Commercio: Usa e India preparano un accordo, forse Trump a New Delhi

Lo scrive il Wsj; negli ultimi mesi, tensioni aumentate
ap

Stati Uniti e India stanno lavorando a un accordo commerciale limitato che potrebbe essere presentato durante una potenziale visita a New Delhi del presidente Donald Trump nelle prossime settimane. Lo scrive il Wall Street Journal, citando fonti statunitensi e indiane. Il 'mini accordo', com'è stato descritto da un ex funzionario statunitense, servirebbe a ridurre le preoccupazioni sulle pratiche commerciali indiane e a far rientrare il Paese asiatico nella lista dei Paesi emergenti esentati da alcuni dazi, da cui è stato recentemente escluso. Negli ultimi mesi, le tensioni commerciali tra i due Paesi sono aumentate, dopo la decisione dell'India di imporre dazi su 28 prodotti statunitensi, definita "inaccettabile" da Trump. Washington è inoltre irritata dalla scelta di New Delhi di imporre regole più restrittive sull'e-commerce che danneggerebbero le aziende statunitensi che operano in India. 

La decisione dell'India seguiva quella di Washington di togliere al Paese asiatico le esenzioni dai dazi previste dal Generalised System of Preferences (Gsp), che garantisce a vari prodotti in arrivo dalle economie emergenti e a basso reddito un accesso senza dazi al mercato statunitense. L'amministrazione Trump ha giustificato la decisione sostenendo che New Delhi non ha saputo garantire a Washington un accesso al mercato "ragionevole ed equo".

Nel 2017, le esportazioni duty-free negli Stati Uniti come parte del Gsp sono state pari a 5,6 miliardi di dollari per l'India, poco più dell'11% circa dei 48 miliardi di dollari di beni esportati negli Stati Uniti in quell'anno. Nel 2018, gli scambi commerciali tra i due Paesi sono stati pari a 142,1 miliardi di dollari, con un surplus per l'India di 24,2 miliardi. Secondo le fonti, Washington vorrebbe che l'India aprisse il suo mercato ai dispositivi medici e ai prodotti agricoli e caseari statunitensi. Pur avendo fatto parte dei temi discussi, la riduzione dei dazi reciproci non dovrebbe rientrare nell'accordo.

Altri Servizi

Iraq, razzi vicino ad ambasciata americana di Baghdad

Non ci sono vittime. Si tratta del 19 attacco che coinvolge gli Usa in quattro mesi

Numerosi razzi sono stati esplosi nella notte tra sabato e domenica vicino all’ambasciata americana situata nella Green Zone di Baghdad, in Iraq. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche statunitensi le deflagrazioni hanno fatto scattare le sirene dell’ambasciata Usa mentre, per il momento, non si hanno notizie di vittime.

Gli Usa valutano lo stop all'export in Cina di motori GE

In ballo c'è la concessione della licenza che permette alla CFM International, una joint venture tra GE e la francese Safran, di incrementare la fornitura alla Cina dei motori a reazione Leap 1C
General Electric

La Casa Bianca sta valutando lo stop alle esportazioni in Cina di motori per aerei prodotti dalla General Electric. A riportare la notizia è il Wall Street Journal secondo cui l’amministrazione Trump potrebbe rifiutare la concessione della licenza che permette alla CFM International, una joint venture tra GE e la francese Safran, di incrementare la fornitura alla Cina dei motori a reazione Leap 1C, utilizzati nello sviluppo del Comac C919: si tratta di un aereo di linea sviluppato dalla Commercial Aircraft Corporation of China, Ltd. (Comac ndr), l'azienda aerospaziale cinese di proprietà statale.

Oltre mille procuratori americani hanno chiesto le dimissioni di William Barr

Il procuratore generale accusato insieme a Trump di "interferenze nell’amministrazione della Giustizia"
Wikipedia

Più di 1.100 ex procuratori e funzionari del Dipartimento di giustizia, tanto democratici quanto repubblicani, hanno chiesto al procuratore generale William Barr di dimettersi per come ha gestito il caso Stone. La richiesta è arrivata in una lettera aperta in cui sono state condannate "in modo energico le interferenze del presidente Trump e del procuratore generale Barr nell'amministrazione della Giustizia" americana.

Ci sono 607 miliardari negli Usa: solo 5 sono afroamericani

Business Insider analizza la lista di Forbes dei Paperoni d’America
AP

"Diventare miliardari in America non è facile per nessuno, ma lo è ancora di più se sei nero". A dirlo è Business Insider dopo aver analizzato la lista dei 607 Paperoni d’America stilata da Forbes e tra loro solo cinque sono afroamericani. E se qualcuno pensa che questa statistica sia casuale lo studio di consulenza McKinsey rivela esattamente l’opposto. Se nel 1992, il patrimonio netto medio delle famiglie bianche era superiore di 100 mila dollari rispetto a quello delle famiglie nere, nel 2016 è cresciuto di circa 50mila dollari superando i 150 mila dollari. Un divario economico tra bianchi e neri che evidenzia l’abisso di opportunità economiche che separa cittadini bianchi e cittadini neri.

Pelosi con Trump: "Non vi avvicinate a Huawei"

La speaker della Camera Usa avverte gli alleati: "Non mettete le vostre comunicazioni in mano a un governo autocratico che non condivide i nostri valori"
Ap

"Questa è la più insidiosa forma di aggressione, avere le comunicazioni, la 5G, dominate da un governo autocratico che non condivide i nostri valori". L'attacco è contro Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni accusato dagli Stati Uniti di essere al servizio del governo di Pechino per spiare l'Occidente, ma l'autore non è, come potrebbe sembrare, il presidente Donald Trump, bensì la democratica Nancy Pelosi, la speaker della Camera, che per una volta, almeno, è della stessa opinione della Casa Bianca.

Wall Street, giornata di dati macro

L'attenzione resta naturalmente anche sul coronavirus
AP

Caso Stone, Pelosi contro Trump: "Un altro abuso di potere"

"Il presidente cerca ancora di servire i suoi interessi politici"
Ap

"È un abuso di potere, il presidente sta ancora cercando di manipolare il rispetto della legge per servire i suoi interessi politici". La speaker della Camera statunitense, Nancy Pelosi, ha attaccato il presidente Donald Trump nel suo consueto incontro settimanale con i giornalisti. "Il segretario alla Giustizia si è piegato a tale livello, che spiacevole delusione per il nostro Paese". Pochi giorni fa, Trump è stato assolto in Senato dall'accusa di abuso di potere e intralcio al Congresso in merito alle presunte pressioni sull'Ucraina per un'indagine su Joe Biden.

Nuove accuse Usa a Huawei: "Spia le reti telefoniche"

Lo scrive il Wsj; Washington preme sugli alleati
AP

Huawei può accedere di nascosto alle reti degli operatori telefonici attraverso le "back doors" che sarebbero a uso esclusivo delle forze dell'ordine. È la nuova accusa al colosso cinese delle telecomunicazioni da parte degli Stati Uniti, che cercano di persuadere gli alleati a escluderlo dalle loro reti. A scriverlo, in esclusiva, è il Wall Street Journal. Il quotidiano statunitense scrive che gli Stati Uniti hanno mantenuto segrete queste informazioni fino alla fine del 2019: poi, le hanno condivise con alcuni alleati, tra cui la Germania e il Regno Unito. 

Accordo Usa-talebani per una tregua, passo verso il ritiro dall'Afghanistan

Dopo una "riduzione delle violenze" per sette giorni, nuova intesa e trattative di pace tra ribelli e governo; poi, se non ci saranno intoppi, il ritorno a casa delle truppe Usa. Trump: "È ora di tornare a casa"
AP

Gli Stati Uniti e i talebani hanno raggiunto un accordo per una tregua che inizierà "molto presto" e che potrebbe portare in tempi brevi al ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan. Lo ha riferito un funzionario statunitense all'Ap.

Gli Usa accusano: Deripaska riciclava denaro per conto di Putin

L'oligarca russo colpito dalle sanzioni Usa
Ap

Il dipartimento del Tesoro statunitense sostiene che l'oligarca Oleg Deripaska avrebbe aiutato il presidente russo Vladimir Putin a riciclare denaro. L'accusa è contenuta in una lettera inviata agli avvocati di Deripaska, ottenuta dal Financial Times, in cui le autorità statunitensi hanno spiegato i motivi delle sanzioni contro di lui.