Cablo segreto del Dipartimento di Stato: "Assad ha usato armi chimiche"

Obama ha più volte avvertito che si trattava di una "linea rossa", oltrepassando la quale il dittatore siriano lo avrebbe costretto ad intervenire militarmente

“L’esercito Siriano ha verosimilmente impiegato armi chimiche contro il suo stesso popolo in un attacco mortale il mese scorso”: sarebbe questa la conclusione cui si giunge in un “cablo segreto” inviato al Dipartimento di Stato dal consolato generale Usa ad Istambul, il cui contenuto è stato rivelato alla redazione della rivista Foreign Policy e pubblicato ieri sera sul principale blog del relativo sito web (blog che, ironia della sorte, si chiama proprio “Il Cablo”).

Foreign Policy cita una fonte anonima all’interno dell’amministrazione Obama, stando alla quale il cablo sarebbe l’esito di una approfondita investigazione condotta sul campo da diplomatici americani in Turchia, e la grave affermazione che esso contiene sarebbe argomentata in modo del tutto convincente (“compelling”). Si parla, in particolare, di una strage con il gas “Agente 15” a Homs il 23 dicembre, anche se in termini di “non assoluta certezza”.

Se l’indiscrezione fosse confermata, la Casa Bianca si troverebbe in una situazione a dir poco drammatica. Fu infatti lo stesso presidente Obama ad agosto, rispondendo ad una domanda in una conferenza stampa, a proclamare che l’impiego di armi chimiche da parte del regime di Bashar el Assad avrebbe rappresentato la trasgressione intollerabile di fronte alla quale gli Stati Uniti avrebbero optato per un intervento militare.
“Per ora non ho optato per un intervento militare”, disse, ma l’eventualità di un impiego di armi chimiche “rappresenta una linea rossa” che Assad sa di non dover assolutamente oltrepassare; se lo facesse ciò “avrebbe conseguenze enormi”, e “mi costringerebbe a rivedere i miei calcoli. Cambierebbe tutta l’equazione”.

Lo stesso ultimatum della “linea rossa” è stato ribadito lo scorso 3 dicembre, di fronte al circolare di concreti timori sull’uso di armi chimiche:
prima il Segretario di Stato Hillary Clinton,  e poi a distanza di poche ore lo stesso presidente, hanno riaffermato che l’impiego di armi chimiche sarebbe stato un “tragico errore” commettendo il quale Assad e i suoi sarebbero andati incontro ad “enormi conseguenze”: “il mondo sta guardando” disse Obama – e non resterà solo a guardare, era il messaggio implicito ma molto chiaro.

E’ ormai evidente che nel caso siriano la Casa Bianca non vorrebbe assolutamente doversi avventurare in un intervento militare diretto come accadde in Libia, e sta facendo di tutto per limitarsi ad armare i ribelli.
Riuscirà ora a non compiere passi più impegnativi?

16.01.13
11:10

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4 mesi

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