E' possibile vivere con pochi soldi a New York, una delle metropoli più care al mondo? Sembra un paradosso, ma la risposta è sì, si può. Ed è più semplice che altrove. Ovviamente bisogna sapersi adattare a una vita diversa, cambiare routine, mettersi in gioco. Proviamo a spiegare come.
Punto primo, non siete soli. Manhattan, e in misura minore anche gli altri borough di New York, sono una meta per moltissime persone a caccia di fortuna, in viaggio, in prova, di passaggio. Questo è un fatto importante per due ragioni. La prima è che la città si è adattata anche a questa tipologia di abitanti e offre grandi opportunità per vivere e per divertirsi, anche con il portafogli semivuoto. La seconda è che troverete molti compagni di viaggio con i quali condividere la vostra nuova esperienza di vita.
Condividere nel senso letterale della parola. Ad esempio la casa, che costa un occhio della testa. Quanto? Per un monolocale nell'East Village, uno dei quartieri più ambiti di Manhattan, si parla di 3.000 dollari al mese. Nello stantio Upper East Side (che è al contempo luogo per super ricchi e una miniera di occasioni in piccoli appartamenti) siamo attorno a 2.000. Tra i 1.200 e i 1.500 dollari nel Queens, a un paio di fermate di metro da Manhattan, o verso nord, ad Harlem o Morningside Heights. Di Soho o Tribeca non parliamo neppure, se li possono permettere davvero in pochi.
Troppo per molte tasche e la soluzione è quella di dividere un appartamento con un estraneo e per una stanza possono bastare 500 dollari al mese. La caccia al roommate è una delle più caratteristiche routine dei newyorchesi, per anni. Non stiamo parlando di studenti, ma di 'share' tra professionisti, adulti, trentenni e quarantenni. I single vivono tutti o quasi così, con frigo, pentole e (se c'è) un salotto in comune, con un orario prestabilito per l'uso della doccia la mattina e regole più o meno severe sul numero di ospiti che si possono invitare a casa. Non è uno stile di vita bizzarro, è la normalità. Chi è single e vive da solo, magari in una casa con più di una stanza, è fuori dalle righe.
Divertirsi costa caro. Un martini dieci dollari in media e non se ne possono bere meno di tre alla volta. Una cena per due con due bicchieri di vino in un qualsiasi ristorante un centinaio di dollari. Andiamo a spanne, ma è per dare un ordine di idee. E per chi vuole cucinare a casa per gli amici non va meglio, anche i supermercati di Manhattan sono in genere carissimi e il vino non parliamone neppure: sotto i 15 dollari a bottiglia bisogna starne alla larga (e una bottiglia da 15 dollari ne costa 50 se ordinata al tavolo in un ristorante).
Detto questo serve un pizzico di creatività. Central Park è gratis ed è un posto meraviglioso dove incontrarsi dopo l'ufficio, magari portandosi uno spuntino, due bicchieri di cristallo e una bottiglia di vino. Gran parte dei locali offrono happy hours, ovvero drink scontati per chi beve fuori orario. Da una birra per dieci dollari si passa a tre birre per dieci dollari. Si può ascoltare gratis musica dal vivo in una marea di locali e il programma di spettacoli di musica e teatro nei parchi della città è una delle chicche dell'estate. Nei weekend c'è il brunch, a metà tra pranzo e colazione. Vale anche in questo caso ovviamente l'opzione di farselo da soli al parco (o nel meraviglioso parco urbano di Bryant Park) oppure concedersi di farlo al ristorante. Spesso i drink (il Bloody Mary è un must) sono offerti dalla casa e per l'intero pasto possono bastare anche una ventina di dollari.
Mangiar fuori costa caro, ma può anche costare pochissimo. A Chinatown potete togliervi la voglia di noodle o dumpling per meno di dieci dollari, a Curry Hill (la little India di Manhattan) si mangia con cinque dollari (ad esempio da Curry in a Hurry) e l'offerta del cibo di strada è molto ampia. A casa dovete cucinare, non si scappa. Dopo tutto vi portate dentro una delle tradizioni culinarie più varie e creative al mondo e gli ingredienti per preparare decine di piatti costano poco o nulla. Farina, legumi, pomodori, riso.
Muoversi? New York è una città dove si va a piedi dappertutto. Nessuno o quasi ha la macchina, a meno di non vivere in un quartiere periferico. E in verità, con la metropolitana e la rete degli autobus che funziona 24 ore su 24, non vi serve e trovare parcheggio due o tre volte alla settimana (per evitare la sosta vietata nelle ore di pulizia delle strate) è un incubo. Meglio non averla. Sulle spiagge di Long Island si arriva in treno, a Jones Beach (che è anche una venue per concerti), Long Beach o sulla punta, a Montauk, dove è stato girato Eternal sunshine of the spotless mind (in italiano, Se mi lasci ti cancello).
Anche sul piano umano a New York, una città dura e alienante, è possibile trovare la propria dimensione. Manhattan è come un immenso piroscafo, con il ronzio dei motori sempre acceso, il calore della sala macchina che sbuffa dai tombini, e una popolazione fatta in buona misura da viaggiatori. A New York incontrerete pochissime persone che ci sono nate e vissute tutta la vita, pochissimi hanno in città le proprie famiglie. E anche i newyorchesi tendono nel tempo a lasciare Manhattan, per spostarsi in periferia, traslocando periodicamente in zone sempre più lontane dal centro della città.
Questo vuol dire che chi resta a Manhattan è spesso per davvero appena arrivato, qualche anno al più, con nuovi amici, nuove ambizioni e una vita tutta da costruire. Dal broker alla maestra, dall'aspirante attore al funzionario delle Nazioni Unite. I viaggiatori che si incontrano sul ponte della nave, per continuare con la stessa metafora, hanno qualcosa in comune. New York e il loro viaggio. La loro nuova vita.














