contrasta con le indiscrezioni emerse ieri.

Riforma fiscale: Gop al Senato non taglia aliquota aziendale fino al 2019

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E' ufficiale: i repubblicani al Senato Usa hanno messo a punto una riforma fiscale che è molto diversa da quella presentata la settimana scorsa dai membri del Gop che siedono alla Camera.

Le Ivy League e il denaro nei paradisi fiscali

I Paradise Papers hanno rivelato un giro di miliardi off-shore per non pagare le tasse. E adesso il Congresso vuole iniziare a tassare anche le donazioni, dopo anni di opposizione da parte dei repubblicani
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La proposta fatta la scorsa settimana dai repubblicani in Congresso ha sorpreso molti: imporre tasse sulle università dell'Ivy League. "Ma non ricordano, i repubblicani, che spesso le loro fortune sono iniziate proprio l"?", si sono detti alcuni.