Bruce Springsteen torna a fare campagna per Obama

Oggi "The Boss" in Ohio accanto a Clinton. Le motivazioni in una lettera ai suoi fan

Aveva detto che non lo avrebbe fatto, e invece rieccolo: oggi Bruce Springsteen sarà in Ohio accanto a Bill Clinton a dare manforte alla campagna per la rielezione di Barack Obama, dopodiché si sposterà in Iowa per un altro evento della campagna elettorale.

Poche ore fa il rocker sessantaduenne ha anche pubblicato una lettera sul suo sito web, con la quale spiega ai suoi fan le ragioni di questa decisione: certo spiega, questi quattro anni di Amministrazione Obama non sono stati all'altezza delle aspettative; ma la colpa è "del caos economico lasciatogli in eredità dalla precedente Amministrazione, e della straordinaria intensità dell'opposizione". Springsteen invita quindi i suoi fans a votare non solo per la rielezione di Obama, ma anche per i candidati al Congresso per il Partito Democratico, in modo che il presidente abbia una maggioranza parlamentare; ed esprime anche uno speciale endorsement per Sherrod Brown, in lizza per la rielezione al Senato in Ohio,e per Elizabeth Warren, che sta faticosamente tentando di riconquistare il seggio senatoriale del Massachusetts che i repubblicani espugnarono clamorosamente nel 2010 dopo che per una vita era stato il feudo di Ted Kennedy.

La militanza politica di Springsteen è tutt'altro che una novità: ebbe inizio vent'anni fa con il sostegno a Bill Clinton, proseguì nel 2004 quando il Boss fu tra gli animatori di "Vote for Change", una intera tournè di rockstar a sostegno del tentativo (fallimentare) di John Kerry di sfrattare Bush dalla Casa Bianca; nel 2008 si spese nell'appoggio a Barack Obama, e fu poi una delle principali star ad esibirsi davati al memoriale a Lincoln a Washington il 19 gennaio del 2009 nella celebrazione del suo insediamento alla Casa Bianca (oltre ad una versione gospel della sua "The Rising" interpretò "This Land is Your Land" di Woody Guthrie assieme al cantautore folk Pete Segeer).

 Tuttavia negli ultimi tempi la sua sintonia con Obama pareva esseri molto appannata. Quando a gennaio è uscito il suo nuovo album "Wrecking Ball", pieno di canzoni che parlano di rabbia e delusione ( a cominciare dal primo singolo "We Take care of Our Own"), i critici vi hanno letto l'espressione di una delusione nei confronti dell' "America di Obama"; e questa interpreazione pareva almeno in parte confermata quando a luglio è uscito sul New Yorker un suo lunghissimo ed elaborato ritratto-intervista a firma del direttore David Remnick (autore, fra l'altro, di una monumentale biografia di Obama), nel quale si spiegava che

Springsteen ammira Obama per la riforma del sistema sanitario, per il salvataggio dell'industria automobilistica, per il ritiro dall'Iraq, per l'uccisione di Osama bin Laden; è però contrariato dalla mancata chiusura di Guantánamo e la mancata nomina ai vertici delle agenzia governative di un maggior numero di paladini dell'equità economica, e vede [in questa amministrazione, ndt] una scadalosa benevolenza nei confornti delle grandi imprese — le cose, insomma, che solitamente ricevono rispettivamente plauso e riprovazione dalle persone di sinsitra. E' restio a prendere parte ancora una volta alla campagna elettorale. “L'ho fatto due volte perché la situazione era molto difficile” ha detto. “Mi era sembrato che per piccolo che fosse il mio capitale politico personale, quello era il momento di metterlo in gioco. ma più lo fai più quel capitale diminuisce. Mai dire mai, e comunque sono ancora dalla parte del Presidente, ma come dire... è qualcosa che per lungo tempo non avevo fatto, e che quest'anno non ho in programma di rifare".

Ma durante l'estate qualcosa è cambiato. A settembre "We Take care of Our Own" è stato inserito nella colonna sonora della Convention Nazionale Democratica di Charlotte, ed è stato trasmesso proprio a chiusura dell'acceptance speech di Obama (il posto d'onore che quattro anni fa spetto' a "City of Blinding Lights" degli U2), il che ha fatto registrare nei giorni successivi un'impennata di oltre il 400% nel download a pagamento del brano.

Ed ora, ecco di nuovo Springsteen in campagna per Obama. Evidentemente la situazione è tornata a sembrargli molto difficile - e non solo a lui.