Casa Bianca infuriata: si è sentita raggirata da foto del Cremlino

Sorrisi smaglianti e strette di mano calorose di Trump con ministro degli Esteri e ambasciatore in Usa della Russia. Washington dice di non essere stata informata da Mosca che le immagini scattate sarebbero circolate in pubblico

La Casa Bianca è su tutte le furie. Con il Cremlino, reo di avere diffuso fotografie di un incontro avvenuto ieri a porte chiuse nello Studio Ovale tra Donald Trump e due funzionari russi. L'errore di comunicazione sembra però, almeno in parte, anche Made in America. Non solo per una mancanza apparente di coordinamento con i colleghi russi ma anche perché nelle immagini incriminate si vede un Trump con sorriso smagliante e che stringe calorosamente le mani di Sergei Lavrov e Sergei Kislyak, rispettivamente il ministro degli esteri e l'ambasciatore in Usa della Russia.

Il fatto che il presidente Usa abbia accolto i due era già visto come un punto a favore di Mosca, visto che raramente nella stanza dei bottoni della Casa Bianca arrivano soltanto diplomatici senza i rispettivi capi di Stato e che soltanto sul finire dell'era Obama il Cremlino era stato pesantemente sanzionato per la presunta interferenza nelle elezioni presidenziali Usa dello scorso novembre. D'altra parte, l'invito del presidente Usa è visto come una sorta di scambio avente l'intento finale di ottenere concessioni da chi è invitato. L'emergere di quelle immagini con i due diplomatici russi è stato però visto come una vittoria per Mosca su Washington. Secondo funzionari della Casa Bianca, un tale gesto è stato visto come una violazione di fiducia.

"Ci hanno fregato", ha detto alla Cnn un membro della Casa Bianca. "E' il problema con i russi: mentono", ha aggiunto.

Pare che la Casa Bianca fosse stata informata della presenza del fotografo ufficiale russo all'incontro di ieri; ma l'impressione era che il suo compito fosse solo quello di scattare fotografie a scopi storici.

"Il nostro fotografo ufficiale e il loro erano presenti, tutto qui", ha tagliato corto un funzionario Usa dopo l'incontro. Ma quando le immagini scattate dal fotografo di TASS, agenzia di stampa russa controllata dallo Stato, hanno iniziato a circolare, la Casa Bianca ha avuto l'impressione di essere stata fuorviata dal Cremlino. Non sembra infatti che agli americani sia stato detto che quelle immagini sarebbero state rese pubbliche. All'incontro nello Studio Ovale per altro la stampa americana non era stata invita come invece succede quando un capo di Stato è presente. "Capita che la stampa non sia ammessa se non c'è un capo di Stato", ha spiegato Sarah Huckabee Sanders, vice portavoce della Casa Bianca, secondo cui "il protocollo è stato rispettato". Curiosamente, la stampa stessa era stata invitata ad affrettarsi nello Studio Ovale poco dopo le 11.20 ora locale. Convinti che l'occasione fosse appunto l'incontro tra Trump e Lavrov, i giornalisti si sono invece ritrovati davanti a Henry Kissinger, l'ex segretario di Stato che ha lavorato per il 37esimo presidente Richard Nixon, dimessosi nel 1974 per lo scandalo Watergate.

D'altra parte quelle fotografie hanno visto la luce in un momento che non poteva essere più sbagliato per Trump: martedì 9 maggio il presidente Usa ha silurato il direttore dell'Fbi, organismo che sta indagando sul cosiddetto Russiagate. Non solo. Il pubblico potrebbe essere portato a pensare che Trump è molto vicino al governo di Vladimir Putin, visti i suoi sorrisi e le sue strette di mano con Lavrov e Kislyak. Tra l'altro l'ambasciatore russo è colui che ha avuto conversazioni su cui ment" il primo consigliere alla sicurezza nazionale di Trump, Michael Flynn, per questo costretto a dimettersi.

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