Buffett rassicura: "Berkshire avrà successo anche senza di me"

L'oracolo di Omaha all'assemblea annuale dei soci: "La reputazione appartiene alla conglomerata, non a me". Primo trimestre in perdita, a causa delle nuove regole finanziarie, ma profitti operativi da record

Il successo di Berkshire Hathaway proseguirà anche quando Warren Buffett non sarà più al comando. È stato lo stesso presidente e amministratore delegato della conglomerata a dirlo all'assemblea annuale dei soci a Omaha, in Nebraska, per rassicurare i circa 40.000 azionisti presenti. Berkshire, a gennaio, ha promosso Greg Abel e Ajit Jain, due potenziali successori di Buffett, a vicepresidenti, dando loro maggiori responsabilità. Ma la loro ascesa ha creato qualche preoccupazione sulla capacità di Berkshire di proseguire nel suo cammino anche senza Buffett, soprannominato l'oracolo di Omaha, l'investitore di maggior successo negli Stati Uniti, ormai arrivato all'età di 87 anni.

"La reputazione appartiene a Berkshire, ora" ha detto, ribadendo che il successo della conglomerata nell'acquisto di aziende e nel trovare i giusti investimenti dipenda dalle sue capacità e non dalla reputazione del suo amministratore delegato.


La trimestrale

Berkshire ha registrato la prima perdita netta dal 2009, chiudendo il primo trimestre dell'anno con un rosso di 1,14 miliardi di dollari, o 692 dollari per azione di classe A. A pesare sono state le nuove regole finanziarie, che impongono di registrare anche i guadagni e le perdite non realizzati negli investimenti azionari, già definite "un incubo" da Buffett, perché "distorcono le cifre sull'utile netto e molto spesso ingannano commentatori e investitori", aveva scritto nella lettera agli azionisti di febbraio. Lo scorso anno, Berkshire Hathaway aveva registrato un profitto netto di 4,06 miliardi di dollari, o 2.469 dollari per azione.

Secondo Buffett, i risultati operativi sono un barometro migliore per giudicare una società, visto che Berkshire detiene oltre 170 miliardi di dollari in azioni, un valore che può fluttuare tra un trimestre e l'altro; le nuove regole, in pratica, obbligano a registrare le oscillazioni nel valore delle azioni possedute, anche se non vengono vendute. I profitti operativi, che non includono i guadagni e le perdite non realizzati, sono invece aumentati del 49% a 5,29 miliardi di dollari, dai 3,56 miliardi dello scorso anno. "Se guardate i profitti operativi, che è quello che facciamo noi, abbiamo guadagnato una cifra record" ha detto Buffett, aprendo l'assemblea annuale dei soci, la cosiddetta "Woodstock del capitalismo".

Il fatturato è sceso dai 64,37 miliardi del primo trimestre 2017 a 58,47 miliardi. Il valore contabile, il parametro preferito da Buffett per misurare il profitto netto, è diminuito dello 0,3% a 211.184 dollari per azione, dopo il +3,5% registrato nel primo trimestre 2017. Le azioni di classe A hanno chiuso la settimana a Wall Street a 292.600 dollari, in ribasso dell'1,7% per l'anno. Nel quarto trimestre dello scorso anno, la riforma fiscale del presidente Donald Trump aveva garantito a Berkshire Hathaway un utile netto di 29 miliardi di dollari, per un totale annuale di 44,94 miliardi.


Le domande

Una delle prime domande rivolte a Buffett è stata sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. L'amministratore delegato di Berkshire ha risposto di credere che i due Paesi abbiano "molti interessi in comune" e che, nonostante le inevitabili tensioni tra due superpotenze, abbiano "entrambi molto da guadagnare" da una collaborazione; i benefici del commercio sono "enormi" e il mondo dipende da "Stati Uniti e Cina" ha detto Buffett, nel complesso ottimista sulla situazione nel mondo.

A una domanda di un giornalista sul perché Berkshire investa ancora in armi, in un momento in cui si è riaperto il dibattito dopo l'ultima strage in una scuola e diverse società hanno deciso di prendere le distanze dai produttori di armi, Buffett ha spiegato che non vuole che le sue idee politiche, che non sono segrete (ha fatto campagna elettorale per la democratica Hillary Clinton nel 2016) influenzino le scelte aziendali: "Non credo nell'idea di imporre le mie opinioni politiche sulle attività di Berkshire. Se si entra nel discorso di quali società siano pure e quali no, credo che diventi molto difficile" ha spiegato, ricevendo un applauso convinto.


Le mosse su Apple e Ibm

Berkshire ha aumentato del 45% la sua quota in Apple, arrivata a valere complessivamente 42,5 miliardi di dollari. Ieri, in vista dell'assemblea annuale dei soci, Buffett aveva detto che la conglomerata ha acquistato ben 75 milioni di titoli Apple nel corso del primo trimestre del 2018. Di conseguenza, Berkshire Hathaway è diventato il terzo maggiore socio dietro a Vanguard e BlackRock.

A chi gli ha chiesto, durante l'assemblea, perché invece non abbia mai posseduto azioni di Microsoft, Buffett ha risposto: "All'inzio, per stupidità". Poi, però, l'amicizia con Bill Gates lo ha spinto a evitare di acquistarne per timore di essere accusato di ricevere informazioni segrete dal fondatore di Microsoft.

Parlando ai microfoni di Cnbc in vista dell'appuntamento in cui circa 40.000 azionisti si sono riuniti a Omaha per fare domande a lui e al suo braccio destro, il 94enne Charlie Munger, Buffett ha detto che Apple "è un'azienda incredibile [...] credo guadagni quasi il doppio della seconda azienda più redditizia degli Stati Uniti". Nella stessa intervista a Cnbc, Buffett ha spiegato di avere venduto le ultime azioni Ibm rimaste nel portafoglio delle sua conglomerata. Ha anche detto di non essere interessato a comprare titoli di General Electric, il colosso industriale in difficoltà che durante la crisi del 2008 ricevette proprio da lui un'ancora di salvataggio.

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