Commercio, Trump consiglia la Cina: "Agite ora, o avrete un accordo peggiore dopo le elezioni 2020"

I negoziati tra Stati Uniti e Cina andranno avanti, nonostante le difficoltà e i nuovi dazi Usa. Wall Street ha vissuto la peggiore settimana del 2019
Ap

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invitato la Cina ad "agire ora" sul commercio, altrimenti otterrà un accordo "molto peggiore" se lui sarà eletto una seconda volta. "Credo che la Cina senta di essere stata colpita così duramente nelle recenti negoziazioni che potrebbe pensare di aspettare le prossime elezioni del 2020 per vedere se potrà avere la fortuna di vedere la vittoria di un democratico, nel qual caso continuerebbero a fregare agli Stati Uniti 500 miliardi di dollari all'anno" ha scritto Trump su Twitter.

"L'unico problema - ha poi continuato - è che sanno che vincerò (miglior economia e migliori numeri sull'occupazione nella storia degli Stati Uniti, e molto altro) e l'accordo sarà molto peggiore per loro se dovranno negoziare durante il mio secondo mandato. Sarebbe saggio per loro agire ora, ma amo raccogliere GRANDI DAZI!".

Venerdì pomeriggio, alla fine della sessione di colloqui tra i negoziatori statunitensi e cinesi, il presidente aveva detto che le discussioni commerciali avute con la Cina erano state "candide e costruttive", come dichiarato dal segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, alla fine dell'undicesimo round di negoziati, svoltosi a Washington.

Trump aveva anche detto che i dazi imposti sulle importazioni cinesi "potrebbero essere rimossi a seconda di cosa succede, oppure no". Ancora una volta, Trump aveva poi dichiarato che la sua relazione con il leader cinese Xi Jinping "è forte". Le parole di Trump erano bastate per far accelerare gli indici a Wall Street, che hanno chiuso in positivo l'ultimo giorno della settimana, comunque archiviata come la peggiore del 2019 con cali superiori al 2 per cento.

Le due potenze economiche mondiali continueranno a negoziare, anche se venerdì è entrato in vigore l'aumento dal 10 al 25 per cento dei dazi che gli Stati Uniti avevano imposto lo scorso settembre su 200 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina. L'amministrazione statunitense, inoltre, sta lavorando a un aumento dei dazi sul resto delle importazioni dalla Cina, del valore di circa 300 miliardi. La Cina, naturalmente, ha risposto di essere pronta ad adottare "le contromisure necessarie".

Washington ha imposto l'aumento dei dazi dopo aver accusato Pechino di essersi "rimangiata" gli impegni presi, ma Pechino ha negato di aver fatto "marcia indietro" sugli accordi, spiegando che i due Paesi, semplicemente, "sono in disaccordo su come scrivere una parte del testo".

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