Nel processo per l’elezione del presidente degli Stati Uniti, la convention è l’assemblea durante la quale il partito democratico e quello repubblicano assegnano l’investitura (nomination) ufficiale al candidato che correrà per la Casa Bianca.
Durante la convention, che come le elezioni si tiene ogni quattro anni, sono anche enunciate le linee guida della politica del partito, la cosiddetta “party platform”, che include gli obiettivi per i successivi quattro anni, non vincolanti nel caso in cui il candidato del partito vincesse le elezioni.
Considerata la breve durata delle convention (quest’anno dal 3 al 6 settembre quella democratica a Charlotte, in Nord Carolina, e dal 27 al 30 agosto a Tampa, in Florida, quella repubblicana) e il fatto che le leggi elettorali sono mutate di frequente nell’ultimo secolo, l’assemblea assume – salvo rari casi – solo un significato simbolico e cerimoniale, visto che la selezione del candidato solitamente avviene durante la fase delle primarie ed è solamente ratificata nel corso della convention.
I preparativi per la convention iniziano 18 mesi prima con la “Call to Convention”, in cui i due partiti invitano ad avviare il processo di selezione dei candidati, a stabilire il numero di delegati e a fissare le regole per la nomination. Dal 1936, si riunisce per primo il partito di cui non fa parte il presidente in carica (in questo caso Barack Obama è democratico, quindi si tiene prima la convention repubblicana).
Ogni partito fissa le regole per la partecipazione e la struttura della convention. In generale, ogni Stato (sulla base della dimensione del territorio e del numero di abitanti) assegna tramite le elezioni primarie un certo numero di rappresentanti (delegati) che all’assemblea sono tenuti a votare per il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti nello stato. Alla convention partecipano anche i cosiddetti “superdelegati” (dignitari di partito, ex presidenti, governatori) che possono votare per chi desiderano senza vincoli. Se nella fase delle primarie nessun candidato riesce ad ottenere la maggioranza necessaria, la nomination viene assegnata tramite una "brokered convention", durante la quale voti e delegati vengono scambiati segretamente e si ricorre a ballottaggi multipli.
La convention è solitamente organizzata in una grande città (quest’anno Charlotte, in Nord Carolina, per i democratici e Tampa, in Florida, per i repubblicani). Vengono spesso scelte città del Midwest, perché a meta strada, oppure città nei cosiddetti “swing state”, stati che non votano tradizionalmente sempre per lo stesso partito e che quindi assumono grande importanza strategica.
Il calendario di ogni giornata della convention è sostanzialmente fisso. Durante la giornata si svolgono i lavori per definire i dettagli della “party platform”, mentre in serata si svolgono le votazioni. Nei primi due giorni sono esaminate le credenziali dei delegati, ratificate le regole e procedure di elezione e decisi gli scrutinatori. Il terzo giorno si svolgono i ballottaggi, mentre l’ultimo vengono annunciati i candidati ufficiali che poi pronunceranno il loro discorso.
Inoltre, è previsto un fitto calendario di interventi. Al mattino parlano le personalità di minore influenza politica, mentre la sera, quando tutte le maggiori emittenti sono collegate, è il turno delle personalità di primo piano del partito, come i decani del partito, il candidato alla vicepresidenza e altri personaggi di spicco.














