Caso Khashoggi: monta il pressing su Trump, che punta a salvare la relazione con il "tossico" Mbs

Così il senatore repubblicano Lindsey Graham ha definito il principe erede al trono dell'Arabia Saudita.

Incontri "diretti e candidi". Sono quelli che, secondo il dipartimento di Stato, il segretario americano Mike Pompeo ha avuto a Riad con il re saudita Salman e con il principe che di fatto manda avanti l'Arabia Saudita: Mohammed bin Salman (Mbs), il 33enne che Donald Trump continua a difendere e che giura di non sapere nulla di cosa sia successo dentro il consolato saudita a Istanbul (Turchia), probabilmente il teatro di una tragedia così cupa da essere perfetta per la sceneggiatura di un film di spionaggio. Là il 2 ottobre scorso si era recato il giornalista saudita Jamal Khashoggi, da tempo critico della sua patria. E da là non è mai uscito. Stando a fonti turche, il suo corpo è stato fatto a pezzi tra le mura di quell'edificio, mura che in alcune stanze sono state tinteggiate prima che fosse permesso agli inquirenti turchi di metterci piede.

Dopo le parole di ieri del presidente Donald Trump e quelle odierne di Pompeo, sembra sempre più probabile che gli Stati Uniti siano disposti ad accettare la narrativa che l'alleato nel Golfo si prepara a vendere a un Occidente sconvolto dalla scomparsa di Khashoggi. Lui voleva solo documenti sul divorzio che gli avrebbero permesso di sposare la fidanzata turca. E invece ha incontrato quella che pare una morte terribile.

Nei suoi incontri odierni a Riad, Pompeo ha ringraziato il re Salman "per il suo impegno a sostenere un'inchiesta - lanciata ieri, ndr - completa, trasparente e puntuale" sul reporter saudita che da un anno era in auto esilio in Usa. A Mbs, il capo della diplomazia americana ha detto che serve "determinare cosa sia successo" ma ha anche "dato il benvenuto al sostegno dell'Arabia Saudita all'inchiesta delle autorità turche", a cui però solo ieri è stato dato il permesso di entrare nella sede consolare. E sempre oggi Trump ha parlato di un'inchiesta, quella saudita, "completa", come a dire che il suo esito sarà accettato dagli Stati Uniti. Ieri l'inquilino della Casa Bianca aveva ipotizzato che la colpa poteva essere di "malviventi", gli stessi tra i ranghi dell'intelligence saudita che Riad vuole incolpare per salvare la sua reputazione e la sua stretta relazione con Washington.

Anche Trump - che scelse l'Arabia Saudita come prima tappa del suo primo viaggio all'estero da presidente - non vuole rinunciare ai suoi legami con Riad. Lo dimostra il fatto che il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, non abbia ancora cancellato la sua partecipazione alla cosiddetta "Davos nel deserto", la conferenza in calendario a Riad dal 23 al 25 ottobre che sta registrando defezioni crescenti. Dopo il ritiro dei Ceo delle americane Jpm, BlackRock e Blackstone si sono aggiunti oggi quelli dei numeri uno delle europee Hsbc, Credit Suiss, Standard Chartered e BNP Paribas.

La linea americana sembra dunque cambiata rispetto a sabato scorso, quando Trump promise una "punizione severa" se si fosse scoperto che l'Arabia Saudita si è sporcata le mani del sangue del giornalista un tempo vicinissimo alla famiglia reale. Ad essere costante è il desiderio del presidente di salvare il maxi accordo da 100 miliardi di dollari di vendita di armi a Riad. Farlo saltare, come chiedono alcuni al Congresso, sarebbe da pazzi perché porterebbe a perdite di posti di lavoro a danno dei colossi americani della Difesa. A non cambiare è anche ciò che tiene unite Riad e Washington: la volontà di isolare l'Iran, una nazione contro cui gli Usa a novembre faranno scattare un altro round di sanzioni e che viene costantemente accusata di aiutare gruppi terroristici.

In vista delle elezioni di metà mandato del prossimo 6 novembre, montano le polemiche a Capitol Hill contro un'Arabia Saudita che mai Trump si è scomodato di criticare per le violazioni dei diritti umani commessi. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha definito Mbs una figura "tossica". Dicendo che nulla succede nella nazione del Golfo senza che Mbs lo sappia, colui che è noto per essere un 'falco' di politica estera ha dichiarato che è l'erede al trono saudita a essere un "malvivente", uno "schizofrenico" che "non potrà mai essere un leader sul palcoscenico del mondo". Resta da vedere come Trump reagirà quando arriveranno "presto" le risposte sul caso Khashoggi. Persino Mitch McConnell, il leader del Gop al Senato che a Trump ha garantito la conferma della nomina controversa del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema, si aspetta azioni da parte degli Usa. Ma alle sanzioni Trump non vuole ricorrere pur di salvare l'asse anti-Iran.