Casa Bianca valuta Mester come numero due della Fed

Dal 2014 presidente della sede regionale della banca centrale Usa a Cleveland, è considerata un "falco" moderato. Sarebbe la prima donna a essere nominata da Trump nel board della Fed

La Casa Bianca sta valutando se affidare a Loretta Mester il secondo incarico più importante nella Federal Reserve, quello della vicepresidenza del suo Board. Lo scrive il Wall Street Journal secondo cui una nomina per quel ruolo non sembra imminente e un candidato in pole position ancora non c'è. Mester dal 2014 è presidente della sede regionale della banca centrale Usa a Cleveland. Prima di quell'incarico, lei ha trascorso quasi 30 anni come economista nella Fed di Philadelphia.

Mester è considerata un "falco" moderato. Questo significa che rispetto ad altri colleghi, è più propensa a favorire un rialzo dei tassi per contenere l'inflazione. Per anni ha lavorato sotto le dipendenze di Charles Plosser, quando quest'ultimo era il numero uno della Fed di Philadelphia e quando votò ripetutamente contro gli stimoli monetari della Fed; era convinto che l'economia Usa non avesse bisogno di così tanto sostegno dalla banca centrale Usa. Nelle riunioni del settembre e novembre 2016, Mester votò contro la decisione di lasciare i tassi invariati allo 0,25-0,5%; avrebbe voluto un aumento di 25 punti base. Il mese scorso ha però votato in linea al resto del braccio di politica monetaria della Fed per confermare i tassi all'1,25-15%.

In un discorso, Mester il 13 febbraio ha detto che se fosse per lei i tassi in Usa nel 2018 dovrebbero salire a un passo simile a quello del 2017 (quando ci furono tre strette, tante quante quelle previste dalla Fed nel dicembre 2017; le nuove stime arriveranno al termine della riunione del 20 e 21 marzo); per l'economista, la recente volatilità osservata nei mercati finanziari non ha fatto deragliare l'outlook economico solido e il rialzo dei rendimenti dei Treasury - recentemente associato a un sell-off di Wall Street - non è altro che il riflesso delle buone prospettive della congiuntura.

Se selezionata, Mester sarebbe la prima donna a essere scelta per andare a sedersi attorno a un tavolo a cui sono chiamati a riunirsi sette individui ma che ancora ha quattro posti vuoti. Il presidente americano Donald Trump ne ha nominati tre, tutti uomini, di cui due sono stati confermati.

Uno è Jerome Powell, membro del board della Fed dal 2012 e da inizio mese anche governatore al posto di Janet Yellen (il cui mandato quadriennale è terminato senza rinnovo su volere di Trump). L'altro è Randal Quarles, a capo delle attività di supervisione della banca centrale dallo scorso ottobre. Il terzo, Marvin Goodfriend (professore di economia alla Carnegie Mellon University) deve essere ancora confermato al Senato, dove la maggioranza in suo favore è risicata.

La ricerca dell'amministrazione Trump, giunta al quarto mese, comprende oltre a Mester altri economisti i cui nomi circalano da un po' tra cui quelli di Richard Clarida, Mohamed El-Erian e John Williams. Clarida è uno dei managing director di Pimco, rispettato e ben visto dal partito repubblicano; quando nel 2002 gli fu affidato un ruolo di alto livello al Tesoro Usa, la sua nomina non ricevette alcuna opposizione al Senato. El-Erian, ex Ceo di Pimco ora capo consigliere economico di Allianz, porterebbe con sé una vasta esperienza internazionale nei mercati ma non ha legami a Washington. Williams nel 2011 assunse l'incarico attuale di presidente della Fed di San Francisco, ereditato da Janet Yellen; lui soddisferebbe la voglia dell'amministrazione Trump di dare l'incarico di vicepresidente del board della Fed a qualcuno che è riconosciuto come esperto di politica economica monetaria.

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