Come aprire una filiale italiana negli Stati Uniti

Una nuova rubrica per parlare delle opportunità per gli imprenditori italiani di investire in America

I rapporti commerciali ed economici sono un pilastro fondamentale nelle relazioni tra Stati Uniti e Italia. In questa nuova rubrica, How to do Business in the US, ci occuperemo di descrivere le varie fasi di apertura di una filiale italiana in territorio americano e parleremo delle enormi opportunità che gli imprenditori italiani possono cogliere decidendo di investire negli Stati Uniti d’America.

In questo primo articolo descriveremo brevemente ciò che rappresenta, da un punto di vista macroeconomico, l’export italiano negli Stati Uniti, in modo da delineare l’ambiente nel quale un’azienda italiana interessata al mercato americano verrebbe a trovarsi aprendo un’attività negli USA.

Come descritto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, le esportazioni italiane negli USA sono principalmente concentrate nei settori dei macchinari, dei mezzi di trasporto, dei prodotti del sistema moda/persona e dell’agroalimentare. Per quanto riguarda la domanda italiana di prodotti statunitensi sono invece prevalenti i prodotti energetici (carbone e raffinati di petrolio), i prodotti farmaceutici e chimici di base e gli aeromobili.

I settori del retail (tessile/abbigliamento), della meccanica strumentale, dell’industria automobilistica, della logistica e dell’aerospazio sono quelli in cui si concentrano maggiormente gli investimenti italiani negli USA.

I settori dell’industria manifatturiera e dei servizi, in particolare bancari, finanziari e assicurativi, sono invece quelli in cui prevalgono gli investimenti statunitensi in Italia.

L’Italia, come risulta dal rapporto Invest In Italy 2016 finalizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, è uno dei 5 paesi al mondo in cui il valore dell’export dei prodotti manifatturieri supera quello dell’import.

Nell’ultimo decennio, le nostre aziende hanno puntato molto su innovazione e modernizzazione, rendendo l’Italia una dei campioni europei nel commercio estero. Il totale dell’export supera i 500 miliardi di euro e l’export di beni nel 2015 ha superato i 400 miliardi. Grazie alla capacità delle aziende manifatturiere italiane di cogliere opportunità nell’ambito del commercio mondiale, l’Italia è riuscita a mantenere il 75% della quota dell’export verso il mercato mondiale che aveva prima dell’entrata dei paesi con produzione a basso costo, seconda solo alla Germania, con risultati migliori di USA (70%), UK (60%) e Giappone (48%). Nel 2015 l’Italia risultava la maggior esportatrice mondiale in più di 1000 prodotti. Si è anche classificata prima in 3 settori e seconda in 5 settori su 14 in totale, risultando come seconda miglior performer dopo la Germania. Gli Stati Uniti sono al terzo posto nella classifica dei partner commerciali dell’Italia (per valore).

Secondo i dati ISTAT nell’ultimo trimestre 2017 la dinamica delle esportazioni verso paesi extra UE risulta ampiamente positiva con un aumento del 4,9%. In particolare l’aumento delle vendite di energia sui mercati extra Ue è molto marcato (+35.1%). A febbraio 2017 le esportazioni sono in aumento su base annua del 3,6%; la crescita è ascrivibile per oltre la metà all’energia (+74.8%) e in misura minore ai beni di consumo non durevoli (+6.1%) e ai beni strumentali (+0.9%). In particolare, nel mese di febbraio rispetto allo stesso mese del 2016, le vendite di beni verso gli Stati Uniti hanno subito un incremento del 3.7%.

Un dato rilevante è che la crescita del made in Italy su base annua è del 16.6%, con un aumento tendenziale in tutti i principali mercati extra-Ue; negli Stati Uniti si registra addirittura una crescita del +35.8%. Il 2017 inizia con una crescita delle vendite del made in Italy del 13.3% che vale in termini assoluti 3.7 miliardi di euro in vendite aggiuntive. L’ISTAT precisa che sul dato di gennaio 2017 (circa l’aumento del 19.7% delle vendite del made in Italy fuori dall’Europa) influiscono eventi straordinari ma resta il fatto che, rispetto allo stesso mese del 2016, rimane un ottimo risultato.

Il made in Italy si conferma dunque come opportunità di valore aggiunto per le aziende italiane nell’ambito dell’export mondiale: esso è infatti particolarmente apprezzato all’estero.

Secondo uno studio realizzato da KPMG Italia, il made in Italy è il terzo marchio più conosciuto al mondo dopo Coca-Cola e Visa. La ricerca online di “made in Italy” è cresciuta, dal 2006 al 2010, del 153%. La produzione italiana e il suo modello di commercio sono tradizionalmente basati su un numero ben conosciuto di settori. Non solo l’Italia eccelle nelle “three F’s” quindi Food, Fashion e Furniture ma anche nel prodotti high-tech.

Secondo gli ultimi dati dell’International Trade Center, l’Italia si classifica prima al mondo nel settore tessile, dei prodotti in pelle e nel settore vestiario; seconda nei macchinari non elettronici, i prodotti manifatturieri di base (che includono prodotti metallici, cemento e vetro) e altri manifatturieri (che includono gioielli e prodotti ottici).

Secondo “Doing Business 2017”, un rapporto annuale del World Bank Group, gli Stati Uniti contano una popolazione di 321,418,820 di individui con un GNI per capita di (US$) 54,960.

Come si evince dal Rapporto Italiani nel Mondo 2016 redatto dalla Fondazione Migrantes: “Al 1 gennaio 2016 gli iscritti all’AIRE sono 4.811.163, il 7,9% dei 60.665.551 residenti in Italia secondo il Bilancio demografico nazionale dell’Istat aggiornato a giugno 2016. La differenza, rispetto al 2014, è di 174.516 unità. La variazione – nell’ultimo anno del 3,7% – sottolinea il trend in continuo incremento del fenomeno non solo nell’arco di tempo esaminato, ma anche nell’intervallo da un anno all’altro”. In particolare, si contano nell’America settentrionale 386.399 italiani.

Secondo il censimento ufficiale dello United States Census Bureau del 2010, circa 17.250.000 di persone residenti negli Stati Uniti hanno dichiarato di avere ascendenze italiane, rappresentando cos" il sesto gruppo etnico della nazione. Di queste, gli iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), stando all'ultima rilevazione alla fine dell'anno 2012, sono oltre 200 mila, per l'esattezza 223.429.

Per quanto riguarda il cosiddetto business environment, gli USA si posizionano cinquantunesimi nella classifica dei migliori stati in cui iniziare un’attività, ottavi per la facilità nell’aprirne una e secondi per la reperibilità di credito. Negli Stati Uniti, in media, aprire una nuova attività richiede 6 procedure, 5.6 giorni e costa l’1.1% del reddito pro capite.

La registrazione formale delle compagnie ha molteplici ed immediati benefici sia per le medesime che per i proprietari e i dipendenti. Le compagnie registrate formalmente hanno accesso a servizi e istituzioni e i loro dipendenti possono beneficiare delle protezioni fornite dalla legge. Ulteriori benefici derivano, per esempio, dalla struttura di una Limited Liability Company; in cui è limitata la responsabilità finanziaria dei proprietari e dunque tutelato il loro patrimonio privato. Ne discuteremo più avanti in gran dettaglio.

Secondo i dati raccolti da Select USA, gli Stati Uniti offrono il più grande mercato di consumo al mondo con un GDP di 18 trilioni di dollari. Il governo federale degli Stati Uniti offre una varietà di servizi e programmi per le compagnie che operano negli Stati Uniti, da un generale sviluppo della forza lavoro a sussidi all’efficienza energetica e incentivi vari. I governi statali, territoriali e locali sono spesso la fonte primaria di assistenza specifica per aiutare gli investitori a ottenere nuovi decolli o espandere operazioni già esistenti.

Secondo i dati dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS), la presentazione del budget annuale da parte del Presidente degli Stati Uniti contiene sempre una sezione dedicata a ricerca e sviluppo (Research & Development, R&D). Nel 2016, il budget prevedeva per questa voce una spesa di $145.2 miliardi. In dollari nominali, questo dato rappresenta un incremento del 6.4% rispetto al FY 2015. Il budget relativo al FY 2016 prevedeva $2.4 miliardi solo per l’R&D relativo al settore manifatturiero avanzato, inclusi 1.9$ milioni di proposta obbligatoria per il National Network of Manufacturing Innovation. L’amministrazione si era dimostrata anche interessata ad attività R&D nel settore dei trasporti.

Gli Stati Uniti, secondo Doing Business in the United States 2010 redatto da UHY, una società di consulenza a livello internazionale, continuano a essere i più grandi ricettori di FDI nel mondo. Tra le ragioni principali che spingono le compagnie estere a investire negli USA compaiono:

  • Forza e grandezza del mercato
  • Qualità delle strade, delle telecomunicazioni e delle infrastrutture
  • Protezione legale per beni con copyright
  • Clima regolatorio pro-business
  • Forza lavoro altamente qualificata

Le compagnie straniere investono negli US per essere più vicine ai clienti americani, vendere più prodotti e incrementare la loro competitività globale.

In questo scenario l’imprenditore italiano ha tutto l’interesse di aprire un’attività commerciale in un paese ricco di potenziali clienti e opportunità di espansione del proprio business. Ovviamente, ci sono dei passi ben definiti da compiere per entrare correttamente negli USA e beneficiare al massimo delle opportunità che offre il mercato americano.

Come anche indicato dall’US Small Business Administration, è necessario (con qualche margine di flessibilità) fare tutto ciò che segue:

  1. Scrivere un business plan;
  2. Scegliere i propri consulenti strategici, commerciali e fiscali
  3. Scegliere una posizione geografica per l’attività;
  4. Finanziare il proprio business;
  5. Determinare la struttura legale del business;
  6. Scegliere i visti di immigrazione
  7. Registrare un nome legale per l’attività;
  8. Registrarsi per le Tasse statali e locali;
  9. Ottenere licenze e permessi;
  10. Comprendere le responsabilità degli impiegati;

Questa lista non è certo definitiva, anzi rappresenta solo un punto di partenza. A ciò si aggiungono tutta una serie di considerazioni di carattere fiscale, legale ed economico. Nei miei prossimi articoli, cercherò di analizzare più in dettaglio, anche con esempi pratici, ciò che una società PMI italiana deve affrontare per fare business negli USA, soprattutto sotto il profilo fiscale e finanziario.

Altri Servizi

Wall Street preoccupata dallo stallo in Germania

I tedeschi potrebbero dover tornare al voto, vista l'impossibilità di formare un governo
AP

Hillary Clinton: "Trump è ossessionato da me"

L’ex candidata democratica ha parlato da Little Rock, in Arkansas, dove ha festeggiato il 25esimo anniversario della vittoria presidenziale del marito Bill
Ap

A poco più di un anno dalle elezioni americane che hanno segnato il trionfo di Donald Trump, lo scontro tra lui e Hillary Clinton sembra non essersi ancora placato. L’ultima frecciata arriva dall’ex candidata democratica secondo cui il presidente americano è ossessionato da lei. L’ex segretario di Stato ha parlato durante un forum a Little Rock, in Arkansas, dove è andata a celebrare il 25esimo anniversario della vittoria presidenziale del marito e i 13 anni di vita del centro a lui intitolato.

Il Mondiale delle escluse, l'idea che arriva dagli Usa

Molte nazionali di rilievo non andranno in Russia. Perché, allora, non organizzare un torneo tra loro, sull'esempio del basket universitario statunitense?
Ap

L'idea nasce negli Stati Uniti, dove il precedente - nel basket - esiste già: perché non organizzare un Mondiale di calcio con le nazionali escluse? A proporlo è il giornalista statunitense Andrew Joseph su Usa Today, ma l'idea era già da ore in circolo sui social network. Italia, Stati Uniti, Paesi Bassi e Cile sono solo alcune delle grandi escluse dal Mondiale del prossimo anno in Russia, che hanno fatto sprofondare nella tristezza i fan e provocato danni enormi anche a chi aveva investito sulla loro qualificazione, come le televisioni. Perché, allora, non organizzare un Mondiale a inviti, come succede per il basket universitario negli Stati Uniti con il Nit? Nit sta per National Invitational Tournament, sarcasticamente ribattezzato 'Not in Tournament', corrispondente peraltro alla verità: nata prima del campionato Ncaa, è poi diventata la competizione di consolazione per le squadre escluse dal grande torneo.

Trump vuole nuove misure per difendere Usa da Nordcorea

Il presidente americano ha suggerito al Congresso di approvare lo stanziamento di 4 miliardi di dollari: serviranno per costruire sistemi informatici in grado di fermare le testate di Pyongyang prima che escano dai confini dello Stato.
AP

Nonostante gli Stati Uniti abbiano un sistema di difesa sicuro e costato più di 100 miliardi di dollari, l'amministrazione Trump si prepara ad aumentare le precauzioni per difendersi dagli attacchi missilistici della Corea del Nord.

L'amministrazione Trump conferma: riforma fiscale entro Natale

Resta da vedere se la promessa del presidente Usa verrà mantenuta. La Camera ha approvato la bozza ma l'iter al Senato sembra più complicato. Mnuchin: siamo fiduciosi

L'amministrazione Trump continua a essere convinta che una riforma fiscale verrà sottoscritta dal presidente in carica entro Natale. Per Donald Trump sarebbe la prima vittoria legislativa da quando mise piede alla Casa Bianca il 20 gennaio 2016. A confermare la tempistica promessa dal governo è il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin.

Steven Mnuchin: "Non pensavo che quelle foto diventassero virali"

Il segretario al Tesoro americano ha commentato gli scatti che lo ritraggono con la moglie mentre tiene in mano le nuove banconote da un dollaro
Ap

Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha affermato di non aver realizzato che la foto di lui e sua moglie, l’attrice Louise Linton, con in mano un foglio di banconote da un dollaro appena stampato sarebbe diventata pubblica, né tanto meno virale. Ad immortalare la coppia è stata la fotografa di Ap, Jacquelyn Martin, che ha scattato la foto nel Bureau of Engraving and Printing, l’agenzia governativa incaricata di stampare ed emettere le banconote sul mercato.

Charles Manson è morto. Che ne è stato della sua Family?

Atkins è deceduta in carcere; sempre detenuti Krenwinkel, Van Houten e Watson. Kasabian, come supertestimone, ottenne l'immunità

Nel corso di due notti dell'agosto 1969, i seguaci di Charles Manson, morto il 19 novembre a 83 anni, uccisero con feroce violenza sette persone. La loro vittima più famosa fu l'attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski, uccisa in casa insieme a quattro ospiti; la notte seguente, la gang uccise un ricco imprenditore, Leno LaBianca, e sua moglie Rosemary.

L'ex segretario al Tesoro Jacob Lew torna alla finanza

Lavorò nell'amministrazione Obama. Diventa partner della società di private equity Lindsay Goldberg. Avrà un ruolo attivo. Mossa simile a quella del suo precessore Timothy Geithner
United States Government Work

Jack Lew è diventato l'ultimo esempio di chi ha ricoperto incarichi di alto livello dentro il governo Usa e che ha poi deciso di darsi al settore privato. L'ex segretario al Tesoro durante il secondo mandato del presidente americano Barack Obama ha deciso di unirsi alla squadra della società di private equity Lindsay Goldberg nei panni di partner. Lo ha annunciato il gruppo con sede a New York con circa 130 dipendenti e che vanta capitali per 15 miliardi di dollari.

Trump e Putin cercano intesa sulla Siria, ma le difficoltà sono molte

L'intesa, ancora alle fasi iniziali, traballa già dopo uno scontro alle Nazioni Unite. Questo getta acqua sul fuoco dell'ottimismo e solleva dubbi in vista delle riunioni internazionali sulla spinosa questione.
AP

Il presidente americano Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin sono al lavoro su un accordo sulla Siria, ma la strada appare in salita. L'intesa, ancora alle fasi iniziali, traballa già dopo uno scontro alle Nazioni Unite. Come spiega l'Afp in un'analisi, questo getta acqua sul fuoco dell'ottimismo e solleva dubbi in vista delle riunioni internazionali sulla spinosa questione.

Trump pagherà di tasca propria spese legali Russiagate. Studia modo per aiutare staff Casa Bianca

Tecnicamente non c'è una legge che vieta al presidente di fare doni al proprio staff, ma nel caso specifico c'è il dubbio che il contributo del presidente finirebbe per influenzare la testimonianza delle persone che lo hanno ricevuto.
AP

Donald Trump pagherà di tasca propria i conti legali collegati all'indagine sul Russiagate, senza usare i fondi della sua campagna elettorale e senza chiedere l'intervento della Republican National Committee. Il presidente americano sta anche studiando un piano per usare fondi personali per aiutare il personale della Casa Bianca, attuale e passato, a coprire le spese legali.