Blue Origin: Bezos presenta New Glenn, il razzo che ci porterà nello spazio

Entro la fine del decennio. NASA riapre sogno di andare su Marte
Blue Origin

Era il 1972 quando Elton John scriveva uno dei suoi brani più famosi. Rocket Man racconta la storia di un astronauta che parte per una missione spaziale, una canzone che ha fatto sognare i bambini - ma anche gli adulti - di tutto il mondo. Rimasto per decenni accessibile solo agli uomini della NASA - e ai russi della RKA -, lo spazio presto potrebbe diventare una meta per tutti. Lo ha detto il numero uno di Blue Origin, Jeff Bezos, spiegando che New Glenn, il nuovo razzo presentato oggi, sarà in orbita entro la fine del decennio. Il missile, realizzato in due versioni e riutilizzabile dopo ogni viaggio, sarà in grado di trasportare uomini e satelliti nello spazio, sulla Luna e in futuro anche su Marte, contenendo i costi. "La nostra idea è che milioni di persone lavoreranno e vivranno nello spazio, e New Glenn rappresenta un passo molto importante", ha detto Bezos.

Sin dalle prime missioni, alla fine degli anni Cinquanta, la possibilità di esplorare il cosmo si era imposta come un’opportunità a portata di mano. Finita l’epoca d’oro della corsa allo spazio e la Guerra fredda, le missioni sono diminuite sempre più e il turismo spaziale - di fatto accessibile solo ai ricchi - ha portato in orbita solo sette uomini dal 2001. Il prezzo del biglietto? Decine di milioni di dollari. Un costo che, stando a quanto detto in questi giorni da Blue Origin, sarà destinato a diminuire molto presto. L’azienda di Jeff Bezos, già fondatore di Amazon e proprietario del Washington Post, ha infatti definito New Glenn come il razzo che “implementerà la vita nello spazio e migliorerà quella sulla Terra”. Realizzato in due versioni differenti - la più grande misurerà 95 metri di altezza per 7 di diametro - il missile si chiama così in onore di John Glenn, il primo americano ad andare in orbita attorno alla Terra.

New Glenn sarà in grado di atterrare dopo ogni viaggio e potrà essere riutilizzato per una nuova missione. Una tecnologia altamente rivoluzionaria, che permetterà di contenere i costi: immaginate quanto bisognerebbe pagare un biglietto Londra-New York se l’aereo fosse ogni volta distrutto e ricostruito. Blue Origin, che insieme a SpaceX di Elon Musk è una delle poche società private a fornire servizi di trasporto spaziale, aveva già scommesso su questo settore col razzo New Shepard, lanciato dal Texas lo scorso novembre e capace di portare i suoi passeggeri a un’altitudine di 100 chilometri. Il “Very Big Brother” - così Bezos chiamava New Glenn prima di presentarlo al pubblico - sarà grande come Saturn V, il “nonno” usato dalla NASA dal 1966 al 1973. Le dimensioni del velivolo sarebbero tali da ospitare un maggior numero di viaggiatori, cosa che aiuterebbe a contenere il prezzo del biglietto. I fortunati che saranno a bordo potranno fare brevi viaggi nello spazio e sperimentare per qualche minuto l’assenza di gravità.

“Questo esperimento è utile anche per chi vive sulla Terra - spiega al New York Times Charles Miller, presidente della società NexGen Space LLC ed ex dipendente NASA -. I satelliti, lanciati più facilmente grazie a questi nuovi razzi, sarebbero in grado di fornire una connessione a internet globale, migliorare le previsioni meteo e monitorare più facilmente le fonti di carbonio e l’energia solare”. Ma tra i clienti di Blue Origin non ci sarebbero solo aziende tech e privati. La NASA, infatti, potrebbe “approfittare” dei viaggi per realizzare il suo progetto più ambizioso: portare l'uomo su Marte.

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