Come funziona la riforma delle prigioni che Trump promette di approvare?

Migliorerà le condizioni dei detenuti, dovrebbe liberare 4.000 carcerati federali, ma per il Senato non risolve il problema, visto che non diminuisce le pene per i reati minori

Venerdì Donald Trump ha promesso di firmare una legge bipartisan sulla riforma delle prigioni che il Congresso sta ancora valutando e che che potrebbe liberare migliaia di prigionieri.

"La mia amministrazione sostiene fermamente questi sforzi e invito la Camera e il Senato a riunirsi ... a lavorare sulle loro differenze [e] a portare il documento sulla mia scrivania. Lo firmerò",  ha detto Trump durante un evento sulla riforma carceraria organizzato dalla Casa Bianca.

Trump ha definito la riforma carceraria un tema "che unisce le persone di tutto lo spettro politico", ringraziando il commentatore progressista Van Jones e suo genero e consigliere Jared Kushner per essersi impegnati a favore della riforma.

Il pacchetto - che dovrebbe rilasciare immediatamente 4.000 prigionieri federali secondo alcuni sostenitori - la settimana scorsa è stato approvato dalla commissione giudiziaria della Camera ed è probabile che abbia l'ok dell'assemblea all'inizio della prossima settimana.

Il disegno di legge darebbe la possibilità anche a migliaia di detenuti anziani e malati di tornare a casa e allo stesso tempo dovrebbe stanziare milioni di dollari in programmi di reinserimento. Tra i temi fondamentali c'è anche il divieto di far partorire le detenute in carcere.

Ma,  anche se dovesse passare per la Camera, il disegno di legge deve affrontare il Senato: è molto probabile che trovi degli oppositori, visto che alcuni senatori credono che la legge non sia abbastanza chiara e non vada abbastanza a fondo per risolvere il problema.

Infatti la legge allo studio riguarda solo le persone che sono già incarcerate e non prevede un alleggerimento delle pene per i reati minori, come quelli legati allo spaccio di droga.

Altri Servizi

Dazi, la Cina cancella la ripresa dei negoziati commerciali con gli Usa

Washington e Pechino continuano a fronteggiarsi a colpi di imposte, ma la Cina "ha finito i proiettili". Colpire le aziende statunitensi nel Paese sarebbe un rischio troppo grande per la Repubblica popolare, che tiene aperta la porta a futuri colloqui
Ap

La Cina ha cancellato l'appuntamento per la ripresa dei colloqui commerciali con gli Stati Uniti, in programma nei prossimi giorni, dopo l'inasprimento delle tensioni, dovute ai nuovi dazi che entreranno in vigore lunedì 24 settembre. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti dell'amministrazione statunitense.

Airbnb sogna di premiare padroni di casa migliori con titoli del gruppo

Chiede all'autorità di borsa Usa un cambiamento delle regole sullo stock-sharing

Airbnb "non sarebbe nulla" senza le persone che mettono a disposizione le proprie case per affitti di breve durata. Per questo il gruppo che mette in contatto chi offre e chi cerca una sistemazione vuole che i padroni di casa "più fedeli" siano soci dell'azienda americana. Brian Chesky, Ceo di Airbnb, ha spiegato al sito Axios che affinché ciò sia possibile "le regole devono cambiare".

Ciberspazio, la strategia all'attacco di Trump promossa (con riserva) dagli esperti

In attesa dei dettagli, il documento sembra prendere ampiamente spunto dalle raccomandazioni dell'amministrazione Obama. Non a caso, due alti responsabili della cibersicurezza con il precedente presidente hanno dato la loro approvazione
Ap

Molti esperti del settore e parlamentari di entrambi i campi approvano (con riserva) la nuova strategia nazionale di sicurezza nel ciberspazio, firmata dal presidente Donald Trump e presentata dal consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, che offre maggiori possibilità di andare all'attacco nel quinto dominio (come è stato definito dalla Nato, aggiungendosi così ad aria, terra, mare e spazio) per fermare attori malevoli e interferenze straniere.

Trump mette in dubbio le accuse di Ford, difende Kavanaugh e attacca la sinistra

Il presidente statunitense, piuttosto moderato nei commenti degli ultimi giorni, è 'esploso' venerdì mattina per difendere il giudice che ha nominato alla Corte Suprema
Ap

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per giorni moderato nella difesa del giudice Brett Kavanaugh, da lui nominato per la Corte Suprema, ora accusato di tentato stupro, è passato a un tono più aggressivo e, su Twitter, ha messo in dubbio il racconto dell'accusatrice, Christine Blasey Ford, chiedendole di mostrare la denuncia fatta alla polizia per sostenere le sue accuse, che riguardano fatti che sarebbero avvenuti nel 1982.

Sanzioni Usa all'Iran, l'Iraq rischia la paralisi

Baghdad chiede all'amministrazione Trump di essere esentata dal rispetto dei provvedimenti che scatteranno contro Teheran il 5 novembre, perché dipende ormai troppo dal Paese vicino (a causa degli Stati Uniti)
iStock

I politici iracheni, ancora incapaci di formare un nuovo governo dopo le elezioni di maggio, hanno davanti un problema ancora più pressante: persuadere il presidente statunitense, Donald Trump, a concedere l'esenzione dal rispetto delle sanzioni contro l'Iran, perché in caso contrario Baghdad dovrebbe rinunciare - per non essere sanzionata da Washington - al 40% della sua energia elettrica, già insufficiente a soddisfare la domanda, perché dipendente dal gas iraniano.

Caso Kavanaugh, Christine Blasey Ford ha accettato di testimoniare la prossima settimana

La donna che ha accusato di tentato stupro il giudice nominato da Trump per la Corte Suprema parlerà davanti alla commissione Giustizia del Senato
Ap

Christine Blasey Ford, la donna che ha accusato di tentato stupro il giudice Brett Kavanaugh, nominato dal presidente statunitense Donald Trump per la Corte Suprema, ha accettato di testimoniare davanti alla commissione Giustizia del Senato nel corso della prossima settimana. Lo ha reso noto la sua legale, Debra Katz, in un'e-mail inviata allo staff della commissione. Ci sono, però, ancora dei dettagli su cui le due parti devono lavorare. La lettera è stata inviata nei termini previsti dalla deadline  imposta dal presidente della commissione, Charles Grassley, per accettare o rifiutare di testimoniare.

Wall Street: nel giorno delle "quattro streghe" solo il Dow da record

Scaduti future e opzioni. Per gli indici S&P, la maggiore riclassificazione dal 1999. Fed verso il terzo rialzo dei tassi del 2018. Nafta in bilico
AP

All'indomani di una seduta in cui il Dow Jones Industrial Average aveva messo a segno il primo record dal 26 gennaio scorso e l'S&P 500 il primo dal 29 agosto, a Wall Street c'è stata un po' di volatilità. L'indice delle 30 blue chip ha messo a segno il secondo record di fila, il tredicesimo del 2018 e il 101esimo da quando, nel novembre 2016, Donald Trump vinse alle elezioni presidenziali americane. Il listino benchmark ha raggiunto nuovi massimi intraday salvo poi annullare tutti i guadagni giornalieri. Partito in rialzo, il Nasdaq Composite ha invece sofferto.

Usa: nuovi dazi da 200 miliardi di dollari contro la Cina, Apple Watch e Airpods salvi (per ora)

Entrano in vigore dal 24 settembre al 10%. Dal primo gennaio saliranno al 25%. Trump: se Pechino reagisce con ritorsioni, pronte altre tariffe doganali per 267 miliardi

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sembrano destinate ad aumentare. Dal prossimo 24 settembre l'America di Donald Trump farà scattare dazi del 10% su importazioni cinesi aventi un valore di 200 miliardi di dollari. Dal primo gennaio 2019, le tariffe doganali saliranno al 25%. E se Pechino adotterà ritorsioni, Washington reagirà passando alla "fase tre" della sua strategia imponendo altri dazi su 267 miliardi di dollari di importazioni cinesi dopo una prima fase corrispondente all'entrata in vigore di dazi del 25% per 50 miliardi.

Wall Street, i dazi non fanno paura

Record di S&P e Dow nonostante le tensioni tra Usa e Cina
iStock

Stretta di Trump sui rifugiati: solo 30.000 in Usa nel 2019

È il limite più basso dalla creazione del programma per i rifugiati nel 1980
AP

L'amministrazione statunitense ha deciso, per il prossimo anno fiscale, di abbassare a 30.000 il numero di rifugiati ammessi nel Paese. Lo ha annunciato ieri il segretario di Stato, Mike Pompeo. Si tratta del tetto più basso imposto al programma per i rifugiati dalla sua creazione nel 1980 e di una riduzione di un terzo dal limite di 45.000 rifugiati imposto dal presidente Donald Trump per l'anno attuale. Ad agosto, il New York Times aveva anticipato la scelta dell'amministrazione, scrivendo che in discussione c'era addirittura l'ipotesi di abbassare il limite a 25.000 rifugiati.