Corte Suprema Usa: serve un mandato per 'seguire' i telefoni cellulari

Vittoria per i difensori della privacy. Il massimo tribunale, chiamato a esprimersi sul caso di un uomo condannato grazie alle informazioni sulle celle telefoniche, ha deciso che è necessario l'ok di un giudice per poter 'spiare' per un lungo periodo

Il governo statunitense deve generalmente ottenere un mandato dal tribunale per seguire, per un lungo periodo, gli spostamenti effettuati da un sospettato attraverso il suo telefono cellulare. È la decisione presa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, molto attesa per le ripercussioni sulla privacy nell'era digitale. Si tratta di una sconfitta per il dipartimento di Giustizia, secondo cui il diritto alla privacy è più debole quando si tratta di informazioni che una persona volontariamente condivide con qualcun altro.

La sentenza, con 5 voti a favore e 4 contro, è stata cos" spiegata da John Roberts Jr., presidente della Corte Suprema, che ha scritto il commento della maggioranza: "Ci sono 396 milioni di utenze telefoniche negli Stati Uniti per 326 milioni di persone [...] Un telefono va ovunque vada il suo proprietario, dando alla compagnia telefonica non solo i dati sulle telefonate, ma un registro dettagliato e completo dei movimenti di una persona". Un 'tesoro' che non deve essere a disposizione della polizia senza un lasciapassare di un giudice.

Il massimo tribunale è stato sollecitato a esprimersi sul caso portato da un uomo, Timothy Carpenter, condannato a 116 anni di carcere per una serie di rapine compiute in Ohio e Michigan in negozi di Radio Shack e T-Mobile a partire dal 2010, dopo che gli agenti dell'Fbi avevano usato tre mesi di dati telefonici per dimostrare che si trovava nei pressi di ogni negozio al momento del crimine. Gli avvocati dell'uomo affermano che, dato che l'Fbi non ha ricevuto il mandato per ottenere i dati telefonici, le prove e conseguentemente la condanna dovrebbero essere cancellate.

Carpenter aveva perso nei tribunali inferiori, che avevano deciso che non fosse necessario un mandato, dato che gli utenti telefonici non si aspettano che i loro dati rimangano privati. Queste decisioni poggiavano su una sentenza della Corte Suprema di 38 anni fa; gli avvocati di Carpenter hanno sostenuto che le ragioni di quel caso, quando esisteva solo la telefonia fissa, non potessero essere utilizzate ora, nell'era degli smartphone, e che gli utenti si aspettano che i loro dati, che non comprendono solo i numeri telefonici composti, restino segreti.

Nel caso di Carpenter, gli investigatori hanno ottenuto i dati riguardanti 127 giorni, durante i quali l'uomo è stato localizzato in 12.898 luoghi, permettendo alla polizia di scoprire anche se dormiva a casa o se andava a messa la domenica mattina. La Corte Suprema, quindi, era chiamata a giudicare se questo lavoro delle autorità fosse da considerare in violazione del Quarto emendamento, che vieta le perquisizioni ingiustificate.

Il giudice Roberts ha sottolineato che la sentenza si applica solo alle informazioni sulle celle telefoniche, che potranno comunque essere accessibili senza mandato in caso di emergenze o di casi in cui è in pericolo la sicurezza nazionale. Per quanto riguarda la condanna di Carpenter, il caso è stato rimandato ai tribunali inferiori, che decideranno i prossimi passi da intraprendere.

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