Bloomberg presenta i documenti per l'Alabama, si avvicina la candidatura ufficiale alle primarie Dem

L'ex sindaco di New York, poco convinto che gli attuali candidati possano battere il presidente Trump, dovrebbe prendere una decisione finale nei prossimi giorni

L'ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha presentato i documenti necessari per correre alle primarie dei democratici in Alabama, in vista delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020. Una mossa che non significa ancora che correrà per la nomination, ma che era necessaria, perché venerdì 8 novembre scadevano i termini per candidarsi in Alabama, nonostante lo Stato meridionale non sia tra i primi che andrà alle urne.

Bloomberg non ha ancora preso una decisione finale, ma a 77 anni questa potrebbe essere l'ultima possibilità per provare ad arrivare alla Casa Bianca; se si candidasse, porrebbe una "serie minaccia" all'ex vicepresidente Joe Biden, in testa ai sondaggi ma in difficoltà nella raccolta fondi, ha scritto il New York Times. Bloomberg è stato più volte tentato, negli anni, a presentarsi alle presidenziali; all'inizio dell'anno, aveva detto di non volersi candidare; ora, convinto che nessuno degli attuali partecipanti abbia la possibilità di sconfiggere il presidente Donald Trump, avrebbe deciso di correre.

L’ex sindaco, che ha un patrimonio personale stimato in 52,9 miliardi di dollari ed è l’undicesima persona più ricca degli Stati Uniti, si starebbe convincendo a scendere in campo per presentare un’alternativa moderata credibile all’elettorato democratico, visto il calo di popolarità di Biden. A Bloomberg, poi, non piace l’ascesa dell’ala più progressista del partito democratico, rappresentata dai senatori Elizabeth Warren e Bernie Sanders, che vorrebbero introdurre una patrimoniale sui super-ricchi.

Secondo Howard Wolfson, stratega democratico e consigliere di Bloomberg, l'ex sindaco "crede che Donald Trump rappresenti una minaccia senza precedenti per questa nazione". Nel 2016, parlò alla convention democratica, mettendo in guardia il Paese sulla presidenza Trump. "Se Mike corresse, offrirebbe una nuova scelta ai democratici, costruita su un'incredibile gestione della città più grande d'America, dopo aver costruito un impero mediatico dal nulla e dopo essersi impegnato nelle sfide più dure per l'America come filantropo" ha aggiunto Wolfson.

Bloomberg "spenderà tutto il necessario per battere Donald Trump", ha dichiarato una fonte vicina all'ex sindaco di New York, ascoltata da Axios. "Il Paese sta per vedere una campagna elettorale molto diversa da quelle viste finora" ha detto la fonte. Secondo le fonti del New York Times, Bloomberg e il suo staff avrebbero deciso di intraprendere una strategia rischiosa che prevede di saltare i quattro tradizionali Stati al voto nella prima fase, ovvero Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina, concentrandosi sugli Stati dove le primarie si terranno successivamente, a partire dal primo Super Tuesday, una giornata in cui voteranno numerosi Stati.

Bloomberg dovrà senza dubbio superare le diffidenze di chi non crede che opporre un miliardario a Trump, un uomo dell'élite, lontano dalla gente, possa essere una scelta vincente. Dubbi sul suo ingresso tardivo nella competizione e sul suo appeal sono stati espressi, tra gli altri, da Nate Silver, uno dei maggiori esperti statunitensi di previsioni elettorali. Dubbi fondati, per esempio, sul fatto che la soddisfazione degli elettori democratici per il campo dei candidati è "molto alta" e che "è difficile prendere seriamente questa campagna se Bloomberg non 'partecipa' ai primi quattro Stati".

Nel frattempo, Donald Trump ha detto di non essere preoccupato di un eventuale scontro con Bloomberg: "Non c’è nessuno contro cui vorrei correre più del piccolo Michael". Per il presidente, però, "Bloomberg danneggerà Biden".

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