Dopo il Trump-show, Clinton rivuole la scena. Kaine ha debuttato, ora si guarda alla convention

Dopo avere presentato il suo "running mate" a Miami, scelta non casuale visto che è lo "swing state" per eccellenza e in passate tornate elettorali è stato l'ago della bilancia del voto, Hillary aspetta "l'incoronazione" ufficiale
AP

Dopo i giorni della convention repubblicana e del "Trump show", Hillary Clinton vuole riprendersi la scena. Vuole che si smetta di parlare del suo rivale nella corsa alla Casa Bianca, che i sondaggi tornino a dipingere un quadro per lei favorevole e che gli americani dimentichino le accuse (se non addirittura gli insulti) che le sono piovute addosso durante i quattro giorni di kermesse repubblicana a Cleveland. In breve, l'ex segretario di Stato vuole consolidare la propria posizione e convincere gli elettori che è il candidato migliore per prendere il posto di Barack Obama e diventare il primo presidente donna della storia americana.

La sua rincorsa è partita dalla scelta del senatore della Virginia Tim Kaine come vice, è proseguita con il primo evento in cui i due sono apparsi fianco a fianco, sabato alla Florida International University di Miami, ed entrerà nel vivo con la convention democratica di Philadelphia, dal 25 al 28 luglio.

Ad aprire le danze al Pennsylvania Convention Center, appunto il 25 luglio, sarà la first lady Michelle Obama, seguita da Bernie Sanders, che aveva cercato di strappare all'ex first lady la nomination, senza successo. Negli altri tre giorni saliranno sul palco politici, esponenti della società civile, del mondo dello spettacolo e della cultura. Ci saranno anche l'ex presidente Bill Clinton, che potrebbe rivestire da novembre l'inedito ruolo di "first husband" o "first gentleman" e il presidente in carica Barack Obama.

La scelta di Miami per presentare il suo "running mate" non è stata casuale: la Florida è lo "swing state" per eccellenza, uno degli stati "indecisi" che in passate tornate elettorali sono stati l'ago della bilancia del voto. Ed è uno stato in cui il voto della comunità ispanica ha un peso enorme e il fatto che Kaine parli fluentemente lo spagnolo sarà di sicuro considerato un plus. Non per nulla aprendo il suo discorso in Florida, il primo come candidato alla vicepresidenza, si è rivolto al pubblico in spagnolo, esordendo con un "Somos todos americanos", siamo tutti americani.

Clinton e Kaine sono saliti sul palco insieme e insieme hanno subito cercato di cambiare il tono del dibattito, dal linguaggio fosco e drammatico dipinto da Trump e dai repubblicani durante la convention, ad argomenti più ottimistici, seppur realistici. Clinton non ha perso un attimo e ha subito attaccato il rivale repubblicano: "Per fare progredire l'America ("move America forwar" è lo slogan del ticket Clinton-Kaine) dobbiamo essere uniti. Donald Trump pensa di essere il solo a potere fare qualcosa per il Paese, ma si sbaglia, i giorni migliori del Paese devono ancora venire", ha detto. Il magnate durante la convention aveva detto "I alone can fix America", solo io posso aggiustare l'America, ma secondo Clinton "non solo si sbaglia, ma è pericoloso". E antidemocratico: "E' come un despota e un dittatore e ha la visione autoritaria di chi dice che può risolvere tutto da solo. Questa non è democrazia", ha detto Hillary.

E proprio per dimostrare che Trump sbaglia, Hillary ha promeso "una visione completamente diversa" da quella del magnate, spiegando di "volere costruire ponti, nonn muri". Poi ha rincarato la dose: "Trump non capisce l'America. Non abbiamo un esercito composto da una sola persona, ospedali con una sola infermiera, scuole con un solo insegnate. Non può fare tutto da solo", ha detto. Scegliendo Kaine, Clinton ha messo nero su bianco che tipo di campagna elettorale porterà avanti, più focalizzata sul messaggio politico che su populismi e battute a effetto. In buona sostanza spera in questo modo di marcare una netta linea tra se stessa - presentandosi come più competente, più affidabile, in una parola più presidenziale - del suo avversario Donald Trump.

Il messaggio sarà chiaro: Hillary è azione, Trump solo parole. E anche Kaine non ha mancato di sottolinearlo: "Hillary è completamente diversa da Trump, non possiamo permettere a quell'uomo di guidare il Paese", ha detto, spiegando che l'America ha bisogno di unità. "I tempi difficili non durano per sempre, le persone forti sì", ha detto Kaine.

Se è vero che Kaine non è ben visto dall'ala liberal del partito democratico, che aveva sperato che la scelta per la vicepresidenza cadesse su Bernie Sanders, dopo l'ottimo e inatteso risultato ottenuta dal candidato socialista durante le primarie, o almeno su una personalità progressista come la senatrice Elizabeth Warren, nota per le sue battaglie contro Wall Street. Fanno discutere anche le posizioni di Kaine a favore del libero commercio e degli accordi di libero scambio con Asia ed Europa, che per i detrattori farebbero perdere posti di lavoro in America andando a favorire solo le multinazionali.

Per allontanare i dubbi Clinton e Kaine punteranno probabilmente sul "curriculum" del senatore, ricordando che durante gli anni in cui è stato governatore della Virginia (dal 2006 al 2010, in piena recessione), l'economia dello Stato non solo ha retto il colpo della crisi, ma ha fatto anche meglio della performance nazionale, messa in ginocchio dalla tempesta perfetta che ha colpito gli Stati Uniti e la congiuntura globale. Il Pil della Virginia è cresciuto dello 0,1% nel 2008, mentre il dato nazionale ha segnato un -0,3%, e dello 0,5% nel 2009, quando l'economia americana si è contratta del 2,8%.