Corea del Nord: un attacco contro gli Usa sta diventando "inevitabile". L'esercito di Trump mostra la sua forza

Il ministro degli Esteri di Pyongyang ha parlato all'Onu: secondo lui, è il presidente americano, non Kim, ad essere protagonista di una "missione suicida". Bombardieri statunitensi in mostra vicino alla nazione più isolata al mondo

Mentre all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro nordcoreano degli Esteri tornava a dare del "mentalmente instabile" al "cattivo" Donald Trump e a dire che con lui un attacco missilistico su suolo americano sta diventando sempre più "inevitabile", il Pentagono è tornato a mostrare la sua forza a Pyongyang. E' successo nel giorno in cui la nazione più isolata al mondo ha vissuto un sisma, apparentemente di origine naturale, che ha riacceso i timori di un altro test nucleare: il giorno precedente la Corea del Nord aveva ventilato l'ipotesi di fare detonare una bomba all'idrogeno nel Pacifico.

Un attacco nordcoreano sugli Usa "inevitabile"?
Il discorso al Palazzo di vetro di Ri Yong Ho, colui che nei giorni scorsi aveva paragonato il leader Usa a un "cane che abbaia",  è stato esplicitamente una risposta a quello pronunciato da Trump cinque giorni prima, quando aveva minacciato di "distruggere totalmente" la Corea del Nord in caso di necessità. Se in quell'occasione il leader Usa aveva detto che quella del dittatore nordcorano Kim Jong Un - "l'uomo missile" - era una "missione suicida", nel suo intervento Ri ha risposto duramente: è Trump, non Kim, a essere protagonista di una tale missione.

Secondo il funzionario nordcoreano, "Trump potrebbe non essere consapevole di cosa esce dalla sua bocca ma faremo in modo che subisca le conseguenze che vanno oltre le sue parole, oltre quanto è in grado di gestire". Secondo Ri, il presidente Usa "ha commesso un errore irreversibile nel rendere sempre più inevitabile la visita di un nostro missile sul territorio Usa".

Sostenendo di essere uno "Stato nucleare responsabile", Ri ha aggiunto che il programma nucleare nordcoreano ha quasi raggiunto il completamento. Secondo lui, Pyongyang ricorrerà alle armi nucleari solo contro le nazioni che compieranno azioni militari contro il suo Paese. Chiaramente la comunità internazionale non la pensa così dal momento che il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto nel giro di un mese due round di sanzioni che ledono il 90% dell'export nordcoreano. Le parole di Ri sono giunta all'indomani di un nuovo duello a parole sull'asse Washington-Pyongyan: in un tweet Trump aveva scritto che Kim è un "pazzo a cui non interessa se il suo popolo viene ucciso o muore di fame. Verrà messo a dura prova come mai prima d'ora".

Bombardieri Usa mostrano la forza a Pyongyang
Intanto il Pentagono ha fatto sapere che dall'isola di Guam, un territorio Usa nel Pacifico che ad agosto minacciato da Pyongyang, erano partiti ore prima bombardieri B-1B a cui si sono uniti F-15C decollati da Okinawa (Giappone). Stando a Dana W. White, portavoce della Difesa Usa, i jet dell'Air Force americana hanno volato nello spazio aereo internazionale sopra le acque orientali della Corea del Nord. Si tratta, a sua detta, della prima volta nel 21esimo secolo in cui caccia Usa si sono spinti "nella parte più settentrionale della zona demilitarizzata coreana, al largo della costa nordcoreana". Ciò "dimostra la serietà con cui consideriamo il comportamento sconsiderato" della nazione guidata da Kim. Secondo White, "questa missione è la dimostrazione della determinazione degli Usa e un messaggio chiaro che il presidente ha molte opzioni militari per sconfiggere ogni minaccia". Dal punto di vista di Washington, i programmi missilistico e nucleare della Corea del Nord rappresentano una "minaccia grave alla regione Asia-Pacifico e alla comunità internazionale intera". Per questo, la prima economia al mondo "è pronta  a usare un'ampia gamma di soluzioni militari per difendere il territorio Usa e i suoi alleati".

Il 31 agosto scorso gli Stati Uniti avevano già mostrato la loro forza alla Corea del Nord in risposta al lancio di un missile che aveva sorvolato il Giappone prima di schiantarsi nel Pacifico. In quell'occasione Washington aveva inviato sulla penisola coreana quattro dei suoi caccia più sofisticati e un paio di bombardieri B-1B; avevano volato insieme a quelli di Giappone e Corea del Sud. La mossa - giudicata "bellicosa" da Pyongyang - c'era stata alla fine dell'esercitazione militare tra Washington e Seul. Era stata la prima volta che F-35B erano stati usati in una tale missione insieme a caccia B-1B, aveva fatto sapere il Commando dell'Air Force per la Regione del Pacifico. 

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