Cbs: i ricavi trimestrali battono le stime, grazie a "Twin Peaks"

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Grazie al sequel di "Twin Peaks", la celebre serie tv degli anni '90 centrata su un'agente dell'Fbi impegnato a capire chi ha ucciso Laura Palmer, e ai tornei maschili di basket della National Collegiate Athletic Association, il gruppo media Cbs ha chiuso un trimestre con conti superiori alle stime degli analisti.

Nei tre mesi al 30 giugno scorso, l'azienda a cui fanno capo i canali tv Cbs News e Showtime (su cui è trasmesso il ritorno di "Twin Peaks") ha registrato utili per 58 milioni contro i 423 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente; sul dato hanno pesato svalutazioni per 365 milioni di Cbs Radio fatte in rispetto a regole di accounting. Al netto di spese non operative, i profitti sono cresciuti del 6% a 397 milioni di dollari. I profitti per azione sono cresciuti a 97 da 82 dollari per azione, in linea alle stime degli analisti pari a 97 centesimi per titolo. I ricavi sono stati di 3,26 miliardi di dollari, in aumento del 9% dai 2,98 miliardi del periodo aprile-giugno del 2016 e sopra le attese del mercato per 3,1 miliardi. Nel dettaglio, oltre 2 miliardi di dollari sono arrivati dal segmento dell'intrattenimento (+12% annuo), 571 milioni dalle reti via cavo (+7% annuo), 206 milioni dall'editoria con il marchio Simon & Schuster (+10% annuo) e 412 milioni dai media locali (+4% annuo).

Leslie Moonves, amministratore delegato di Cbs, ha spiegato che i nuovi episodi della saga di "Twin Peaks" - diretti da David Lynch, come quelli originari trasmessi su Abc - hanno fatto esplodere gli abbonamenti online al servizio in streaming di Showtime.

In attesa dei conti, arrivati ieri a mercati chiusi, il titolo Cbs ha chiuso in rialzo dell'1,4% a 64,52 dollari. Nel dopo mercato ha guadagnato mezzo punto percentuale. Da inizio anno è salito dell'1,4% ma negli ultimi 12 mesi di quasi il 24%.

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Le autorità lo hanno definito un 'lupo solitario', il fratello lo ha descritto come una persona senza affiliazioni politiche o religiose, senza esperienze militari alle spalle; l'Isis ne ha rivendicato le azioni, definendolo un suo "soldato", convertitosi all'Islam "mesi fa".

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