Carne di cavallo: perchè in America mangiarla è tabù

Gli americani seguono inorriditi lo scandalo "europeo" della carne equina nascosta nei cibi confezionati di alcune multinazionali. Ma perché provano tanta repulsione all'idea di mangiare cavallo?

E’ per ora uno “scandalo europeo” quello dell’utilizzo non dichiarato di carne equina nei prodotti di alcune grandi aziende (prima gli hamburger di Burger King in Irlanda, poi in Francia il ragù delle lasagne surgelate Findus, e da ultimo il ripieno dei ravioli Buitoni, sempre della Findus e quindi della svizzera Nestlé) che da qualche settimana non cessa di occupare i notiziari. Eppure i media americani, di solito non esattamente ossessionati da ciò che accade all'estero, lo stanno seguendo con costante attenzione. E a volte con ironia: "La prossima volta che vi capita di mangiare in Irlanda, prendete solo le patate" scherza ad esempio una cronista di Businessweek. Perché tanto clamore anche oltreoceano? A parte l’ovvia questione della corretta informazione e dei controlli sanitari, cosa c’è di male nel mangiare carne di cavallo?

Nulla, da un punto di vista prettamente nutrizionale: la carne equina fa benissimo. E nemmeno sotto il profilo gastronomico: è molto buona. Eppure, negli Stati Uniti la gente non la pensa così. L’ultima volta che la carne di cavallo venne proposta come prodotto alimentare di massa sul mercato americano, fu durante la Seconda Guerra Mondiale, per far fronte alla scarsità di quella bovina. Ma si trattava di un surrogato di ripiego. Oggi in alcuni Stati è addirittura vietato per legge servire carne di cavallo nei ristoranti: ad esempio in California, lo Stato più popoloso dell’Unione, dove il divieto venne introdotto per referendum nel 1998. Lo stesso divieto vige in Oklahoma, e anche in Mississippi (mentre nessuno si scompone per il fatto che nei migliori ristoranti di New Orleans viene comunemente servita la carne di alligatore). Alcuni Stati, come il Texas, vietano la vendita della carne di cavallo ma non la sua macellazione; altri, come l’Illinois, fanno l’esatto contrario: si può macellarlo, ma solo per esportarlo (Chicago, storicamente, è la “macelleria d’America”).

A livello federale venne introdotto nel 2006 un divieto di macellazione degli equini, per bloccare una produzione che di fatto era destinata solo a mercati esteri (Canada e Messico, principalmente); l’amministrazione Obama lo ha però abrogato nel 2011 prendendo atto che l’unico risultato era stato quello di far spostare la macellazione oltreconfine, e di far venir meno i doverosi controlli sanitari sui cavalli destinati al macello. Ma a tenere la carne di cavallo fuori dal mercato alimentare a stelle e strisce è la mentalità diffusa, più della normativa. E non si tratta delle ritrosie di chi vive nella provincia più retrograda delle proverbiali comunictà rurali (dove spesso ancora oggi si viva con attorno i cavalli e li si usa per spostarsi nei grandi spazi). L'anno scorso nella liberal e cosmopolita New York lo chef del nuovo ristorante del MOMA fu costretto a furor di popolo a rinunciare a mettere in menu una tartare di cavallo, per via delle proteste che subito montarono, con tanto di petizioni e mobilitazioni.

Il problema è solo culturale. Gli americani hanno ereditato dagli inglesi l’abitudine di non mangiare carne di cavallo; poi, il ruolo centrale che questo animale ha avuto nella società americana fino ad un secolo fa non ha potuto che acuire questa tradizione. Che però non sottende nulla di razionale: solo un antico preconcetto. “Cameriere c’è un cavallo nelle mie lasagne” scherza per sdrammatizzare un recente articolo del Daily Beast che tenta di aiutare il lettore a spogliarsi dell’inutile pregiudizio. Ma in questi giorni l’irrazionalità di questa tradizione viene evidenziata persino sul sito della conservatrice Fox News.

In realtà da anni gli intellettuali americani esprimono sufficienza rispetto alla irrazionalità del tabù che oltreoceano colpisce la ippofagia. Sono però riflessioni di una elite. Per la stragrande maggioranza degli americani, l’idea di cibarsi di un cavallo suona orribile, quasi come quella di mangiare un cane. E’ così, e basta. Anche se in America pochi posseggono un cavallo, nell’immaginario collettivo esso è ancora considerato un pet, un animale d’affezione. Mangiarlo è quindi un atto disgustoso – mentre non lo è mangiare carne di bisonte, che viene fieramente servita ad esempio nei ristoranti della catena Ted’s Montana Grill creata dal fondatore della CNN Ted Turner.