Budget Usa, Trump propone -31% all'Ambiente, +10% alla Difesa

A vincere sono solo i dipartimenti legati alla sicurezza e alle forze armate, che guadagnano 59,5 miliardi; tagli pesanti al dipartimento di Stato
U.S. Department of Defense

Tagli consistenti all'Ambiente, al dipartimento di Stato e all'Agricoltura; più fondi per la Difesa, la Sicurezza interna e il dipartimento dei Veterani. Questa, in estrema sintesi, è la proposta di budget da 1.100 miliardi di dollari presentata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che per la prima volta ha cercato di trasformare in priorità di spesa le sue promesse elettorali. Aveva promesso di ridurre di almeno il 25% i soldi all'Agenzia per la protezione ambientale (Epa), ma nella proposta il taglio è del 31%; in rosso anche il dipartimento di Stato e le agenzie per lo sviluppo (-29%) e l'Agricoltura (-21%). A uscire vincenti sono, come atteso, il dipartimento della Difesa (+10%), quello per la Sicurezza interna (7%) e dei Veterani (+6%).

Il documento è stato pubblicato sul sito della Casa Bianca alle 7 di questa mattina (le 12 in Italia): si tratta della prima proposta di budget per rifare grande l'America ("Make America Great Again"), mettendo naturalmente l'America prima di tutto, prima degli altri ("America First"), i due slogan principali della campagna elettorale di Trump. Ogni dollaro dei tagli proposti servirà per finanziare la Difesa e le forze di sicurezza, per garantire la potenza militare degli Stati Uniti e il massimo controllo del confine con il Messico. Le politiche di Trump, per la prima volta, sono state "tradotte in numeri", come ha spiegato Mick Mulvaney, direttore dell'Office of Management and Budget, l'ufficio preposto alla realizzazione della proposta di budget del presidente, parlando con Politico.

Guardando l'elenco dei fondi destinati ai vari dipartimenti e agenzie, emerge subito che a vincere è stata solo la Difesa, visto che gli unici aumenti sono previsti per il Pentagono, la Sicurezza interna e i Veterani. Per consentire l'aumento del 10% dei fondi al Pentagono, pari a 52,3 miliardi di dollari, Trump ha sacrificato tutto il resto, con tagli molto pesanti all'Epa, che vede ridurre i suoi fondi, per l'anno fiscale 2018, da 8,2 a 5,7 miliardi di dollari (-31%), e al dipartimento di Stato e ai programmi per lo sviluppo, che passerebbero da 38 a 27,1 miliardi di dollari (-29%), con la cancellazione totale dei fondi per le iniziative legate al cambiamento climatico alle Nazioni Unite e la drastica riduzione, nel complesso, dei fondi al Palazzo di Vetro; salvati, invece, i 3,1 miliardi di dollari in aiuti militari a Israele. Un taglio inferiore a quello ipotizzato inizialmente, ma molto pesante per il segretario Rex Tillerson, già messo ai margini all'interno dell'amministrazione.

Proseguendo nell'elenco, ci sono l'Agricoltura e il Lavoro che perderebbero il 21%, la Giustizia il 20%, la Salute e i servizi umani e il dipartimento del Commercio il 16%, l'Istruzione il 14%, i Trasporti il 13%, la Casa e lo sviluppo urbano e il dipartimento dell'Interno (territorio e ambiente naturale) il 12%, l'Energia il 6%, il Tesoro il 4% e, infine, la Nasa, che perderebbe solo l'1% dei fondi, rispetto all'anno fiscale 2017. Alla Sicurezza interna, invece, Trump vuole garantire il 7% in più, ovvero 2,8 miliardi; circa 2,6 miliardi sarebbero dedicati alle tecnologie e alle infrastrutture per la sicurezza ai confini, comprese le prime fasi della costruzione del muro con il Messico.

Così come proposto, sottolinea Politico, il budget di Trump quasi certamente non supererà l'esame del Congresso. Troppi parlamentari, inclusi molti repubblicani, hanno dichiarato che la proposta arriva "già morta". Il documento, però, rappresenta un'importante 'road map' per un presidente senza esperienza politica, che avrà almeno quattro anni per raggiungere i suoi obiettivi. È l'espressione più pratica di quella che il consigliere più importante del presidente, Steve Bannon, ha definito la "decostruzione dello Stato amministrativo" e della sua agenda votata al "nazionalismo economico".

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