Cani, garofani e giovani portaborse: ecco cosa mancherà a Capitol Hill

Il New York Times dedica un articolo a chi lascia il parlamento

Tempo di cambiamenti a Capitol Hill, la sede del parlamento americano. Dal prossimo anno più di 80 membri lasceranno la poltrona tra Senato e Camera, la maggior parte a malincuore. A mancare più di tutti, racconta il New York Times in un ironico articolo, sarà il cane del senatore Kent Conrad, un bichon brisé chiamato Dakota (come lo stato, il North Dakota, da cui proviene il suo padrone) che non ha perso una seduta, diventando una vera e propria mascotte del Senato.

Tra coloro che lasceranno il Congresso, il quotidiano ha voluto ricordare la senatrice del Texas Kay Bailey Hutchison, solita ad aggirarsi per i corridoi di Capitol Hill con un giovane portaborse sempre diverso, e il rappresentante alla Camera Timothy Johnson, che con il suo “onnipresente cellulare premuto tutto il giorno contro l'orecchio, camminava per il parlamento come se dovesse chiamare tutti i suoi elettori dell'Illinois”.

In termini di stile il New York Times ha poi citato il rappresentate alla Camera Gary Ackerman, che negli anni di mandato si è presentato sempre con un garofano bianco all'occhiello. Secondo quanto raccontato dallo stesso Ackerman, la tradizione sarebbe iniziata 40 anni fa, quando insegnando in un liceo volle dimostrare ai suoi alunni che ogni giorno è speciale, degno di un fiore nel taschino.

“C'è qualcosa di unico in ognuni di loro”, ha detto al quotidiano Tom Cole, rappresentante alla Camera dall'Oklahoma. “Sono tutti piacevoli, nessuno voterebbe per persone non piacevoli”.

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Trump: emergenza nazionale per costruire il muro, verso batteglie legali

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Anche Donald Trump, come altri presidenti americani prima di lui, ha firmato una dichiarazione di emergenza nazionale. Per il 45esimo Commander in Chief, c'è una crisi al confine tra Stati Uniti e Messico dove serve - è la sua tesi - costruire un muro per fermare una "invasione di droghe, criminali e gang". Peccato che con una tale mossa, il 45esimo Commander in chief non solo abbia agito in un contesto decisamente diverso da quello dei suoi predecessori; Trump ha anche spianato la strada a una serie di battaglie politiche e legali su una "crisi" non dimostrata dai dati. Non a caso, parlando alla stampa dal Rose Garden, il leader Usa ha attaccato un paio di giornalisti critici. A Jim Acosta, a cui in passato aveva negato accesso alla Casa Bianca, ha detto di fare "domande false" per una emittente "fake", la Cnn. A un altro reporter che aveva osato chiedergli che dati utilizza per dire che c'è una crisi al confine meridionale, Trump ha ordinato di sedersi e starsene zitto.

Scelta da Trump per diventare ambasciatrice Onu, Nauert si ritira

La portavoce del dipartimento di Stato, ex conduttrice di Fox News, lascia l'amministrazione dopo due anni. Pompeo: decisione "personale". Lei: è "nell'interesse della mia famiglia". Sarebbe stata messa sotto torchio al Senato per la conferma
U.S. Department of State

La portavoce del dipartimento di Stato nominata a dicembre da Donald Trump per diventare ambasciatrice alle Nazioni Unite, si è ritirata. E dopo due anni, ha lasciato l'amministrazione Usa. Ironia della sorte vuole che a fermare l'ascesa di Heather Nauert al Palazzo di vetro, almeno secondo Bloomberg, sia stato un passo falso commesso in passato: ha arruolato una baby sitter straniera che viveva legalmente negli Stati Uniti ma che non era autorizzata a lavorare. Nell'America del 45esimo presidente americano, in cui la retorica contro gli immigrati è usata per giustificare la costruzione del muro tra Usa e Messico, quella di Nauert è una pecca che politicamente avrebbe creato non poco imbarazzo all'amministrazione Trump. Anche se va detto che Trump ha assunto migranti privi di permesso di soggiorno nei suoi vari campi da golf.

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I legislatori Gb contro Facebook: ha "intenzionalmente" violato le leggi

In un rapporto da 108 pagine, i parlamentari GB accusato il social network di compostarsi come un 'gangster digitale'. Chiesta stretta regolatoria su privacy e antitrust. Al via altre inchieste. Il gruppo: siamo cambiati ma c'è molto da fare
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Facebook ha "intenzionalmente e consapevolmente" violato leggi per la tutela della privacy e leggi antitrust nel Regno Unito, infischiandosene della tutela degli utenti come parte degli sforzi volti a massimizzare i ricavi generati dai dati loro associati. E' questa l'accusa pesante lanciata dai legislatori britannici domenica 17 febbraio. E' stato chiesto il lancio di un'inchiesta sulle pratiche dell'azienda americana, che ha risposto negando di avere violato le leggi e sostenendo di avere fatto tanti cambiamenti: "Sebbene ci sia ancora molto da fare, non siamo la stessa azienda di anni fa", ha detto Karim Palant, che lavora per il gruppo nel Regno Unito.