Coro unanime di commentatori ed esperti: "Romney ha stravinto, Obama ha deluso"

Non esiste un solo opinionista o analista che non si associ nel verdetto infausto per il presidente

Spesso alla fine di un dibattito presidenziale i commentatori si dividono, a seconda delle inclinazioni ideologiche o metodologiche, su chi dei due contendenti abbia prevalso (e non di rado l'opinione più diffusa è che non abbia prevalso in modo significativo nessuno dei due). Il primo dibattito Obama-Romney reintra invece chiaramente nella categoria minoritaria dei dibattiti con un vincitore certo per acclamazione.

Innanzitutto in base agli instant-poll, i sondaggi lampo condotti immediatamente dopo la conclusione del faccia a faccia: secondo quello più importante, condotto dalla CNN, risulta Romney risulta vincente secondo il 67% degli intervistati contro il 25% di Obama, e nel gruppo degli elettori/spettatori "indipendenti" il divario sale 75% a 17.

Quanto ai commenti e alle analisi giornalistiche, il coro è unanime, anche se tralasciamo le firme del mondo conservatore, che sono tutte con i fumogeni accesi e i fuochi d'artificio, e consideriamo solo quelle filogovernative o quanto meno equanimi.

Partiamo dai due principali grandi quotidiani di sinistra: secondo Andrew Rosenthal del New York Times, Romney ieri sera è risultato "presidenziale", e Obama glie l'ha laciato fare al punto che la cosa più notevole del primo dibattito è "quello che Obama non ha detto, tutte le occasioni che ha sprecato"; per Karen Tumulty del Washington Post, Romney ieri sera "ha trovato la sua voce ed ha finalmente offerto al Paese un programma economico alternativo", mentre Obama ha subìto senza contrattaccare su nessuno dei noti punti deboli dell'avversario, e secondo Chris Cillizza, l'altro commentatore di punta del Washington Post, Obama "è finito dal lato sbagliato della linea che segna il confine tra sobrio/serio e torvo/svogliato".

Identica la pagella di Mark Halperin del settimanale Time: "Romney è partito forte ed è andato sempre meglio, si è molto difeso ma senza mai ritrovarsi sulla difensiva, e si prodotto in una performance che oltre ad entusiasmare la base repubblicana potrebbe attrarre consensi anche tra gli indecisi; Obama non solo  ha confermato tutti i difetti per i quali risaputamente non è un asso dei dibattiti (troppo freddo, troppo causidico, troppo irritabile quando viene attaccato), ma a sorpresa è apparso più nervoso del suo sfidante che pure era al suo primo dibattito presidenziale, ed ha passato troppo tempo a criticare Romney e a dare la colpa a Bush, e troppo poco a dare argomenti concreti per un giudizio positivo del suo operato in questi quattro anni".

Dalla padella nella brace se dal mondo della carta ci spostiamo a quello dei blog: uno per tutti Andrew Sullivan, storico opinion-leader della blogosfera ed accanito sostenitore di Obama sul suo "Daily Dish" (e su carta su Newsweek), non ha lasciato spazio ad equivoci nella sentenza con la quale ha chiuso il suo liveblogging"Sentite: sapete quanto bene gli voglio, e sapete quanto io sia di un osservatore di larghe vedute: Capisco tutto e capisco la logica di alcuni argomenti contorti, deboli, professorali. ma il fatto è che questo è stato un disastro per il presidente per le persone-chiave che ha bisogno di raggiungere, e le sue concioni logore da secchione sfigato rischiano di aver spinto molti indipendenti a riprendere in considerazione Romney".

Quanto alla televisione, Chris Matthews della MSNBC, il volto più obamiano della emittente più di sinistra, si è chiesto incredulo: "ma dov'era finito Obama stasera?  Che cosa combinava? C'era un duello decisivo, e lui si è presentato disarmato”. Altrettanto disperato il grido lanciato su Twitter da Bill Maher, il popolare comico noto per le sue frecciate contro i repubblicani, che ha recentemente donato un finanziamento da un milione di dollari ad un super-PAC pro-Obama: "non credo ai miei occhi: Obama sta facendo la figura di uno che ha VERAMENTE bisogno del teleprompter!".

Riassume tutto la considerazione espressa su Twitter da Ezra Klein, che tra i commentatori del Washington Post è forse quello che si colloca più a sinistra: "Per il Team Obama quello che è peggio, molto peggio del dibattito in sè, è il giudizio duramente negativo dei media sulla sua performance: i media contano, qui". Altrochè se contano.