Nel suo manifesto, il festival Burning Man chiede ai partecipanti di fare solo ed esclusivamente affidamento su sé stessi mentre campeggiano e se la spassano in mezzo al deserto per una settimana ogni anno. Dopo ventiquattro edizioni, l’attrattiva del Burning Man è diventata talmente irresistibile da riuscire, quest’anno, a richiamare oltre 50.000 partecipanti. Ma alcuni degli hippy degli anni Duemila fanno affidamento su qualcosa più che la propria spiritualità per riuscire a mettersi in contatto con il loro lato mistico: hanno degli aiuti.

Come riferisce il Wall Street Journal, Elon Musk, amministratore delegato del produttore di macchine elettriche Tesla Motors e cofondatore di PayPal, è tra coloro che evitano la vita in campeggio. Musk ha pagato per avere un complesso privato formato da otto veicoli ricreazionali o camper, pieno di viveri, scorte e qualsiasi altro oggetto che potrebbe servire ad esaudire i desideri suoi, dei suoi amici e dei suoi familiari.
Per Dane Johnson, manager di Classic Adventures RV – azienda da cui Musk ha noleggiato gli otto veicoli – “Burning Man è come qualsiasi altra società, è stratificata. Esiste anche qui la nobiltà. Noi soddisfiamo ogni loro esigenza: non vogliono stare in tenda”.
Altrove, nella piccola comunità che come per magia si materializza dal nulla nel deserto e con altrettanta magia sparisce sette giorni dopo senza lasciare alcuna traccia, la gente gira in bikini, copripantaloni di pelle, trampoli o, spesso, con nulla addosso. Fanno affidamento al cibo in scatola per nutrirsi, dormono sotto il cielo stellato e utilizzano i bagni pubblici. Le feste vanno avanti fino alle prime ore del mattino o fin quando non cedono le gambe. E ci si aspetta che i partecipanti siano pronti a condividere e a fare regali l’uno con l’altro. In teoria, i soldi sono proibiti. In teoria.
Classic Adventures Rv è uno dei rivenditori autorizzati del festival. Le tariffe per prendere in affitto uno dei suoi veicoli ‘ricreazionali’ variano tra i 5.000 e i 10.000 dollari. Oltre a fornire il veicolo, Classic svuota la fossa settica e si assicura che non manchi mai acqua ed elettricità, che aria condizionata, televisori, lettori Dvd e altri apparecchi siano sempre funzionanti.
Anni fa, Burning Man era una città impregnata di attitudine ‘do-it-yourself’, propria del punk e dei movimenti di emancipazione giovanile, sessuale o di qualsiasi altro genere. Ma la sua espansione – assieme a quella dei patrimoni personali di alcuni dei suoi partecipanti – ha portato a un afflusso di soldi.

Il ristorante di San Francisco, Gastronaut, è una delle tante attività che hanno preso di mira l’alta borghesia del Burning Man. Per il cuoco Nathan Keller, “la gente ha sempre meno tempo per essere autosufficiente”. Lui offre pasti per cinque persone il cui costo varia tra i 20 e i 50 dollari.
Per chi non vuole accollarsi il lungo viaggio in macchina attraverso il deserto, c’è poi flytoburningman.com di Centurion Floght Service, che parte da San Francisco ed atterra su una pista creata ad hoc nei pressi del festival. I costi? 825 dollari per posto o 4.325 per un Cessna da cinque persone.
Nonostante l’atmosfera ‘tutto vale’ del Burning Man, alcuni partecipanti al festival sono irritati da questa nuova classe di frequentatori.
Il Burning Man nasce nel 1986 a San Francisco quando il fondatore del festival Larry Harvey diede fuoco a un ramo di fronte a decine di persone. Quattro anni dopo, gli organizzatori furono costretti a spostare l’evento nel Black Rock Desert del confinante Nevada – tanto grande era diventata la folla. Durante le prime edizioni, Burning Man aveva più l’apparenza di una città di frontiera che non quella di una metropoli urbana. Ora, gli ‘architetti’ organizzano il piccolo centro temporaneo, chiamata Black Rock City, in cerchi concentrici. Oltre a un ufficio postale, la città ha anche una propria forza di polizia.

Il festival continua a essere famoso per le sue elaborate istallazioni artistiche, le sue performance, le sue sculture e i suoi ‘veicoli mutanti’ (nelle foto sotto). E Harvey, adesso presidente del comitato organizzatore del Burning Man, dice di non aver problemi con l’evoluzione che ha subito e di non essere contrario alla gente che paga per avere determinati servizi. Dopo tutto, uno dei principi base del Burning Man è la ‘radical inclusion’ in base al quale chiunque vuole, è invitato a partecipare. Quest’anno anche lui è in camper: a 63 anni è più semplice così.
















