Columbine, 20 anni fa la strage del liceo di Littleton

Gli Stati Uniti ricordano le vittime mentre i Dem chiedono leggi per il controllo sulle armi

Sono passati 20 anni dalla strage di Columbine, ancora oggi ricordata come uno dei più sanguinosi massacri mai avvenuti in una scuola degli Stati Uniti. Era infatti il 20 aprile 1999 quando Eric Harris, 18 anni, e Dylan Klebold, 17 anni, entrarono nel loro liceo di Littleton - piccolo sobborgo di Denver, in Colorado - armati di pistole, fucili e bombe artigianali, e aprirono il fuoco contro i loro compagni e professori. In 23 minuti uccisero 12 studenti e un insegnante ferendo 24 persone. Poi si tolsero la vita.

La polizia entrò nella scuola solo due ore dopo aver sentito gli ultimi spari, quelli con cui Klebold e Harris si uccisero. Un comportamento, quello dei poliziotti, che aprì negli Stati Uniti un lungo e articolato dibattito al termine del quale vennero riformate le procedure di intervento delle forze dell’ordine in casi simili. Per tale ragione venne finanziato dal governo federale l’Advanced Law Enforcement Rapid Response Training (Alerrt), un programma di addestramento speciale finalizzato a velocizzare la rapidità di intervento della polizia in sparatorie di massa come quella di Columbine.

Grazie all’Alerrt oggi le squadre speciali possono entrare in azione immediatamente, anche se sono presenti all’interno degli ostaggi, senza attendere di delimitare l’area di azione e intavolare una trattativa con i sequestratori. Anzi, è concesso loro di sparare agli assalitori in totale autonomia.

Cè però un altro tema di discussione, ben più ampio, che quella terribile strage si porta dietro: l'uso e il controllo delle armi negli Stati Uniti. Su questo delicato argomento il regista Michael Moore ha realizzato nel 2002 un documentario intitolato Bowling for Columbine, che ha vinto l’Oscar e rilanciato a livello internazionale il dibattito.

Oggi, 20 anni dopo quell’eccidio, i democratici mantengono ancora aperta la discussione e provano a rilanciare l'importanza di emanare nuove norme per il controllo sulle armi, come sottolinea un lungo articolo di The Hill. Quest’anno la nuova maggioranza democratica alla Camera ha già approvato due leggi sul controllo delle armi che estendono il periodo necessario per i controlli su chi le acquista da tre a dieci giorni. Un cambiamento voluto per dare più tempo all'Fbi per verificare se gli acquirenti hanno precedenti penali o soffrono di disturbi mentali.

"Abbiamo finalmente raggiunto un momento in cui è cambiato il dibattito e le persone della mia comunità vogliono leggi di senso comune per prevenire la violenza delle armi", ha dichiarato al giornale di Washington Jason Crow, eletto deputato quest’anno proprio a Littleton. "Certamente abbiamo raggiunto un punto di non ritorno dopo tutte queste tragedie", ha aggiunto il deputato democratico facendo riferimento alla lunga lista delle stragi nelle scuole americane che si sono susseguite a Columbine. Come sottolinea ancora TheHill, a tenere acceso il dibattito ci stanno pensando soprattutto i candidati dem alla presidenza per il 2020 che hanno messo la questione al centro dei loro programmi elettorali.

Tornando all’anniversario della strage di Columbine, è lo stesso Crow a sottolineare come nel suo distretto elettorale la gente "non ha ancora superato il trauma" di quella tragedia e che "non c'è la possibilità di superarlo" per le famiglie delle vittime. Proprio questa è la ragione per cui il deputato, che a novembre ha battuto il repubblicano Mike Coffman, ha spiegato di aver incentrato la sua campagna elettorale sul controllo delle armi: "L’ho fatto perché lo chiedeva la comunità”.

E se da un lato a Washington continuano le discussioni, dall’altro in tutti gli Stati Uniti sono state organizzate manifestazioni per chiedere controlli più severi sulle armi. Il piccolo sobborgo di Denver si trova invece, ancora una volta, a fare i conti con il dolore di quella tragedia e con le immagini di quella strage che, 20 anni dopo, rimane ancora una ferita aperta.

Altri Servizi

Wall Street, timori per la crescita cinese

L'economia di Pechino cresciuta del 6,2% nel secondo trimestre rispetto a un anno prima, il passo più lento in almeno 27 anni
AP


Migranti, Corte costituzionale del Guatemala blocca il possibile accordo con gli Usa

Washington vuole lasciare ai centroamericani i richiedenti asilo provenienti da El Salvador e Honduras
AP

La Corte costituzionale del Guatemala ha emesso un'ordinanza per impedire al presidente Jimmy Morales di firmare un controverso accordo sull'immigrazione con il presidente statunitense Donald Trump. L'accordo, se firmato, costringerebbe i migranti provenienti da El Salvador e Honduras a chiedere asilo in Guatemala, invece che negli Stati Uniti, il Paese dove vorrebbero dirigersi.

Blackout a New York, città al buio per tre ore

Colpita una parte di Manhattan, oltre 70 mila senza corrente elettrica. Traffico impazzito e diversi problemi ma nessun danno né feriti
Ap

Caos a New York per un blackout che sabato sera ha paralizzato una parte della città per almeno tre ore. Il problema, dovuto a un guasto alla rete elettrica, ha lasciato al buio oltre 70mila persone secondo quanto dichiarato da Con Edison, la società che gestisce i servizi di gas ed elettricità della città. La zona maggiormente colpita è stata quella del West Side, la parte di Manhattan a ovest di Central Park, dove il blackout è iniziato attorno alle sette di sabato sera.

Trump attacca le deputate progressiste: "Tornino nei Paesi corrotti da dove sono venute"

Nel mirino Ocasio-Cortez, le musulmane Ilhan Omar e Rashida Tlaib e l'afroamericana Ayanna Pressley

In un weekend particolarmente teso negli Stati Uniti, dopo il via libera di Donald Trump ai raid contro i migranti irregolari, il presidente americano si è scagliato contro un gruppo di parlamentari progressiste appartenenti ad alcune minoranze etniche sempre più influenti all'interno del Partito Democratico.

Usa-Iran, Trump uscì dall'accordo nucleare per "fare un dispetto a Obama"

Il Mail on Sunday ha pubblicato nuove rivelazioni dai messaggi dell'ex ambasciatore britannico a Washington Kim Darroch
AP

Continua a fuga di notizie che ha causato le dimissioni dell'ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Kim Darroch. Il The Mail on Sunday ha pubblicato nuovi messaggi relativi a un memo scritto dall’ambasciatore di Londra nel quale si dice che il presidente Donald Trump decise di uscire dall'accordo sul nucleare iraniano, nel maggio del 2018, "per fare un dispetto" al suo predecessore, Barack Obama, che lo aveva firmato nel 2015.

Scontro Usa-Francia sulla web tax: Trump minaccia dazi

La misura colpisce 30 aziende tra cui le americane Alphabet, Apple Amazon e Facebook ma anche gruppi cinesi, tedeschi, spagnoli e britannici
Ap

Gli Stati Uniti hanno aperto un'inchiesta sulla web tax approvata oggi dal Senato francese, che ha ignorato l'avvertimento arrivato ieri da Washington. Nel mirino c'è l'imposta pari al 3% per le aziende digitali con un fatturato globale di oltre 750 milioni di euro e uno di 25 milioni generato in Francia.

Caso Epstein: si dimette Acosta, segretario al Lavoro Usa

Lo ha annunciato il presidente Trump, che aveva sempre difeso il suo ministro

Il segretario al Lavoro statunitense, Alexander Acosta, si è dimesso. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump, lasciando questa mattina la Casa Bianca, sottolineando che è stata una decisione di Acosta, che gli ha telefonato per annunciargli la sua decisione. "È un brav'uomo e ci mancherà" ha detto Trump. Le dimissioni sono il frutto delle polemiche sul rinvio a giudizio per sfruttamento sessuale di minorenni del miliardario Jeffrey Epstein, che un decennio fa aveva ottenuto un patteggiamento molto favorevole per le stesse accuse grazie ad Acosta, allora procuratore federale.

Dopo il governatore della Federal Reserve, anche il segretario americano al Tesoro fa pressione sul Congresso affinché alzi il tetto al debito per evitare che gli Stati Uniti si ritrovino da inizio settembre senza i fondi per finanziare le loro spese e onorare i propri impegni con i creditori.

Netflix perde "Friends", la celebre serie TV passa sul nuovo servizio Hbo Max

L'annuncio di WarnerMedia. Accordo quinquennale a partire dal 2020

Dopo "The Office", Netflix perde i diritti a trasmettere un'altra celebre serie Tv americana: "Friends". WarnerMedia (l'ex Time Warner rilevata da AT&T in una transazione da oltre 80 miliardi di dollari) ha comunicato che le avventure di Jennifer Aniston nei panni di Rachel Green e quelle degli altri cinque suoi amici verranno trasmesse su un nuovo servizio in streaming che verrà lanciato la prossima primavera e che si chiamerà HBO Max.