Corea del Nord, continua il botta e risposta a distanza tra Trump e Kim Jong Un

"Funzionerà soltanto una cosa" twitta il presidente americano, il nostro arsenale "è un potente deterrente" risponde il leader coreano

La crisi internazionale tra Stati Uniti e Corea del Nord continua ad arricchirsi grazie ai contrasti dialettici tra il presidente americano, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un

Da un lato c’è il tycoon che è tornato ad esprimere il suo scetticismo sulla possibilità di trovare un accordo con Pyongyang attraverso i negoziati e per farlo ha scelto il suo strumento preferito: Twitter. Con un tweet criptico ha infatti dichiarato che "funzionerà soltanto una cosa" con la Corea del Nord.

L’unica lettura possibile di queste parole è quella di un attacco preventivo per proteggere gli americani, come già dichiarato nelle scorse settimane. Anche perché il resto del messaggio è stato molto chiaro: "i presidenti e le loro amministrazioni hanno parlato con la Corea del Nord per 25 anni, e stringere accordi o spendere una consistente somma di denaro non ha funzionato", ha scritto Trump. "Gli accordi sono stati violati prima che l'inchiostro - con cui erano stati firmati, ndr - si fosse asciugato, facendo fare la figura degli sciocchi ai negoziatori Usa", ha concluso il tycoon.

Non si è fatta attendere molto la risposta del dittatore nordcoreano che a distanza si poche ore, in una seduta del Comitato Centrale del Partito del Lavoratori, ha definito il suo arsenale un "potente deterrente" che garantisce la sovranità del Paese di fronte alle "protratte minacce nucleari degli imperialisti statunitensi".

Questo ennesimo scambio arriva dopo un’altra dichiarazione non molto chiara da parte di Donald Trump che giovedì scorso, posando per una foto con i vertici militari da lui radunati alla Casa Bianca, aveva detto ai giornalisti: "Ragazzi, sapete che cosa significa? Forse è la quiete prima della tempesta".

Secondo molti quella del presidente americano sarebbe una strategia mediatica volta a destabilizzare il suo rivale nordcoreano facendogli credere di essere anche più instabile di lui. D’altro canto, la ricostruzione del Washington Post di qualche giorno fa ha messo in evidenza come i nordcoreani non riescono a "comprendere" Trump e il suo rapporto con ministri e consiglieri visto che è capace di contraddirli costantemente (il caso Tillerson ne è un’esempio).

Per decifrare i messaggi del presidente americano Pyongyang ha messo insieme una squadra di esperti che studia ogni suo singolo tweet mettendolo in correlazione con le posizioni della Casa Bianca e degli esponenti dell’amministrazione. Un lavoro certosino che non sembra avere fine vista la frequenza con cui il tycoon lancia messaggi su Twitter.

 

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