Boxe, fu condannato 100 anni fa. Trump annuncia il perdono per Jack Johnson

Il tycoon ha dichiarato su Twitter la sua intenzione di riabilitare il primo campione del mondo nero dei pesi massimi condannato nel 1913 per “immoralità"

Donald Trump ha annunciato via twitter di voler procedere con il "perdono presidenziale pieno" nei confronti di Jack Johnson, il primo pugile afroamericano a diventare campione del mondo dei pesi massimi, a oltre cento anni dalla sua condanna per “immoralità" per una delle sue relazioni con una donna bianca. Una riabilitazione postuma annunciata più volte da diversi presidenti ma che nemmeno Obama, primo inquilino afroamericano della Casa Bianca, era riuscito a concedere.

Fondamentale sarebbe stato l’intervento di Sylvester Stallone, grande amico del tycoon, che come spiegato dallo stesso Trump su Twitter lo ha chiamato per condividere la storia di Johnson. "I processi e le sofferenze di Johnson furono molto forti, la sua vita complessa e controversa - ha cinguettato il presidente americano - Altri hanno guardato al suo caso nel corso degli anni, la maggior parte pensavano che sarebbe stato concesso, ma ora io sto considerando di concedere il mio Pieno Perdono".

Johnson, nato a Galveston il 31 marzo 1878 da una famiglia di ex schiavi, secondo di sei fratelli, fu condannato nel 1913 per aver violato il Mann Act, la legge che proibiva di traspor­tare una donna da uno Stato all'altro per "scopi immorali". Morto nel 1946 a seguito di un incidente stradale, diversi membri della sua famiglia hanno più volte chiesto la riabilitazione per l'ex pugile, divenuto campione dei pesi massimi nel 1908 e che il 4 luglio 1910 dominò "l'incontro del secolo" col bianco James Jef­fries. Soprannominato il "il gigante di Galveston”, rimase campione del mondo fino al 1915, quando fu battuto sul ring da Jess Willard.

 

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