In occasione della nona Giornata internazionale di tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, è intervenuto per confermare la condanna degli Stati Uniti nei confronti del fenomeno. "Questa è una pratica radicata in molti Paesi, contro la quale dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze" ha detto il segretario di Stato. "Non può valere la scusa della tradizione culturale o dell'affare privato. Si tratta di una pura e semplice violazione di diritti umani".
"La buona notizia è che sono stati fatti progressi, attraverso l'istruzione e la tutela delle donne" ha continuato Clinton, annunciando anche la collaborazione tra il dipartimento di Stato e l'Università di Nairobi, per fondare un centro di ricerca panafricano per combattere la pratica.
Dopo il discorso di Clinton, l'ambasciatore straordinario per gli affari femminili, Melanne Verveer, è intervenuto in veste di moderatrice degli interventi di esperti e attivisti che lavorano per combattere il fenomeno, un'iniziativa che proseguirà tutto il giorno nella sede del dipartimento di Stato, a Washington.














