Caso Khashoggi, Trump: "Non bloccheremo la vendita di armi all'Arabia Saudita"

Il presidente Usa a Fox News: "Sarebbe una pillola molto dura da mandare giù per il nostro Paese"

L'ipotesi di bloccare le vendite di armi all'Arabia Saudita come misura punitiva per la scomparsa del giornalista dissidente Jamal Khashoggi non è presa in considerazione dal presidente statunitense, Donald Trump. Il giornalista saudita è scomparso da più di una settimana, dopo essere entrato nel consolato del suo Paese a Istanbul, in Turchia; secondo fonti turche, sarebbe stato ucciso.

Ieri sera, intervistato da Fox News, Trump ha detto: "Credo che [lo stop alle vendite] ci danneggerebbe. Abbiamo posti di lavoro [...] sarebbe una pillola molto, molto dura da mandare giù per il nostro Paese". Ore prima, aveva detto di voler "scoprire" cosa è successo, perché "non possiamo lasciare che una cosa cos" succeda a un giornalista o a qualcun altro". 

Trump, che ha detto di aver parlato di Khashoggi - conosciuto negli Stati Uniti per i suoi articoli sul Washington Post - con le massime autorità saudite, l'ha definita una "brutta situazione". Il presidente ha dichiarato di voler invitare alla Casa Bianca la fidanzata del giornalista, che ha parlato con la first lady Melania. In un pezzo a sua firma pubblicato sul Washington Post, Hatice Cengiz ha chiesto al "presidente Trump e alla first lady Melania Trump di aiutare a far luce sulla scomparsa di Jamal".

Intanto, un gruppo bipartisan di senatori statunitensi ha chiesto - tramite una lettera - al segretario di Stato, Mike Pompeo, di giustificare la sua decisione di continuare a sostenere l'Arabia Saudita e un altro alleato del Golfo, gli Emirati Arabi Uniti, nel conflitto in Yemen. Gli aiuti militari possono essere forniti solo se l'amministrazione statunitense è in grado di certificare, ogni sei mesi, che Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti fanno il possibile per minimizzare il numero di vittime civili.

Lo scorso mese, Pompeo ha dato il via libera, nonostante le preoccupazioni e i dubbi di molti esperti, anche all'interno del dipartimento di Stato; secondo documenti segreti ottenuti dal Wall Street Journal, Pompeo temeva altrimenti di mettere a rischio la vendita di oltre 120.000 missili statunitensi. La guerra in Yemen contro i combattenti sostenuti dall'Iran dura da tre anni e ha provocato la morte o il ferimento di oltre 16.700 civili, secondo le Nazioni Unite; per il Palazzo di Vetro, il Paese del Golfo è teatro della peggiore crisi umanitaria al mondo.

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