BlackBerry non è più un produttore di smartphone: lo dimostrano i conti

L'azienda canadese si è trasformata in un fornitore di software e servizi. Utili pro forma sopra le stime. Il mercato apprezza: da inizio anno titolo +58%

Gli sforzi di BlackBerry per trasformarsi in un'azienda di software continuano a dare frutti. Il gruppo canadese ha chiuso il suo terzo trimestre fiscale in perdita ma gli utile depurati da voci straordinarie sono stati migliori delle previsioni grazie a un aumento della fornitura di software e servizi.

Nei tre mesi terminati il 30 novembre scorso, BlackBerry ha registrato una perdita netta di 275 milioni di dollari, un rosso di 52 centesimi per azione, contro il rosso di 117 milioni, o di 22 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'esercizio precedente. A livello pro forma i profitti sono stati di 3 centesimi per azione, meglio del breakeven atteso dagli analisti. Il fatturato è calato del 22% annuo a 226 milioni di dollari; sono state comunque superate le stime per 214,6 milioni.

Le vendite generate da software per aziende e dai servizi offerti sono cresciute dell'11,5% annuo a 97 milioni di dollari. Il gruppo con sede a Waterloo (Ontario) ha ricevuto tre mila ordini dai clienti che hanno incluso la Nato, il governo americano e Deutsche Bank. A dimostrazione di come non fungano più da traino, i ricavi legati ai dispositivi del gruppo sono scesi dell'85% a 9 milioni, pari al 4% delle vendite di gruppo. I margini di profitto sono balzati al 74,3% dal 66,8%, un record.

BlackBerry conitnua a prevedere utili pro forma annui positivi e ricavi per 920-950 milioni di dollari; nel secondo trimestre del 2013 - quando il gruppo canadese era ancora un player importante nel mercato degli smartphone - erano di 2,9 miliardi.

Alla vigilia della trimestrale, il titolo BlackBerry al Nyse aveva finito in calo dello 0,64% a 10,87 dollari. Nel pre-mercato sale del 7,4%. Da inizio anno ha aggiunto il 58% e negli ultimi 12 mesi il 41%.

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