Caso Epstein: l'America di Trump torna alle teorie del complotto

Il presidente fa circolare un tweet che insinua un coinvolgimento dei Clinton. La consigliere Conway lo difende. Scetticismo sulla credibilità dell'inchiesta della Giustizia Usa sull'apparente suicidio del finanziere

La morte di Jeffrey Epstein in prigione ha riacceso la voglia di parte dell'America di teorie del complotto. E ad alimentarle ci ha pensato il presidente Donald Trump.

Dopo avere sostenuto che il suo predecessore Barack Obama non è nato negli Stati Uniti, che milioni di voti sono andati illegalmente alla sua sfidante Hillary Clinton alle presidenziali del 2016, e dopo avere negato che la Russia abbia interferito nelle elezioni presidenziali del 2016 tacciando i media di diffondere "fake news", Trump è arrivato a insinuare che Bill e Hillary Clinton siano in qualche modo responsabili della morte del finanziere Epstein. Lo ha fatto retwittando due 'cinguettii', uno del comico conservatore Terrence Williams e l'altro di BNL News.

Nel post di Williams c'è scritto che Epstein "aveva informazioni su Bill Clinton e ora è morto". In un video il comico, un supporter di Trump, ha aggiunto: "Per qualche strana ragione, le persone che hanno informazioni sui Clinton finiscono per morire".

La stampa americana ha subito osservato che simili dichiarazioni sono prive di fondamento. E che le insinuazioni della destra estrema risalgono all'inizio della presidenza Clinton negli anni '90 quando una teoria del complotto sosteneva che gli opponenti politici di Bill erano fatti fuori.

Un portavoce di Clinton ha subito reagito al retweet di Trump definendolo "ridicolo, e ovviamente non vero e Donald Trump lo sa". Il portavoce, Angel Urena, ha poi chiesto se con quel retweet il 45esimo presidente americano abbia fatto scattare il 25esimo emendamento della Costituzione americana, quello che porta alla rimozione di un presidente se incapace di svolgere le sue funzioni anche per motivi di instabilità mentale.

All'indomani del retweet, Kellyanne Conway, consigliere alla Casa Bianca, ha difeso Trump. Ai microfoni di "Fox News Sunday" ha detto: "Penso che il presidente voglia che si indaghi su tutto". Lei ha anche minimizzato i legami di Trump con Epstein, che a un certo punto fu membro del resort di lusso Mar-a-Lago in Florida (di proprietà di Trump). 

Nel caso del tweet di BNL News, ha scritto che le migliaia di documenti legali diffusi venerdì riguardanti Epstein, "rivelano che democratici di alto livelli, incluso Bill Clinton, hanno viaggiato privatamente all'isola "pedofila" di Jeffrey Epstein" nelle Isole Vergini. Anche in questo caso un portavoce di Clinton ha negato che l'ex presidente si sia recato sull'isola in questione. Inoltre, in quei documenti, una delle donne che ha accusato Epstein (Virginia Giuffre) ammette che non era vero quanto da lei sostenuto in precedenza, che appunto Clinton aveva visitato l'isola in questione.

In un altro tweet BNL News ha poi scritto che "il presidente è stato menzionato varie volte" in quella mole di documenti. "Non è chiaro esattamente che ruolo il presidente Trump abbia avuto nel caso Epstein".

Sia Trump sia Clinton avevano frequentato Epstein in passato salvo poi tagliare i ponti anni fa. Lo stesso portavoce di Clinton a luglio aveva spiegato che l'ex presidente aveva viaggiato varie volte con Epstein sul suo jet privato tra il 2002 e il 2003 e che i due non si erano parlati da oltre 10 anni, motivo per cui "non sa nulla dei crimini terribili" commessi da Epstein. Anche Trump ha spiegato recentemente di non avere avuto contatti con il finanziere da più di 10 anni, e che lo aveva incontrato casualmente nei circoli di super-ricchi a New York e Palm Beach (lo aveva descritto come un "ragazzo fantastico" a cui piacevano donne giovani).

Mentre le teorie del complottono tornano in auge, sempre più domande sul caso Epstein montano. Perché non era più sotto controllo visto che aveva già tentato di suicidarsi? Chi ha preso questa decisione? Il segretario alla Giustizia ha ordinato un'inchiesta ma c'è chi teme che non sia credibile. D'altra parte, sostengono gli scettici, William Barr non ha gestito al meglio l'indagine sul Russiagate condotta da Robert Mueller. Per questo qualcuno chiede che si astenga dal caso come Jeff Sessions decise di fare sul Russiagate (salvo poi essere silurato per questo da Trump).

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