Cala indice immobiliare, fiducia costruttori a picco

L’indice Nahb è sceso oltre le aspettative degli analisti

Crolla a giugno la fiducia dei costruttori di case, a indicare l’impatto del rallentamento della ripresa economica sul mercato immobiliare già in crisi.
L’indice del mercato immobiliare stilato dalla National Association of Home Builders, l'associazione federale di costruttori di case, è calato a 13 punti a giugno dai 16 di maggio. Si tratta del risultato peggiore da settembre, ma ancora superiore al minimo di 8 punti raggiunto nel gennaio del 2009.

Il risultato è stato inferiore rispetto alle aspettative degli analisti che avevano stimato che l’indice rimanesse invariato a 16 punti.
Tutte le tre componenti del dato hanno subito un ribasso. Le aspettative dei costruttori sulle vendite di case unifamiliari nei prossimi sei mesi sono allo stesso livello del febbraio e del marzo 2009 (che avevano segnato il record negativo dal 1965). Anche il sottoindice relativo al numero dei potenziali acquirenti e quello sulle vendite attuali sono in calo.

Se l'indice Nahb raggiungesse i 50 punti significherebbe che il numero di costruttori che hanno una visione ottimista è superiore a quello dei pessimisti, ma l'ultima volta che l'indice ha raggiunto il livello di 50 punti è stato nell'aprile del 2006.

“La ripresa economica è in stallo e i pignoramenti continuano a colpire il mercato mentre i costi per la costruzione delle case sono aumentati” ha commentato David Crowe, il capo economista della Nahb

Altri Servizi

Wall Street, nuove speranze sui negoziati Usa-Cina

Pechino ha annunciato che le delegazioni dei due Paesi si incontreranno a ottobre
AP

Wall Street: attenzione rivolta a dazi, Hong Kong, Brexit

Oggi atteso il dato sul deficit della bilancia commerciale Usa
AP

Jason Greenblatt lascia l'amministrazione Trump: è stato l'architetto del piano di pace per il Medio Oriente

L'inviato speciale resterà in carica fino alla presentazione della parte politica del piano, che avverrà dopo le elezioni in Israele del 17 settembre
iStock

Jason Greenblatt, l'architetto del piano di pace per il Medio Oriente del presidente Donald Trump, ha deciso di lasciare l'amministrazione statunitense. Dopo le prime indiscrezioni di stampa, lo ha confermato lo stesso presidente, in due tweet: "Dopo quasi 3 anni nella mia amministrazione, Jason Greenblatt lascerà per lavorare nel settore privato. Jason è un grande e fidato amico e un fantastico avvocato, la sua dedizione a Israele e al cercare la pace tra Israele e i palestinesi non sarà dimenticata. Ci mancherà. Grazie Jason!".

Wall Street, pesano i nuovi dazi Usa-Cina

Entrati in vigore il primo settembre
AP

Usa e Cina si colpiscono con altri dazi

Un accordo commerciale sembra ancora un miraggio. Jpm: ogni famiglia americana spenderà almeno mille dollari in più all'anno

Gli Stati Uniti e la Cina si sono colpiti con altri dazi. Capi di abbigliamento, scarpe, articoli sportivi e certi prodotti tecnologici come l'Apple Watch sono tra i prodotti che, arrivando su suolo americano dalla Cina, da domenica 1 settembre subiscono dazi. In risposta, il petrolio Made in Usa in arrivo nella nazione asiatica viene colpito da dazi per la prima volta da quanto le due nazioni hanno iniziato la loro guerra commerciale nel marzo del 2018. Non solo. Pechino colpisce il cuore della base elettorale che ha permesso a Donald Trump di vincere nel 2016 prendendo di mira anche carne di maiale, manzo e pollo oltre ad prodotti agricoli tra cui i semi di soia, ora tassati al 30% e non più al 25%.

Giustizia Usa apre indagine antitrust su Ford, Honda, Bmw e VW (Wsj)

Le quattro case automobilistiche hanno firmato un accordo con la California per la riduzione delle emissioni. L'amministrazione Trump vuole invece allentare i limiti imposti da Obama

Usa 2020, Schultz (ex Ceo Starbucks) ha deciso di non candidarsi

Aveva valutato la possibilità di farlo come indipendente
Starbucks

Wall Street, attenzione rivolta al rapporto sull'occupazione

Gli investitori restano vigili sui rapporti Usa-Cina
AP

Onu: Usa, Gb e Francia possibili complici di crimini di guerra in Yemen

 Lo sostiene un rapporto delle Nazioni Unite sul conflitto iniziato nel 2015