Candidati Dem a caccia di voti in New Hampshire

La convention statale è stata una vetrina per i pretendenti meno conosciuti e l'occasione, per tutti, di presentarsi come l'anti-Trump
Ap

Le elezioni del 2020 saranno un referendum sul tipo di Paese che gli Stati Uniti vogliono essere. Ne sono convinti i candidati alle primarie democratiche, accorsi in New Hampshire per la convention statale, dove hanno chiesto il sostegno delle migliaia di attivisti presenti, promettendo, ciascuno di loro, di essere il candidato capace di unire il partito e battere il presidente Donald Trump.

Tutti d'accordo nell'accusare Trump di seminare odio e minacciare la democrazia. "Il presidente ha liberato le forze più oscure di questa nazione. Non possiamo e non lasceremo che quest'uomo sia rieletto" ha detto l'ex vicepresidente Joe Biden, il favorito per la nomination democratica. Ciascuno di loro, però, ha cercato naturalmente di presentarsi come il volto nuovo, o quello rassicurante, necessario per galvanizzare la base e vincere le elezioni.

Il New Hampshire ha da sempre un ruolo fondamentale nelle primarie, dato che è il primo Stato a organizzarle (dopo i caucus dell'Iowa), indirizzando quindi elettori e donazioni per il prosieguo della corsa elettorale. Alla convention, 19 candidati alla nomination si sono dati il cambio sul palco, per un discorso, ciascuno, di 10 minuti.

I sondaggi mostrano un vantaggio ridotto di Biden sul senatore Bernie Sanders, che vinse le primarie del 2016 con il 60% dei voti, e sulla senatrice Elizabeth Warren. Tra leader del partito e candidati, comunque, c'è la consapevolezza che tutta possa ancora succedere, prima del voto di febbraio; candidati come il sindaco di South Bend, Pete Buttigieg, e l'ex ministro Julian Castro sono convinti che ci sia voglia di facce nuove. "Abbiamo bisogno di una nuova generazione di leader" ha detto Castro, aggiungendo di poter riportare alle urne la coalizione di giovani, minoranze ed elettori non frequenti che fecero vincere Barack Obama nel 2008 e 2012.

La convention è arrivata in un momento cruciale, tra l'ultimo weekend di vacanze estive, quello del Labor Day, che segna l'inizio di una campagna politica più intensa, e il terzo dibattito democratico, che si terrà a Houston il 12 settembre e vedrà la partecipazione di 10 candidati. Per gli altri, la convention è stata un'opportunità fondamentale per farsi conoscere.


Verso il terzo dibattito

Secondo la media dei sondaggi di Real Clear Politics, Biden è in testa in New Hampshire con il 21%, seguito da Sanders (19,3%) e Warren (14,7%); più staccati la senatrice Kamala Harris con il 9% e Buttigieg con il 7%. A livello nazionale, Biden è in testa con il 30,1%, seguito da Warren (17,6%) e Sanders (16,9%); poi Harris (6,7%) e Buttigieg (4,4%). Oltre a questi cinque candidati, al terzo dibattito parteciperanno i senatori Cory Booker e Amy Klobuchar, l'ex ministro Castro, l'ex deputato Beto O'Rourke e l'imprenditore Andrew Yang. Per partecipare, era necessario ottenere il 2% in almeno quattro sondaggi e donazioni da 130.000 persone. Per i primi due dibattiti, invece, si erano qualificati 20 candidati, costringendo il partito a dividerli in due serate. I qualificati per il dibattito di settembre si qualificano automaticamente per quello di ottobre, a cui comunque potranno partecipare anche i candidati non qualificatisi per il prossimo dibattito, se raggiungeranno i requisiti richiesti. Al momento, ci sono 20 candidati alla nomination democratica: dopo la mancata qualificazione al terzo dibattito, la senatrice Kirsten Gillibrand ha annunciato il ritiro.

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