Brandi Chastain, l'icona del calcio Usa che donerà il cervello alla ricerca

Per gli studi sulla Cte, una malattia neurodegenerativa comune tra gli atleti. La calciatrice famosa per il rigore decisivo nella finale mondiale del 1999
Brandi Chastain esulta dopo il rigore decisivo nella finale mondiale del 1999 Ap

Brandi Chastain, una delle giocatrici di calcio più famose nella storia statunitense, ha annunciato che, alla sua morte, il suo cervello sarà donato alla Concussion Legacy Foundation, per essere studiato dal programma della Boston University che si occupa di encefalopatia traumatica cronica (Cte), una malattia neurodegenerativa comune tra gli atleti di alcuni sport, provocata da colpi violenti ricevuti alla testa, diagnosticata solo dopo la morte.

"Prima di tutto, non ne avrò bisogno alla fine della mia vita" ha detto in un'intervista telefonica a Usa Today. "Poi, spero che guardare il cervello di una come me, che ha giocato a calcio per la maggior parte della sua vita, possa aiutare dottori e scienziati ad affermare che, prima dei 14 anni, non è una buona idea colpire il pallone con la testa". Chastain, ora, allena squadre giovanili ed è una sostenitrice della Safer Soccer Initiative, che sostiene la necessità di impedire che i minori di 14 anni colpiscano il pallone con la testa.

Milioni di sportivi ricordano Chastain per la sua esultanza dopo il rigore decisivo calciato nella finale dei Mondiali del 1999, quando si tolse la maglia: un'immagine che finì anche sulla copertina di Newsweek, Time e Sports Illustrated. Chastain, che ha 47 anni, ha detto di aver subito due traumi quando giocava al college, ma di non aver avuto effetti collaterali e di essere subito tornata in campo, e di non aver mai evitato di colpire il pallone di testa, nei 40 anni passati a giocare. "Non ho mai ricevuto una diagnosi ufficiale di commozione cerebrale nella mia carriera - ha detto - ma quando diventi più grande, certe volte ti capita di pensare: 'Sto perdendo la memoria? Potrebbe essere l'inizio di qualcosa?'". "È importante proteggere la prossima generazione e quelle dopo. Ora siamo molto distanti da dove eravamo quando ero una bambina in termini di ingenuità su questi temi".

Sono poche le donne che hanno deciso di donare il proprio cervello alla ricerca. Dei 307 cervelli ricevuti dalla 'banca del cervello' della Boston University School of Medicine e del dipartimento degli Affari per i veterani, solo sette appartenevano a donne e in nessun caso è stata diagnosticata la Cte. Oltre a Chastain, hanno deciso di donare il proprio cervello anche Cindy Parlow Cone, sua ex compagna di squadra nella nazionale statunitense di calcio, e l'ex nuotatrice olimpionica Jenny Thompson. Ann McKee, direttrice del programma sulla Cte della Boston University, ha detto che è importante poter studiare anche il cervello delle donne. "Attualmente sappiamo poco sulla differenza tra uomo e donna nella risposta ai traumi - ha detto - e per questo il suo impegno è un importante passo avanti per migliorare le nostre conoscenze".

Il problema della Cte è particolarmente sentito tra i giocatori di football americano. I cervelli di Ken Stabler, Dave Duerson e Andre Waters, tra gli altri, sono stati esaminati dalla Boston University, che nei loro casi ha diagnosticato la Cte.

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