Confindustria "attendista" sulla manovra. Lo spread? Non si basa sui fatti

Parla Vincenzo Boccia da New York: per il governo sarebbe opportuno fare meno dichiarazioni. Sulla crescita si gioca la sua credibilità. Il reddito di cittadinanza? Non sia un sussidio. La riforma delle pensioni? Non crea automaticamente più occupazione.

La manovra? Va spiegata e in caso di criticità, come magari stime di crescita troppo ottimiste, aggiustata. Il reddito di cittadinanza? Non sia un sussidio, altrimenti sarebbe contro la dignità delle persone. La riforma delle pensioni? Non crea automaticamente più occupazione. Lo spread? Non si basa sui fatti ma una moderazione delle dichiarazioni da parte del governo giallo-verde aiuterebbe. Sono queste le posizioni di Confindustria, secondo cui in Italia è in corso una rivoluzione industriale che "alcuni dichiarano, altri fanno" dentro le fabbriche. E in Europa serve avviare un dibattito su come riformarla, non sul fatto che debba o meno esistere. Ed è inutile sfruttare le elezioni europee di maggio per evitare di affontare i nodi critici del nostro Paese, come il debito pubblico alto. Perché alla fine la sostenibilità dei conti pubblici serve. E' Vincenzo Boccia a parlare a braccio. Lo ha fatto davanti a un pubblico riunito alla Casa Zerilli Marimò della New York University, dove il capo di Confindustria è stato protagonista di un evento dedicato a promuovere una "nuova narrativa italiana". Una narrativa che mette in risalto le cose positive dell'Italia e non solo quelle negative, che "evidentemente fanno più notizia".

Sulla manovra, Confindustria "rimane attendista" e dice al governo che "deve fare una cosa semplice": "Spiegare come impatta sulla crescita. Se la spiega e la fa capire, la questione è risolta. Se ci sono delle criticità è bene che intervenga".

Per Boccia "è evidente che sulla crescita il governo si gioca la sua credibilità e la sostenibilità di questa manovra". Secondo lui, "occorre vedere nel merito quanto viene dedicato alla crescita, non solo in termini di risorse, e quanto una manovra di impatto sull'economia reale ha i suoi effetti". Per il momento, "i dati ci dicono che c'è poco sulla crescita (solo 4 miliardi) e più su quelli che sono gli aspetti del contratto di governo. Occorre entrare un po' più nel merito per fare una riflessione più complessiva".

Spiegando che "la crescita rende sostenibili i conti, non solo in termini di deficit/Pil", Boccia ha voluto ricordare che "un governo si misura dai risultati e non dagli obiettivi". Secondo lui il deficit non va aumentato per la sola spesa ordinaria. Perché l'Italia, ha spiegato rispondendo alle domande del pubblico, "ha bisogno di più sostenibilità dei conti e di investimenti, l'austerity è un'altra cosa. E gli investimenti siano fatti nella logica della sostenibilità".

A chi gli ha chiesto se Confindustria appoggia la Lega, Boccia ha risposto negativamente e ha aggiunto: "A Roma il governo è uno solo: giallo-verde. Un provvedimento è del governo, non puoi dire che siamo critici dei gialli o dei verdi". Facendo riferimento a un suo recentemente intervento a Vincenza, da cui il dubbio era sorto, lui ha chiarito: "Quella fu una provocazione. Non potete fare i verdi in Veneto e i giallo-verdi a Roma".

Non sono mancate domande sull'allargamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi. "L'Italia è un Paese che ha potenzialità incredibili; è la seconda manifattura d'Europa. Non stiamo troppo a guardare le dichiarazioni (dei membri della coalizione di governo M5S-Lega, ndr) perché ad oggi lo spread sta andando solo per percezione, non sta aumentando su fatti o elementi di merito". Il numero uno di Confindustria ha aggiunto: "Alla fine ci auguriamo tutti che il buon senso prevalga anche nelle attenzioni del governo, al di là delle dichiarazioni". Perché non è vero che agli italiani lo spread non interessa, come insinua Matteo Salvini. "Le rate dei mutui salgono". E citando Mario Draghi, Boccia ha detto: "Certe volte sarebbe opportuno fare meno dichiarazioni" per evitare di dare una percezione di criticità all'estero, Stati Uniti inclusi, "che non dovremmo e non potremmo avere". E' bene, dunque, "calmierare" le esternazioni perché "occorre un'Europa delle soluzioni, non delle colpe degli altri". Pur dicendo che Confindustria ha "tantissimi punti di divergenza" con il governo, Boccia ha ricordato le recenti parole del ministro degli Affari europei, Paolo Savona, secondo cui la manovra va cambiata "se lo spread ci sfugge". Questo suggerisce che "c'è un senso di responsabilità". E parlando di Europa, il numero uno di Confindustria ha affermato che il dibattito non deve essere "Europa s", Europa no ma quale Europa immaginiamo. Altrimenti è un suicidio".