Caso Epstein: si dimette Acosta, segretario al Lavoro Usa

Lo ha annunciato il presidente Trump, che aveva sempre difeso il suo ministro

Il segretario al Lavoro statunitense, Alexander Acosta, si è dimesso. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump, lasciando questa mattina la Casa Bianca, sottolineando che è stata una decisione di Acosta, che gli ha telefonato per annunciargli la sua decisione. "È un brav'uomo e ci mancherà" ha detto Trump. Le dimissioni sono il frutto delle polemiche sul rinvio a giudizio per sfruttamento sessuale di minorenni del miliardario Jeffrey Epstein, che un decennio fa aveva ottenuto un patteggiamento molto favorevole per le stesse accuse grazie ad Acosta, allora procuratore federale.

Nei giorni scorsi, i repubblicani avevano difeso Acosta, definito dal presidente "un segretario eccellente, ha fatto un lavoro fantastico". I democratici, invece, ne hanno chiesto le dimissioni sin dal rinvio a giudizio di Epstein, che evitò un processo federale e una pesante condanna per sfruttamento sessuale di ragazze minorenni, poco più di un decennio fa, scontando una condanna di 13 mesi a livello statale con l'ammissione di colpevolezza per induzione alla prostituzione. Acosta aveva commentato su Twitter la questione: "I crimini commessi da Epstein sono orribili e sono contento che i procuratori di New York stiano andando avanti con il caso grazie a nuove prove". A febbraio, un giudice ha sentenziato che i procuratori che raggiunsero l'accordo con Epstein violarono la legge.

"Non credo che sia giusto per il dipartimento del Lavoro di questa amministrazione avere Epstein come centro dell'attenzione invece della nostra incredibile economia" ha detto Acosta, che ha parlato dopo il presidente Trump. Le dimissioni di Acosta saranno effettive tra una settimana; il suo posto sarà preso ad interim dal suo vice, Patrick Pizzella.

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