Cisco: conti del II trimestre sopra le stime grazie alle soluzioni di sicurezza

Vendite in calo nei servizi di switching e routing.

Cisco Systems ha saputo festeggiare a Wall Street una trimestrale superiore alle stime degli analisti. Nel dopo mercato il titolo del gruppo che offre soluzioni di rete ha prima ceduto l'1% circa per poi arrivare a guadagnare quasi il 2%; la seduta era finita in aumento dell'1,58% a 32,82 dollari. L'azienda ha annunciato un aumento del dividendo trimestrale di 3 centesimi a 29 centesimi per azione.

Nel suo secodo trimestre fiscale, quello finito il 28 gennaio scorso, gli utili sono stati di 2,3 miliardi di dollari, in calo del 25% dai 3,1 miliardi dello stesso periodo del 2016. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono rimasti a 57 centesimi, sopra i 56 calcolati dagli analisti.

Nello stesso periodo, i ricavi dell'azienda con sede a San Jose (California) sono calati del 2% a 11,6 miliardi, comunque sopra gli 11,56 miliardi attesi dal mercato. La sua più grande area di business ha però mostrato debolezza: i servizi di switching hanno registrato un fatturato in calo del 5% a 3,305 miliardi; i servizi di routing, corrispondenti alla seconda area più importante, hanno visto vendite in ribasso del 10% a 1,817 miliardi. Nella sua terza maggiore fonte di ricavi, quella dei servizi di collaboration, i ricavi sono invece cresciuti del 4% a 1,062 miliardi. Il balzo maggiore - e oltre le stime - delle vendite c'è stato nei servizi per la sicurezza (+14% a 528 milioni). A livello geografico, nelle Americhe il fatturato è calato del 3%, nella Regione che comprende Europa, Medio Oriente e Africa è stato invariato mentre nell'Asia-Pacifico è sceso del 3%.

Chuck Robbins, amministratore delegato di Cisco, si è detto "soddisfatto" di come sia andato il trimestre nel quale il gruppo ha annunciato l'intenzione di acquisire AppDynamics per 3,7 miliardi di dollari, la sua più grande transazione dal 2012. L'operazione dovrebbe chiudersi trimestre in corso. Per il terzo trimestre fiscale, l'azienda prevede ricavi tra l'invariato e un calo annuo del 2%.

Altri Servizi

Nella Casa Bianca ci sono due 'talpe' (volute?)

Secondo il Nyt, hanno consegnato materiale top secret al leader di una commisione che sta indagando sul Russiagate e che aveva annunciato intercettazioni "accidentali" di Trump e del suo staff dopo le elezioni presidenziali

Un paio di funzionari della Casa Bianca ha giocato un ruolo chiave nel fornire a Devin Nunes rapporti di intelligence che mostravano come Donald Trump e il suo staff fossero stati intercettati "accidentalmente" dalle spie americane durante la transizione tra l'inizio della sua amministrazione e la fine di quella di Barack Obama. Lo scrive il New York Times facendo riferimento al deputato repubblicano della California che presiede la commissione Intelligence alla Camera, quella che teoricamente dovrebbe condurre una inchiesta indipendente sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali dello scorso 8 novembre (c'è una stessa commissione al Senato che a sua volta sta indagando). Nunes è stato travolto dalle polemiche per avere discusso di quelle intercettazioni con Trump prima ancora che con i membri della commissione stessa.

Nel mirino dei russi finiscono anche i repubblicani Rubio e Ryan

Il senatore della Florida preso di mira da hacker. Lo speaker della Camera oggetto di una campagna negativa sui social
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Mentre negli Stati Uniti procede, non senza sorprese, l'indagine del Congresso sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa, è giunta notizia che uno degli sfidanti di Donald Trump nella corsa verso la Casa Bianca è stato colpito da hacker russi. Si tratta del senatore Marco Rubio, che ne ha dato notizia ieri in una testimonianza alla commissione Intelligence del Senato. Poco prima, un esperto sul Cremlino aveva spiegato davanti alla stessa commissione che Rubio e Paul Ryan, lo speaker repubblicano alla Camera, sono stati presi di mira da una campagna russa sui social media volta a screditarli.

Trump verso la prima sconfitta legislativa nonostante le minacce?

Ultimatum del presidente ai repubblicani ribelli: o votano sì alla Camera sulla riforma sanitaria o l'Obamacare non verrà abrogata. Ryan alla Casa Bianca per dire che non ci sono i voti per l'ok. Alle 20.30 il voto finale
AP

Donald Trump riuscirà a unire il partito repubblicano nella sua prima sfida legislativa? E riuscirà a mantenere la promessa fatta in campagna elettorale, quella di abolire una "disastrosa" Obamacare? E' quello che si domandavano osservatori politici e investitori all'inizio di un giorno in cui alla Camera è atteso il voto finale sulla "Ryancare" o "Trumpcare", la proposta di riforma sanitaria pensata per abrograre e sostituire quella approvata sette anni fa dall'allora presidente Barack Obama. Paul Ryan, lo speaker alla Camera, si è recato alla Casa Bianca dopo una mattinata di negoziati inutili: i numeri non ci sono per approvare il disegno di legge.

Trump fa marcia indietro, l'Obamacare resta (per ora)

"Ryancare" ritirata, mancavano i voti per la sua approvazione. Il presidente dà la colpa ai democratici. La prossima sfida è la riforma fiscale

Donald Trump fa marcia indietro. Piuttosto che mettere al voto un disegno di legge che non sarebbe mai stato approvato, il presidente americano ha chiamato lo speaker alla Camera per dire di ritirare la riforma sanitaria pensata per abrogare e sostituire l'Obamacare. Si tratta di un'amara ammissione del fatto che né le minacce e gli ultimatum dell'inquilino della Casa Bianca né il pressing di Paul Ryan sono bastati per convincere l'ala più conservatrice del partito repubblicano ad allinearsi e promettere di votare "sì".

Muslim ban, il divieto di Trump colpirebbe soprattutto l'Iran

Il 55% dei visti relativi ai 6 Paesi colpiti dal presidente è stato concesso nel 2016 ai cittadini della Repubblica islamica. Tra i nove Paesi con più visti negati, lo scorso anno, assenti quelli scelti dal miliardario
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L'emissione di visti per i cittadini di Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen sarebbe sospesa per 90 giorni, se il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riuscisse a vincere la battaglia legale che riguarda il suo ordine esecutivo sul 'travel ban', giustificato con motivi di sicurezza nazionale. Il Paese più colpito sarebbe l'Iran, secondo i dati raccolti da MarketWatch.

Studiare in una università americana dopo la scuola superiore

Quello che bisogna sapere per scegliere e per essere ammessi in un college negli USA. Gli ostacoli da superare e gli strumenti migliori per battere la concorrenza nelle università più prestigiose
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Ivanka Trump ha deciso di formalizzare il suo ruolo alla Casa Bianca confermando di essere una "first daughter" con una visibilità certamente maggiore della first lady, Melania. La figlia maggiore del presidente americano Donald diventa ufficialmente un dipendente federale non retribuito andando a unirsi al marito Jared Kushner, consigliere del presidente e a sua volta non pagato al civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington.

Dopo il flop sulla sanità, Donald Trump e i leader del partito repubblicano si preparano alla prossima battaglia al Congresso: alla fine di aprile scadranno i finanziamenti in corso per il governo americano e senza una soluzione legislativa si rischia la paralisi parziale del governo.

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La frattura interna al partito repubblicano ha affossato, per il momento, il progetto di riforma sanitaria con cui Donald Trump intendeva superare Obamacare. E adesso rischia anche di travolgere un altro dei capisaldi del programma del nuovo presidente Usa: la modifica del codice tributario con un drastico taglio delle tasse. La culla dei nuovi malumori ha sede nel dipartimento del Tesoro: dentro l'amministrazione Usa si sta giocando un pugno di ferro tra due fazioni opposte sul ruolo del segretario Steven Mnuchin. Con la fronda dei nazionalisti guidata dallo stratega Steve Bannon e dal consigliere Stephen Miller, sul piede di guerra contro quelli che considera intrusi "liberal" nel governo di Donald Trump. Lo scrive Politico.

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