Bloomberg a Trump: la riforma fiscale è una "cantonata economicamente indifendibile"

Per l'ex sindaco di NY, dà alle grandi aziende tagli alle tasse di cui non hanno bisogno, abbassa le aliquote dei contribuenti più abbienti e per permette ai più ricchi di proteggere i loro patrimoni
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Michael Bloomberg, il tre volte sindaco di New York che nel 2016 accarezzò l'idea di candidarsi alle presidenziali americane, ha pesantemente criticato la riforma fiscale che Donald Trump spera di rendere legge entro Natale. Secondo lui è una "cantonata economicamente indifendibile" di cui il presidente dovrà rispondere per gli effetti che creerà. Per questo i repubblicani che ne sono consapevoli dovrebbero votare no.

Mentre i legislatori del Gop di Camera e Senato hanno finalizzato in un unico testo le loro proposte di riforma, l'uomo a capo dell'impero mediatico americano ha smontato la tesi promossa dal 45esimo presidente americano.

In un editoriale sul sito di Bloomberg, il miliardario ha scritto che il motivo per cui le aziende stanno sedendo su una montagna di liquidità record ha ben poco a che fare con il sistema tributario: "E' pura fantasia pensare che una riforma fiscale porterà a salari e crescita maggiori, come i repubblicani hanno promesso".

Secondo Bloomberg, diventato un indipendente, "il Congresso ha fatto quello che fa sempre: mettere la politica al primo posto". L'ex sindacato di New York ha attaccato il dipartimento del Tesoro per avere pubblicato una sola pagina di documento con cui ha sostenuto che la riforma si finanziarà da sola attraverso la crescita: "E' un documento creato politicamente che non rappresenta altro che una negligenza economica. E tale è la riforma fiscale".

Per Bloomberg, la legislazione che verrà messa al voto al Parlamento la settimana prossima "non fa nulla" per affrontare le sfide dei nostri tempi. Anzi. "Le peggiora". Il riferimento è una "crisi di competenze che il sistema scolastico pubblico non affronta, a infrastrutture che cadono a pezzi, a una stagnazione dei salari, a una crescente ineguaglianza dei redditi e a deficit in aumento.

Su quest'ultimo punto Bloomberg è stato duro: "Ignorare il prezzo della riforma [1.500 miliardi di dollari di tagli delle tasse in 10 anni], o fare finta che non ci sia bisogno di preoccuparsi del deficit, è come ignorare il cambiamento climatico o fare finta che non dobbiamo temere i suoi effetti". Per Bloomberg la riforma toglie soldi a studenti e scuole, limita gli investimenti in infrastrutture, non fa nulla per spingere i salari reali rendendo la sanità più costosa e rende più difficile il controllo dei costi pensionistici e sanitari senza tagliare le spese in difesa.

"A quale scopo?" chiede lui. La risposta: "Per dare alle grandi aziende tagli alle tasse di cui non hanno bisogno, per abbassare le aliquote di coloro come noi che figurano tra i contribuenti più abbienti e per permettere ai più ricchi di proteggere i loro patrimoni".

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