Castra maiali e spara: Joni Ernst, la nuova Sarah Palin

Da perfetta sconosciuta a candidato di punta dei repubblicani in Iowa per il Senato di Washington. I due spot elettorali che hanno lanciato la nuova eroina dei Tea Party
Joni Enrst nel suo spot elettorale

Maiali e pistole. Oggetti che certo non si addicono a una signora, soprattutto se di professione vuole fare la politica. E invece la repubblicana Joni Ernst - in corsa per un seggio al Senato americano alle prossime elezioni di midterm - proprio con questi due punti potrebbe diventare (se non lo è già) la nuova eroina dei Tea Party. Una Sarah Palin venuta dal Midwest che si presenta come "madre, soldato, conservatrice".

Certo è che Ernst non è una politica di primo pelo e sa dove andare a raccattare voti: dal 2011 ha un seggio nel Senato dell'Iowa e ha le idee molto chiare su come fare a conquistare Washington: "Sono cresciuta castrando maiali in una fattoria dell'Iowa, così quando andrò a Washington saprò dove tagliare il porco", ha detto in un video per le primarie repubblicane, lanciando la sua campagna "Squeal" (l'urlo del maiale) che l'ha fatta uscire dall'ombra.

In uno spot - tra maiali e campagne sterminate - la 43enne aggiunge "Washington è piena di persone che spendono soldi. Facciamoli urlare come maiali". Detto questo, in pochi mesi Ernst, che di professione fa il soldato nell'Iowa Army National Guard, è diventato uno dei più popolari candidati per i due seggi che offre l'Iowa a Washington. E ha incassato endorsement d'oro: dal capo del suo esercito alla lobby pro-armi National Rifle Association, da Mitt Romney a Sarah Palin.

Proprio l'ex governatrice dell'Alaska ha espresso parole di riguardo per la donna, introducendo l'altro pilastro portante della sua campagna elettorale: le armi. "Le ha sempre addosso e sa come usarle", ha commentato. Come dicevamo, Ernst ama non solo i maiali ma anche le pistole e in un altro spot elettorale lo ha dimostrato entrando in un poligono di tiro dopo aver parcheggiato all'esterno la sua Harley. Il target? l'Obamacare. Anche se prima della riforma della sanità del presidente dovrà sterminare tutti "i maiali di Washington".

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