I New York Giants hanno battuto i New England Patriots e vinto il Super Bowl. Ma i veri protagonisti di domenica sera sono stati gli spot pubblicitari, per cui 70 aziende hanno speso circa 117.000 dollari al secondo. Il più toccante è stato sicuramente quello di Chrysler, che ha scelto un testimonial d’eccezione: Clint Eastwood.
Lo spot punta al cuore degli americani, proponendo il marchio come simbolo per uscire dalla recessione a testa alta. E’ ambientato a Detroit, ormai sinonimo di decadenza ma anche, secondo alcuni, della rinascita futura. "Questo Paese non si fa mettere al tappeto con un solo pugno”, afferma l’attore nel messaggio pubblicitario, “se cadiamo ci rialziamo, e quando lo facciamo tutto il mondo sente il rombo dei nostri motori. Forza America, siamo solo a metà partita, ora viene il secondo tempo!”. Il successo dello spot è stato confermato da Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Chrsyler, che tuttavia non si è sbilanciato sul costo della pubblicità (lo spot lanciato dalla casa al Super Bowl dell’anno scorso, con protagonista il rapper Eminem, era costato 12 milioni di dollari).
La pubblicità di Chrysler ha suscitato accesi dibattiti su internet, ma non è stata la più commentata sui social network. A piazzarsi al primo scalino del podio, con 109.000 commenti (l’83 per cento da utenti donne), è stato lo spot di David Beckham per H&M, dove il calciatore indossa i boxer della catena di abbigliamento low cost. La pubblicità di Chrysler è stata invece apprezzata di più dal pubblico maschile e ha incassato un totale di 96.000 commenti.
Protagonista indiscussa degli intervalli pubblicitari durante l’incontro è stata l’industria dell’auto. Oltre a Chrysler, infatti, molte case americane e non hanno colto l’occasione per cercare di catturare l’attenzione di circa 100 milioni di telespettatori. “I produttori di auto sono i più interessati alle pubblicità durante il Super Bowl”, ha confermato Mark DiMassimo, amministratore delegato di un’azienda pubblicitaria newyorkese.
Volkswagen ha cercato di ripretere il successo dell’anno scorso, proponendo di nuovo il bambino vestito da Darth Vader. Presente negli intervalli di gioco anche il colosso giapponese Honda, che ha investito in uno spazio pubblicitario per promuovere la divisione di auto di lusso Acura. Il gruppo Chrysler, inoltre, non si è limitato allo spot con Clint Eastwood, ma ha investito anche in un’altra pubblicità per sponsorizzare la 500 Abarth, dove la modella Catrinel Menghia parlava in italiano.
Ma i teleschermi del Lucas Oil Stadium di Indianapolis, dove si è svolta la finale di football, non hanno trasmesso soltanto pubblicità di automobili: erano presenti anche i principali marchi di cibo e bevande, da Coca-Cola alle patatine Doritos. Ha partecipato con un breve spot anche la società di crociere Royal Caribbean, tentando così di recuperare terreno dopo il crollo di vendite che ha seguito il disastro di Costa Crociere.
Lo spot di Chrysler con Clint Eastwood:














