Cannabis? Trump disposto a permettere agli Stati Usa di regolarla come vogliono

Intanto l'ex speaker repubblicano alla Camera Boehner, un tempo contrario alla marijuana, diventa consigliere di un'azienda che la produce

Donald Trump è disposto a permettere agli Stati americani di decidere come regolare la marijuana, una buona notizia per i produttori della sostanza stupefacente che infatti hanno corso a Wall Street. L'apertura del leader Usa segue l'inversione a U dell'ex speaker repubblicano alla Camera, John Boehner, che è entrato a far parte del comitato consultivo di Acreage Holdings, produttore americano di cannabis. 

Il presidente Usa ha promesso al senatore Cory Gardner che sosterrà sforzi legislativi del Congresso volti a proteggere gli Stati americani che hanno legalizzato la cannabis. Attualmente l'uso medico della sostanza è legale in 29 Stati e quello ricreativo in otto.

Ottenuta quella garanzia, il senatore repubblicano del Colorado - uno Stato dove l'uso ricreativo della sostanza è legale dal 2014 - è pronto a non bloccare più l'approvazione delle nomine al dipartimento di Giustizia. Gardner le aveva ostacolate dopo la decisione presa lo scorso gennaio dal segretario alla Giustizia, Jeff Session, di fare venire meno le direttive dell'amministrazione Obama minacciando una stretta regolatoria federale negli Stati in cui l'uso ricreativo della marijuana non è più perseguito dalle forze dell'ordine.

Stando a Gardner, il settore della cannabis in Colorado non sarà preso di mira. La portavoce della Casa Bianca, Sarah Sander, ha definito "accurato" quanto detto dal senatore.

"Dalla campagna elettorale, il presidente Trump ha ripetutamente sostenuto i diritti degli Stati di decidere da soli come gestire la marijuana", ha dichiarato il senatore in una nota. "Il presidente Trump mi ha garantito che sosterrà una soluzione legislativa federale per risolvere la questione una volta per tutte", ha aggiunto.

La portavoce della Casa Bianca ha spiegato che Gardner e Trump si sono parlati al telefono sia giovedì sia venerdì. Nel consueto briefing con la stampa, Sanders ha aggiunto che il leader americano è un "credente convinto" nei diritti degli Stati.

A Wall Street, Canopy Growth Corp - il più grande produttore di cannabis per capitalizzazione - ha guadagnato il 7,6% nell'over the counter. Aphria, fornitore di marijuana a uso medico, è salito di quasi il 17%. La canadese Aurora Cannabis è balzata dell'8% e la connazionale CanniMed Therapeutics ha guadagnato il 4%.

La recente nomina di Boehner ha sorpreso in molti negli Usa, dal momento che solo nove anni fa il repubblicano si diceva assolutamente "contrario" alla legalizzazione della marijuana. Questo cambiamento di rotta da parte del politico è visto come "monumentale" perché potrebbe avere un forte impatto positivo per il settore della cannabis. Molti dei produttori di questa tipologia di droga leggera sono quotati alla borsa di Toronto (Canada) proprio per l'incertezza giuridica che regna negli Usa relativamente a questo settore. Oltre a Boehner, anche l'ex governatore del Massachusetts, William Weld, candidato vicepresidente per il Partito Libertariano alle elezioni presidenziali del 2016, darà consigli all'azienda privata specializzata nella droga leggera. C'è chi spera in una legalizzazione della sostanza stupefacente in Usa, cosa che darebbe una spinta agli investimenti al sapore di cannabis. 

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