Il termine swing state indica gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, il cui voto è decisivo per stabilire l'esito delle elezioni. Per questo motivo, negli Stati viola (chiamati anche così perché, essendo neutri, non sono identificabili rossi come i repubblicani o blu come i democratici), si concentrano gli sforzi maggiori dei candidati.
Il presidente americano Barack Obama ha superato a novembre il record detenuto da George W. Bush per numero di swing state visitati, ma la sua campagna elettorale non sembra dare i risultati sperati. Secondo un sondaggio di fine dicembre, infatti, il vantaggio del partito democratico su quello repubblicano in questi Stati si è ridotto a soltanto due punti percentuali, rispetto agli 11 punti registrati nel 2008.
Swing state per eccellenza sono Ohio e Florida dove, dopo un lungo braccio di ferro, George W. Bush ha vinto nel 2000 e nel 2004. Ma nelle elezioni del 2008 entrambi gli Stati sono diventati blu, con il 51 di preferenza per Obama. Un fenomeno simile è avvenuto in Colorado, dove un governatore democratico e la crescita della popolazione ispanica hanno fatto virare in blu il rosso tradizionale dello Stato. Stesso discorso per il Nevada, Stato tradizionalmente repubblicano ma diventato più democratico negli ultimi anni, in seguito a un boom demografico dovuto all'immigrazione ispanica e alla provenienza di famiglie da zone democratiche. Rientrano tra gli swing state anche New Mexico, Wiscounsin, Iowa, Pennsylvania, Nord Carolina e Virginia, dove Obama ha segnato nel 2008 la prima vittoria repubblicana dal 1964.
Gli altri Stati, invece, sono notoriamente schierati con uno dei due partiti e sono chiamati safe state (letteralmente Stati sicuri). Sono tradizionalmente democratici California, Massachusetts, Oregon, Hawaii, Connecticut, Rhode Island e New York. Sostengono il partito dell'elefante, invece, gli Stati mediamente più meridionali come Missisipi, Alabama, South Carolina, Wyoming, Idaho e Nebraska.














