Colorado, bastano un modulo online e 152,50 dollari per un porto d'armi

Nonostante la strage di Columbine, poche le restrizioni

La sparatoria avvenuta in un cinema di Aurora, a circa mezz'ora di macchina dalla Columbine High School, luogo di un famoso e altrettanto insensato massacro - raccontato in un celebre film di Gus Van Sant e spunto per una più ampia riflessione in un documentario di Michael Moore - ha naturalmente avuto risalto in tutto il Colorado, riaprendo il dibattito sul possesso di armi da fuoco. Il Colorado - racconta il New York Times - ha una storia di ampio sostegno al diritto sancito dal secondo emendamento della Costituzione. Ma dalla tragedia alla Columbine, nel 1999, lo Stato ha imposto delle restrizioni. A quanto pare insufficienti. 

Le leggi del Colorado vietano l'acquisto di armi da fuoco a chi abbia precedenti penali o una storia di disturbi mentali: James Holmes non rientrava in nessuna di queste categorie. Per questo, ha potuto acquistare legalmente tutte le armi usate: era in possesso di due pistole Glock calibro 40, un fucile a pompa Remington 870 e un fucile semiautomatico Smith & Wesson modello AR-15. Holmes aveva inoltre migliaia di pallottole, acquistate su internet.
Nonostante i cambiamenti avvenuti negli ultimi 13 anni, le leggi del Colorado ancora proibiscono alle autorità locali di limitare il possesso di armi in molti modi. Inoltre, le influenti lobby delle armi hanno combattuto con successo contro ogni tentativo di limitarne l'uso, bloccando per esempio la norma che avrebbe vietato di portare un'arma all'interno dell'Università del Colorado. Nel 'Mountain State', le persone possono portare armi da fuoco in macchina, anche cariche; la licenza di porto d'armi è facilmente ottenibile, perché il Colorado è uno dei 38 'shall issue States', cioè uno degli Stati in cui il richiedente (se rispetta tutti i requisiti richiesti) non può vedersi rifiutata la domanda: in pratica, basta riempire un modulo online e pagare 152,50 dollari. Altri Stati, invece, hanno una legge più restrittiva ('may issue') che permette agli sceriffi o al dipartimento di pubblica sicurezza di negare il permesso.

Il problema è la facilità con cui si possono acquistare e detenere armi negli Stati Uniti, ha ricordato il Brady Campaign to Prevent Gun Violence, organizzazione non-profit che spera - come altre associazioni - di riaccendere il dibattito a livello nazionale. Ma in molti, come il professor David Kopel (Università di Denver) sono scettici: nemmeno l'attentato all'allora deputata Gabrielle Giffords, lo scorso anno, e l'omicidio pochi mesi fa dell'adolescente di colore, Trayvon Martin, sono riusciti nell'intento. 

Per Eugene Volokh, esperto di diritto costituzionale all'Università della California, l'unica soluzione possibile sarebbe quella di "vietare totalmente le armi, perché é difficile impedire a qualcuno di commettere un crimine, se davvero intenzionato a farlo. Non sarà una legge a fermarlo". La discussione rischia di andare avanti all'infinito, con l'America pronta a indignarsi e a piangere. Per poi fare finta di nulla, fino alla prossima strage.

Altri Servizi

In Nevada sono già rimasti senza marijuana legale

La cannabis è in vendita dal primo luglio a scopo ricreativo, ma la domanda supera la produzione
AP

L’aumento della domanda di cannabis in Nevada, diventata legale nello stato a novembre grazie al referendum ma in vendita solo dal primo luglio, ha svuotato gli scaffali dei dispensari e costretto i politici locali ad agire d’urgenza. Il governatore repubblicano dello stato, Brian Sandoval, ha attivato misure d’emergenza la scorsa settimana per aumentare la quantità di prodotto nello stato. Tra mercoledì e giovedì, i legislatori hanno annunciato che avrebbero concesso nuove licenze per la distribuzione della cannabis.

Black Lives Matter compie 4 anni e cambia volto con Trump

Dall'hashtag alle proteste di strada. Il movimento denuncia le violenze verso gli afroamericani
Ap

Quattro anni fa nasceva Black Lives Matter, movimento di protesta con lo scopo di accrescere la consapevolezza sulle discriminazioni razziali nei confronti della minoranza afroamericana negli Stati Uniti. “Il movimento iniziò come un desiderio politico degli afroamericani” si legge sul sito dell’organizzazione. “Negli anni a venire siamo riusciti a combattere insieme, e immaginare e creare un mondo libero dalle discriminazioni razziali, dove ogni afroamericano ha il potere economico, sociale e politico di crescere in salute”.

Un italiano alla guida di Tiffany, Alessandro Bogliolo nuovo Ceo

Ex numero uno di Diesel, 52 anni e una lunga esperienza nel settore del lusso (ha lavorato 16 anni per Bulgari, con vari incarichi, compreso quello di direttore operativo), entrerà anche nel consiglio di amministrazione.

Cambio al vertice di Tiffany & Co, dopo l'uscita di Frederic Cumenal. Il colosso americano dei gioielli di lusso ha scelto l'italiano Alessandro Bogliolo, ex numero uno di Diesel, come nuovo amministratore delegato, incarico che rivestirà dal prossimo 2 ottobre. Come si legge in una nota, Bogliolo, 52 anni e una lunga esperienza nel settore del lusso (ha lavorato 16 anni per Bulgari, con vari incarichi, compreso quello di direttore operativo), entrerà anche nel consiglio di amministrazione.

Trumpcare, i repubblicani a un voto da un altro fallimento

Il nuovo testo per riformare la sanità, presentato dai senatori, potrebbe essere bocciato prima della discussione in Aula. Il presidente e i leader del partito spingono per l'approvazione
Ap

I repubblicani statunitensi sono a un passo, anzi a un voto, dall'ennesimo fallimento sulla riforma sanitaria che dovrebbe sostituire l'Obamacare. Un altro 'no' di un senatore del Grand Old Party impedirebbe al nuovo testo presentato ieri di arrivare alla discussione in Aula.

Russiagate: fu Obama a far entrare l'avvocata russa negli Usa

La donna incontrò Donald Trump Jr., che voleva informazioni compromettenti su Clinton

Fu l'amministrazione Obama a garantire l'accesso negli Stati Uniti, senza visto, all'avvocata russa Natalia Veselnitskaya, che nel giugno del 2016 incontrò a New York il figlio dell'attuale presidente, Donald Trump Jr., che si aspettava di ricevere notizie compromettenti su Hillary Clinton. A rivelarlo è The Hill, secondo cui la segretaria alla Giustizia, Loretta Lynch, permise all'avvocata di entrare negli Stati Uniti "in circostanze straordinarie" dopo che la sua richiesta per un visto era stata bocciata.

OpenGov, startup collegata a Kushner, ha contatti con la Casa Bianca

Il mese scorso, durante un meeting con alcune delle più importanti aziende tecnologiche degli Stati Uniti, l'amministratore delegato Zachary Bookman si è seduto al tavolo accanto a giganti del settore come Apple, Amazon e Microsoft.
AP

La startup OpenGov, legata alla famiglia Kushner, ha avuto accesso a una riunione alla Casa Bianca. Il mese scorso, durante un meeting con alcune delle più importanti aziende tecnologiche degli Stati Uniti, il suo amministratore delegato Zachary Bookman si è seduto al tavolo accanto a giganti del settore come Apple, Amazon e Microsoft.

Wall Street guarda alle trimestrali Usa

Attesi i risultati di JpMorgan, Citigroup e Wells Fargo
AP

Si infittisce la trama del Russiagate: lobbista russo all'incontro tra Donald Jr e legale Mosca

Rinat Akhmetshin è un cittadino russo naturalizzato statunitense che all'epoca stava facendo lobbying contro il Magnitsky Act, le sanzioni imposte dagli Usa alla Russia per combattere le violazioni dei diritti umani nel Paese.
AP

Un lobbista russo-americano, veterano dell'esercito sovietico, avrebbe partecipato all'incontro del giugno 2016 tra Donald Trump Jr., figlio maggiore del presidente degli Stati Uniti, e l'avvocatessa Natalia Veselnitskaya, organizzato da quest'ultima con la promessa di fornire a Trump Jr. materiale compromettente su Hillary Clinton.

Rinat Akhmetshin, questo il suo nome, è un cittadino russo naturalizzato statunitense che all'epoca stava facendo lobbying contro il Magnitsky Act, le sanzioni imposte dagli Usa alla Russia per combattere le violazioni dei diritti umani nel Paese.
Sentito dal Washington Post, Akhmetshin ha dichiarato di aver partecipato all'incontro insieme a diverse altre persone.

JPMorgan batte le stime nel secondo trimestre, bene investment e commercial banking

Soddisfazione da parte dell'amministratore delegato Jamie Dimon: "Abbiamo continuato a registrare risultati molto solidi, in un contesto economico globale stabile o in miglioramento".
AP

Secondo trimestre sopra le stime per JPMorgan Chase, prima delle grandi banche americane a pubblicare i conti, anticipando di un'ora circa Citigroup e Wells Fargo. A fare da traino le attività di commercial e investment banking.

I quotidiani americani chiedono al Congresso protezione contro Google e Facebook

La News Media Alliance (NMA) - che rappresenta più di 2.000 quotidiani - vuole chiedere a Capitol Hill di fermare il duopolio nella pubblicità digitale dei due colossi. Controllano il 60% del mercato americano

La News Media Alliance (NMA) - una associazione che rappresenta più di 2.000 quotidiani negli Stati Uniti, tra cui il New York Times e il Washington Post - sta chiedendo al Congresso una concessione alla legge antitrust per poter proteggere i giornali americani da Google e Facebook. Lo scrive il quotidiano online Axios. Il gruppo sostiene che le leggi che impediscono ai media di lavorare insieme per contrattare accordi pubblicitari migliori con le piattaforme internet favoriscano i due colossi, che continuano a controllare il mercato della pubblicità digitale e l'economia dell'informazione.